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21. 04. 2021 22:31

Progetto Approach, integriamo gli europei

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Le prossime elezioni europee di maggio sono l’occasione per una maggiore integrazione dei cittadini stranieri dell’Unione Europea residenti in città: grazie al progetto Approach per loro sarà più facile scegliere di votare i candidati italiani alle europee invece di scegliere quelli del loro Paese.

Ma non è tutto, una volta effettuata questa opzione potranno in futuro votare per il Sindaco, il Consiglio comunale e i Consigli di Municipio, iscrivendosi alle liste elettorali attraverso pochi e semplici passaggi sul sito del Comune di Milano. C’è la possibilità, insomma, di diventare cittadini italiani e milanesi pur senza avere la nostra nazionalità.

Tutto ciò è reso possibile da “Approach, Connecting EU mobile citizens with their welcoming cities”, un progetto finanziato con 900.000 euro ottenuti con la vittoria di un bando europeo che ha visto Milano partner insieme a Parigi, Amsterdam, Lisbona, Varsavia, Etterbeek, Nea Smyrni e Vejle. L’idea di base è di rendere più semplice la vita dei cittadini europei che risiedono in paesi diversi da quelli di origine attraverso la creazione di un ecosistema digitale che possa facilitare l’esercizio del diritto di voto, semplificare le procedure per l’iscrizione dei figli a scuola e in generale favorire la partecipazione alla vita attiva della comunità ospitante.

Ad essere interessati sono sempre più persone, in quanto ammontano a circa 17 milioni i cittadini europei, più del tre per cento della popolazione dell’Unione, che vivono in un Paese diverso da quello di nascita. Solo una piccola parte, tuttavia, appena l’otto per cento, nel 2014 si era registrato nelle liste elettorali dello Stato di residenza per votare i candidati locali al Parlamento di Bruxelles: adesso si punta ad incrementare questa percentuale.

Per quanto riguarda la situazione nella nostra città, al momento sono 30.979 i residenti che provengono da altri Paesi membri e di questi, nel 2014, furono solo 1.480 i votanti per le elezioni europee. A questa comunità vanno aggiunti i circa seimila studenti Erasmus e i 19mila studenti internazionali che le università cittadine accolgono con un ricambio frequente.

Allo scopo di informare e coinvolgere questi cittadini con il progetto Approach è stata realizzata una campagna di comunicazione mirata con l’invio di lettere, mail, post sui canali social di Palazzo Marino, un banner dedicato sul portale istituzionale, affissioni e un sito informativo per rendere note le procedure e le scadenze per esercitare i propri diritti. Non solo. Per migliorare la comunicazione tra i cittadini Ue e le autorità locali il progetto prevede anche il training di lingua inglese per lo staff delle città. Verranno inoltre organizzati focus groups, indagini, interviste, eventi pubblici e incontri periodici con le associazioni di expat e i consolati.

I prossimi appuntamenti del progetto Approach sono programmati a marzo. Le città partecipanti, che potranno così fare rete e scambiare le buone pratiche messe a punto, si troveranno il 13 e 14 marzo a Milano per un meeting interno. Il 15 marzo, al palazzo delle Stelline, dove ha sede la Rappresentanza del Parlamento europeo, si terrà invece un evento aperto al pubblico e inserito nel palinsesto della Milano Digital week.

Come fare per votare a maggio
I cittadini europei possono fare richiesta al Comune

I cittadini europei residenti a Milano che volessero votare i candidati italiani al Parlamento europeo devono fare richiesta al Comune di Milano entro il 25 febbraio iscrivendosi sul portale comune.milano.it. Scadenze differenziate sono invece fissate da ciascun Paese membro per votare dall’estero i candidati al Parlamento europeo del proprio paese d’origine. Sul sito Approach sono disponibili tutte le date entro cui registrarsi. Per gli italiani all’estero c’è tempo fino al 7 marzo per esercitare questa scelta presso il consolato locale. Tutte le informazioni si possono trovare al link project-approach.eu.

«Costruiamo la cittadinanza europea»
L’assessore Lipparini: «Così rendiamo Milano più attrattiva»

Maggiori diritti per gli stranieri dell’Unione Europea che vivono a Milano ma non solo. Come spiega a Mi-Tomorrow Lorenzo Lipparini, assessore alla Partecipazione, cittadinanza attiva e Open Data del Comune, Approach è un ulteriore passo in avanti per rendere Milano una città più moderna e inserita nel continente europeo.

Come nasce questo progetto?
«Dalla proposta del consorzio Alda che un anno fa ci ha proposto di partecipare a questa call che poi abbiamo vinto».

Quando è partito?
«Subito dopo, ad aprile maggio di un anno fa. Abbiamo selezionato il project manager e utilizzato le risorse a disposizione».

