Porta Romana bella: a che punto siamo?

porta romana
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È un’area tra le più interessate ai processi di trasformazione urbana nei prossimi anni: come spiegato dal sindaco Giuseppe Sala, infatti, Porta Romana fa parte di quel territorio del sud Milano dove si concentrano i progetti di maggior impatto, ragion per cui risulta necessario un aggiornamento sulla situazione, provando ad anticipare in che direzione andranno gli interventi.

Porta Romana è un’ex area industriale che, come tante altre omologhe in città, ha subito a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta la deindustrializzazione, ma con la differenza che la riconversione è stata più lenta e disordinata. Al punto che ancora oggi ci sono ex capannoni industriali in attesa di un intervento di riqualificazione.

CASI DI SUCCESSO • Non mancano, tuttavia, gli esempi positivi che testimoniano le grandi potenzialità della zona: in primo luogo la sede della Fondazione Prada, aperta nel 2015 in largo Isarco in concomitanza con Expo e subito diventata un riferimento dell’arte contemporanea per Milano. Progettata dall’archistar Rem Koolhaas, è un’opera di riqualificazione industriale dell’ex distilleria Società Italiana Spiriti. Altro fiore all’occhiello è Talent Garden in via Calabiana, la rete di coworking più grande d’Europa. Il campus Calabiana non è solo un incubatore di impresa e un aggregatore, ma è diventato un’area ricreativa e luogo di formazione.

Più imponente l’elenco dei progetti in gran parte ancora sulla carta o appena partiti. Su tutti svetta la riqualificazione dello scalo ferroviario, una gigantesca area abbandonata che è già stata indicata come sede possibile del villaggio olimpico per gli atleti dei Giochi 2026 e che, in seguito, dovrebbe diventare una residenza per gli studenti della Bocconi. Ad uno stadio molto più avanzato si trova il progetto Symbiosis, situato accanto alla Fondazione Prada: lo scorso settembre è stata inaugurata la piazza mentre è pronto l’edificio che ospiterà la nuova sede di Fastweb.

SMART • C’è poi un altro progetto interessante, di levatura europea, che ha ottenuto 8 milioni di euro dall’Ue per fare dell’area a sud un quartiere smart per Milano. L’investimento porterà nel quartiere tre novità importanti: la riqualificazione energetica di alcuni condomini ed edifici pubblici tramite l’utilizzo dell’acqua di falda; l’ampliamento di car sharing elettrico e bike sharing con l’arrivo di nuove stazioni; l’installazione di sensori per raccogliere informazioni sul territorio, dal traffico alla qualità dell’aria. Stesso discorso per il campus della Ludum School che ospiterà la scuola con indirizzo design fondata da Stefano Paschina, un’iniziativa senza eguali nel panorama europeo. Ci sono, dunque, grandi prospettive per Porta Romana: spetta al Comune e agli operatori privati sfruttare nel modo migliore un’occasione storica per un attuale cono d’ombra della città.

4 PROGETTI 

Riqualificazione dello scalo 

Si tratta di ben 187.300 metri quadrati da trasformare, in una zona localizzata al confine tra viale Isonzo, piazza Trento e corso Lodi, insieme a quella, disgiunta, che si sviluppa tra via Brembo e via Lorenzin, dove di recente è stata inaugurata la Fondazione Prada. L’intervento di valorizzazione ha l’obiettivo di eliminare la divisione tra le due zone: ancora in corso di definizione i contenuti, è comunque previsto il villaggio olimpico qualora Milano dovesse aggiudicarsi le Olimpiadi invernali del 2026

Symbiosis

Il progetto, su una superficie di circa 125mila metri quadrati, è firmato dallo studio di architettura Citterio & Partners per Beni Stabili e si trova tra le vie Gargano e Adamello. È stato completato il palazzo per gli uffici di Fastweb, inoltre è stata già inaugurata la piazza che separa il complesso Symbiosis con il palazzo di Fondazione Prada. Resta adesso da realizzare la parte delle altre palazzine del complesso per uffici che sono in costruzione tra le vie Adamello e Orobia

Smart city 

Il Progetto nasce nel corso del 2015 quando il Comune di Milano ha partecipato in qualità di partner, insieme alle città di Londra e Lisbona, alla call “Smart Cities and Communities solutions integrating energy, transport, ICT sectors through lighthouse projects”. Il progetto, denominato Sharing cities, è risultato tra i progetti vincitori: prevede, per il 2020, la realizzazione di interventi sinergici su specifiche aree delle tre città partner per la realizzazione di distretti smart ad energia quasi zero

