Piazzale Loreto, la nostra Piccadilly

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C’è una piazza quasi avulsa da Milano, percorsa dai cittadini in macchina verso altri lidi: parliamo di piazzale Loreto, la piazza più anni ’60 della città, piegata ai bisogni esclusivi di una mobilità d’altri tempi e figurativamente sbrindellata sulle ceneri di un passato ingombrante. Il futuro è però tutto da (ri)scrivere e il Comune ne sembra consapevole: proviamo, allora a fare il punto sulla Loreto che sarà.

2030 • La prima novità è stata anticipata dall’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran: il bosco attualmente presente al centro della rotatoria, una terra di nessuno difficilmente raggiungibile a piedi che occupa però un quarto della piazza, sarà tagliato nei prossimi mesi per dare vita a un’area verde acconciata a prato e aiuole. Un’idea semplice ma simbolica, un primo passo in direzione del lungo percorso che porterà a un nuovo piazzale. Perché Loreto, assieme ad altre piazze di Milano, è rientrato nel masterplan Milano 2030 presentato prima dell’estate e tratteggiato nel futuro Piano di Governo del Territorio (Pgt). Tra circa un anno, dopo l’adozione del Pgt, sarà un concorso a definire il progetto e a trovare i finanziamenti pubblici e privati necessari per completare la radicale e attesa trasformazione.

IL MODELLO • Il modello è la parigina Les Halles: l’idea è di riconquistare spazio al centro per i pedoni, con percorsi pedonali e spazi commerciali che sbucano all’aperto dalla stazione sotterranea della metropolitana, collegando idealmente due assi tanto vicine e così lontane come corso Buenos Aires da una parte, via Padova e viale Monza dall’altra, ricucendo gli spazi e semplificando gli attraversamenti e le fruizioni pedonali. Da piazzale Loreto si snodano via Porpora, viale Abruzzi, corso Buenos Aires, via Andrea Doria, viale Brianza, viale Monza, via Padova e via Costa: otto importanti arterie cittadine.

CRONISTORIA • Eppure i tentativi di dare un’identità al piazzale non sono mai mancati: per restare in epoca recente, dieci anni fa l’idea della giunta di centrodestra (rimasta sulla carta) fu quella di trasformarla in una nuova porta della città. Nella lunga rincorsa ad Expo 2015 sarebbe stata una scultura d’artista a rianimarla. Nel 2012 la giunta capitanata da Giuliano Pisapia immaginò di adibirla a grande rotatoria in stile Columbus Square di New York: il tentativo sperimentale, applicato per due mesi estivi con la modifica dei flussi del traffico, non ebbe seguito. Nel 2015 l’assessore al Verde Chiara Bisconti lanciò la proposta di trasferire l’Albero della Vita, in cerca di casa dopo il glorioso semestre universale, proprio qui: altro nulla di fatto. E domani?

NUMERI

8 Le arterie che partono da qui
17.000 I metri quadri della piazza
1820 L’anno di apertura della rotatoria
1962 L’inaugurazione del Palazzo di Fuoco

GLI ESEMPI NEL MONDO

Led, isole centrali, strutture iconiche, coperture e verde: da cosa prendere spunto

Piccadilly Circus

Dopo quasi un anno di lavori, gli iconici display pubblicitari londinesi a led sono tornati in funzione. Palazzo Carminati di piazza Duomo era illuminato fin dagli anni ’60 con luci al neon: perché non immaginare un futuro simile per Loreto?

Columbus Square

Parliamo di una delle piazze più conosciute di Manhattan. Si sviluppa attorno al monumento intitolato a Cristoforo Colombo, circondato da un’isola centrale con verde e panchine. Ancora oggi è un importante snodo di traffico per la città.

Parasol

Il Parasole di Siviglia, completamente in legno (è la struttura in legno più grande al mondo), regala ombra e frescura a uno spazio dimenticato e abbandonato per tanti anni. Al piano sottostante sono conservati importanti reperti archeologici di epoca romana.

Les Halles

Dopo la distruzione dei padiglioni ottocenteschi dell’omonimo mercato in ferro battuto, Parigi ha inaugurato nel 2016 una piazza completamente rinnovata con una gigantesca copertura di vetro ondulato.

Seul SkyGarden

Si tratta di un’infrastruttura ormai obsoleta trasformata in spazio pubblico verde e attrezzato nel cuore della città: è stato inaugurato lo scorso anno. Il percorso si snoda per poco meno di un chilometro di estensione attraverso 645 grandi vasi con alberi, arbusti e fiori.

IL NUOVO PALAZZO DI FUOCO

Vetrate per aumentare la trasparenza della facciata, una piazza interna verde e un’illuminazione serale e notturna a led con informazioni utili per i cittadini: questi gli elementi principali del progetto di riqualificazione del Palazzo di Fuoco di Loreto (sito esattamente tra via Padova e viale Monza) a cura della società Gbpa Architects. L’edificio, di proprietà di Kryalos Sgr, è già in fase di ristrutturazione e dovrebbe, secondo le stime e salvo ritardi, essere completato verso la fine del 2019. Il palazzo venne costruito a inizio anni ’60 dagli architetti Giulio Minoletti e Giuseppe Chiodi nello stile International tanto in voga all’epoca, sulla scia di alcuni edifici di New York e Chicago.

Il piano di riqualificazione rispetta la vocazione originale dell’edificio, pensato per ospitare uffici e negozi: a lavori finiti infatti il palazzo avrà nove piani destinati agli spazi di lavoro, mentre il piano terra e gli ingressi accoglieranno alcune attività commerciali. I temi conduttori, come illustrato dagli architetti interessati al progetto Antonio Gioli e Federica De Leva, rimarranno inoltre quelli cari a Minoletti: luce, colore e trasparenza, ma anche permeabilità e relazione con la città. Verrà realizzata una corte interna con copertura a vetrata che diverrà luogo di incontro e di lavoro animato da acqua e verde. La griglia luminosa che ricoprirà la facciata di notte, invece, comunicherà orario e temperatura ai milanesi di passaggio secondo un’illuminazione a led che funzionerà come una lavagna luminosa. Gioli e De Leva sono i primi a sperare che questo intervento possa velocizzare il piano di riqualificazione della piazza da un punto di vista edilizio, commerciale e urbanistico.