A quanto ammontano?
«Il budget complessivo è di un milione, al Comune di Milano sono arrivati 90.000 euro che abbiamo impiegato in parte per le risorse esterne e in parte per la realizzazione della attività».

Qual è l’obiettivo di Approach?
«Rendere più attrattiva la città offrendo più servizi per chi viene a viverci».

Oltre al diritto di voto cosa si ottiene con l’iscrizione?
«In quanto residenti gli stranieri hanno diritto ai servizi civici, come ad esempio la possibilità di iscrivere i figli nelle scuole della città».

Il termine per iscriversi è il 25 febbraio: perché questa data?
«E’ la data ultima per chi vuole votare a Milano scegliendo candidati della circoscrizione in cui si trova la nostra città: da quel momento inizia la procedura per l’iscrizione alle liste elettorali italiane».

In caso contrario gli stranieri residenti a Milano possono scegliere di votare per i candidati del loro Paese.
«Sì, anche se ci sono Paesi, come la Polonia e la Slovacchia, che non hanno ancora comunicato la data entro cui fare richiesta per votare i candidati dei loro paesi».

E’ possibile che qualcuno voti due volte?
«No perché una volta ricevuta la richiesta di votare per le elezioni italiane noi la inoltriamo al Ministero degli Interni che a loro volta la inviano nei paesi d’origine dove provvedono a depennare la persona della liste elettorali».

Gli stranieri dell’Unione Europea a Milano sono più dei 30mila che hanno la residenza.
«Certo, basti pensare agli studenti che partecipano al progetto Erasmus che vengono qui per brevi periodi e non chiedono la residenza».

Avete fatto una campagna d’informazione presso i residenti stranieri?
«Abbiamo contattato tuti coloro che sono iscritti all’anagrafe con una lettera, per essere ancora più efficaci facciamo un focus con le associazioni dei cittadini e i consolati: con loro c’è una fase di ascolto, valutiamo quanto sono conosciute le nostre procedure».

Quanti stranieri votano nelle elezioni italiane?
«Cinque anni fa votò circa il 5%».

Quanti voteranno a maggio?
«Dipende dall’interesse per nostra politica, non è detto che sia attrattiva. Ad ogni modo più che la percentuale di votanti è importante che si riesca ad entrare in un rapporto virtuoso con loro».

Il prossimo passo è il voto alle amministrative?
«Sì, una volta iscritti gli stranieri possono esercitare il diritto di voto».

Approach vale anche i milanesi residenti all’estero.
«Certo, per effettuare le loro scelte possono consultare la piattaforma di Approach dove sono presenti tutte le informazioni con i termini per fare la domanda».

Quanti sono?
«Circa 80mila, per quanta riguarda le intenzioni di voto la media europea dei residenti stranieri che votano per i candidati dei paesi ospitanti è dell’8%».

Questa iniziativa serve a fare diventare la città più internazionale?
«E’ un passaggio fondamentale se vogliamo aumentare il nostro grado di attrattività: noi stiamo costruendo la cittadinanza europea che al momento è sulla carta ma richiede un lavoro di attuazione. A metà marzo ci vedremo con i responsabili delle altre città per vedere come migliorare questo progetto».

Jana Schweitzer
21 anni, studentessa
«Sono appena arrivata dalla Germania, conosco ancora poche persone sia italiane che straniere: prima d’ora non sapevo nulla di questa iniziativa ma la trovo positiva, è una buona opportunità per gli stranieri, direi che ha un contenuto democratico perché favorisce l’integrazione in un paese dell’Unione Europea. Votare per i candidati italiani? Non lo so, io resto qui per sei mesi e poi vado via, francamente lo vedo molto difficile».

Luca Rizzolino
18 anni, studente
«Conosco Approach e lo condivido perché offre la possibilità di votare per i candidati del posto in cui si vive. Ho discusso proprio di questa iniziativa pochi giorni fa con amici anche stranieri: eravamo tutti d’accordo che si tratta di un’ottima idea. Per quanto riguarda gli stranieri non credo che trovino incomprensibile la politica italiana, ad ogni modo possiamo aiutarli noi italiani a renderla più semplice».

Klara Zahradnickova
38 anni, architetto
«Sono appena arriva a Milano per fare uno stage, arrivo dalla Repubblica Ceca e non conosco Approach. Il mio parere? E’ una cosa buona per chi vive qui da un po’ di tempo, direi da 10 anni, ma per chi invece si trova in questa città da poco non so quanto sia utile, io ad esempio non credo proprio che voterò per i candidati italiani sia perché tra 3 mesi andrò via sia perché non so assolutamente nulla della politica italiana».


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