Campus Ludum School

Tra viale Ortles e via Gargano, su un’area di diecimila metri quadrati, i lavori sono appena iniziati per la realizzazione di un mega campus dove troveranno sede la scuola primaria, secondaria e il liceo con indirizzo design della Ludum School. Titolare dell’area è Beni Stabili che ha investito per il campus 20,6 milioni di euro: la struttura avrà piscina, palestra e un auditorium, sarà frequentato da mille studenti mentre la data di inaugurazione è prevista per settembre del 2020

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IL PERSONAGGIO

«Più velocità da Palazzo Marino»

Il punto con l’architetto e docente Francesca Scotti

Negli ultimi dieci anni ha seguito diversi progetti su Porta Romana dove vive e lavora. Francesca Scotti, che oltre a essere architetto insegna al Politecnico, è uno degli osservatori più attenti dello sviluppo del quartiere: a Mi-Tomorrow illustra la situazione attuale e le prospettive future.

Definiamo il perimetro di Porta Romana.

«In larghezza si è sempre definita da Corso Lodi alla Bocconi e in profondità dalla Porta Romana sino allo scalo. Oggi però si deve immaginare quest’area in modo più ampio. Se infatti immaginiamo lo Scalo di Porta Romana non più come cesura ma come possibile grande parco, un grande luogo di relazioni tra le parti di città che vi si affacciano, possiamo allora affermare che l’area di Porta Romana arrivi almeno fino a viale Ortles».

Quale sviluppo ha avuto questa zona negli ultimi anni?

«Rispetto al nord est della città è stato più ridotto e dallo scalo in giù ha lasciato molte aree vuote, abbandonate e fortemente degradate».

Per quale ragione?

«Milano ha avuto storicamente un rapporto con il nord produttivo diverso da quello con il sud che ha sempre avuto un carattere più agricolo».

Com’è la composizione sociale in Porta Romana?

«È molto cambiata negli ultimi anni, ci sono molti giovani legati alla Bocconi ma anche molte famiglie con bambini richiamate dalla presenza di scuole, asili e dai molti giardini. C’è molta vita di quartiere e molta gente che crede nel valore delle trasformazioni urbane in un’ottica più aperta, inclusiva e di relazione tra parti di città e composizioni sociali molto diverse».

C’è stata una regia nello sviluppo di Porta Romana?

«Ci siamo trovati con tanti progetti privati che vanno sempre più velocemente dei tempi della politica: è un peccato, manca un piano generale che tenga insieme progetti privati e pubblici rispetto a un’idea di città chiara che potenzialmente quest’area di Milano potrebbe avere».

Vale anche per la Fondazione Prada?

«Non credo. La Fondazione Prada è un progetto dove è chiarissimo quel rapporto che ogni volta si dovrebbe stabilire con il luogo in cui si costruisce. La vista della città che si ha dalle vetrate della torre della Fondazione esprime esattamente questa relazione e spiega moltissimo su cosa potrebbe diventare lo scalo di Porta Romana per Milano e per le aree limitrofe. Il progetto della Fondazione ha fatto moltissimo per quell’area che prima molti milanesi non sapevano neanche dove fosse o dove comunque avevano paura ad andare».

E per Symbiosis?

«Personalmente mi sembra che questo rapporto sia molto meno chiaro, si è cercata meno una relazione con il luogo e con le sue potenzialità di sviluppo».

Com’è la situazione dello scalo ferroviario?

«Al momento è ancora un luogo di forte degrado. Si sta cercando di risolvere questo problema organizzando all’interno diverse iniziative, d’estate dei concerti e in settimana ospita un mercato chilometro zero. Aspettiamo il bando per la sua progettazione. Credo sarà uno dei più progetti più importanti che vedremo a Milano nei prossimi anni».

Altro grande progetto: smart city.

«È partito due anni fa: hanno cercato di coinvolgere gli abitanti e specialmente i condomini, hanno fatto una sorta di call per la partecipazione a progetti di valutazione del risparmio energetico, dovrebbe poi partire un progetto per la circolazione delle auto elettriche. Questa zona di Milano è molto sensibile a queste tematiche, credo sia stato giusto e importante iniziare da qui».

Un bilancio di questi progetti?

«C’è potenzialmente molto da fare, sarebbe importante avere un piano più ampio e non solo riferito all’area dello scalo. Il Politecnico di Milano ha lavorato molto su questo e per molti anni».

Quale ruolo dovrebbe svolgere l’Amministrazione?

«Da una parte credo dovrebbe essere più veloce, dall’altra dovrebbe avere il ruolo di coordinamento dei diversi progetti, pubblici e privati, rispetto a un’idea generale per la città. Dovrebbe avvalersi sempre più dello strumento dei Concorsi di Architettura, cosa che generalmente assicura visioni più ampie e non solo legate a singoli interessi economici e speculativi».


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