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22. 06. 2021 09:47

Palestre, una su tre decide di non riaprire: «Siamo in crisi»

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Da lunedì prossimo, 24 maggio, con una settimana di anticipo rispetto quanto previsto riapriranno le palestre. Peccato che i gestori non siano così felici di questa ripartenza tardiva. «In realtà siamo in ritardo, la nostra alta stagione è tra gennaio e marzo: se hai problemi con la linea a fine maggio conviene andare in chiesa più che in palestra», spiega ironicamente Francesco Iezzoni, presidente dell’associazione Fitcom, al Corriere.

Palestre: «Troppa crisi accumulata»

Dal marzo 2020, quando scoppiò la pandemia, le palestre hanno vissuto una serrata durissima. Prima la serrata completa fino al 25 maggio, poi una timida riapertura fino ad ottobre ed infine un lungo lockdown fino ai giorni nostri.

Secondo le ultime stime di categoria circa il 30% dei centri fitness non riaprità. «Ma è un po’ come aprire gli stabilimenti balneari a ottobre. Per certi versi siamo messi peggio dell’anno scorso, molti centri arrivano a questa data avendo accumulato sofferenze economiche — continua Iezzoni —. E poi sfido chiunque ad andare ad allenarsi con il primo caldo senza nemmeno potersi fare la doccia».

Infatti i rigidi protocolli previsti dal Cts rendono le palestre molto meno attrattive: non si può fare la doccia, i percorsi di ingresso e uscita sono differenziati, bisogna mantenere la distanza di due metri dagli altri presenti ed è necessario indossare sempre la mascherina, tranne durante gli esercizi. Tutto questo nonostante studi scientifici affermino che nei centri fitness si è infettata una persona ogni 100mila.

Palestre bloccate outdoor
Sempre più persone preferiscono lo sport all’aria aperta

Inoltre c’è una mazzata ancora più grande per il mondo delle palestre: le persone hanno scoperto un nuovo modo di dedicarsi al fitness.Per rendersene conto basta fare un giro alla BAM intorno alle 19,00: decine e decine di persone che si allenano in gruppo all’aria aperta con o senza un personal trainer.

Riconvertire le persone agli spazi chiusi sarà veramente difficile. «Anche perché non riaprono le piscine e molti dei servizi che ormai fanno parte del pacchetto di abbonamento dei grandi centri», chiosa Iezzoni.

 

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