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21. 06. 2021 06:57

Milano, ordinanza anti-movida: i gestori dei locali fanno ricorso

I gestori dei locali di corso Garibaldi fanno ricorso al Tar: con la fine del coprifuoco l'ordinanza creerebbe alle loro attività numerose perdite

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Domenica scorsa, in seguito alla sentenza del Tar, è scattata la cosiddetta ordinanza anti-movida: nell’area di corso Garibaldi compresa tra via Moscova e largo Foppa sarà vietato vendere alcolici d’asporto dopo le 22, mentre al tavolo saranno concessi fino alle 24.

I gestori dei locali sono però sul piede di guerra. Con lo slittamento del coprifuoco e la sua possibile abolizione la prossima settimana non vogliono assolutamente rinunciare ad offrire i propri servizi ai giovani della movida. Così hanno deciso anch’essi di ricorrere al Tar.

Ordinanza anti-movida, un duro colpo agli introiti dei locali

«Annunciamo battaglia legale con gli strumenti che abbiamo a disposizione: impugnare l’ordinanza del Comune davanti al Tar. Questa decisione del tribunale penalizza in modo inaccettabile il nostro lavoro — ha dichiarato Luca Hu, titolare del Chinese Box, uno dei 12 locali soggetti all’ordinanza — e faremo opposizione alla sentenza come imprese danneggiate nei loro interessi. Il Comune non tiene in considerazione che su 15 mesi siamo stati chiusi nove con enormi danni economici».

Inoltre si teme che l’ordinanza anti-movida possa far incrementare la presenza di venditori abusivi di alcol. «Ci auguriamo che non venga perseguita la strada delle ordinanze ma che invece si trovino soluzioni alternative che scongiurino l’esplodere di altra violenza di cui i locali non sono responsabili – ha affermato Carlo Squeri, segretario Epam – . Occorre anche risolvere una volta per tutti il problema degli abusivi che vendono alcolici a chiunque e ben oltre il coprifuoco»

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