Racket e droga low cost: l’Ascia Nera minaccia Milano

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Li chiamano “i boss di Benin City”. Occhiali da sole calati sul volto anche di notte, giubbotti in pelle griffati, mani ingioiellate e catene d’oro al collo. Amano la movida milanese e i locali di corso Como: non è difficile vederli sorseggiare aperitivi nei bar all’aperto mentre con lo sguardo tengono d’occhio la manovalanza alle loro dipendenze.

Decine e decine di “soldati” che spacciano eroina 24 ore al giorno a basso costo. Perché è in questo modo – con prezzi stracciati ed eserciti di criminali – che i boss nigeriani in pochi anni hanno scalato la vetta della malavita milanese. E così oggi la Black Axe, l’Ascia Nera, l’organizzazione criminale straniera più simile a Cosa Nostra che esista al momento in Italia, sta stringendo la sua morsa su Milano.

ELEMOSINA E FUGA • Ma ad arricchire i boss venuti dall’Africa non c’è soltanto la droga. I loro affari negli anni si sono diversificati. Hanno saputo tramutare in business, per esempio, il dramma dei migranti in fuga dalla guerra trasformandoli in mendicanti alle loro dipendenze. Le indagini su questo fronte, in tutta Italia, sono a decine. A Milano, in particolare, le forze dell’ordine sospettano che questa organizzazione criminale gestisca circa 200 uomini – la maggior parte di loro accolti in centri per l’accoglienza – che durante il giorno si posizionano davanti ai negozi e ai supermercati a chiedere l’elemosina.

L’organizzazione impone ai suoi lavoratori anche gli “strumenti di lavoro”: un cappellino da baseball e un telefono cellulare attraverso il quale rimanere in contatto con i capi per ricevere istruzioni. Si tratterebbe – appunto – di uomini che hanno contratto un grosso debito nei confronti dell’organizzazione criminale nigeriana dedita al traffico illecito di esseri umani che li ha fatti arrivare in Italia attraverso la Libia e il Mediterraneo.

TRUFFE ONLINE • Ad arricchire le casse della Black Axe, poi, ci sono anche i crimini che ogni giorno si consumano nel web: le cyber truffe. Un settore che, secondo le stime della Direzione Investigativa Antimafia, fatturerebbe soltanto in Lombardia decine di milioni di euro all’anno. Attraverso abilissimi hacker, riescono a carpire dati bancari e informazioni sensibili degli utenti, clonano bancomat e carte di credito e riescono a svuotare conti correnti con estrema facilità. Soldi che poi, immancabilmente, tornano in Africa attraverso conti online e vanno a finanziare gruppi terroristici nel delta del Niger che, in patria, mantengono il terrore fra la popolazione attraverso feroci squadroni della morte.

DROGA • Ma il business più redditizio dell’Ascia Nera, resta, la droga. Cocaina e poi, in particolare, l’eroina gialla – con un grado di purezza pari quasi al 100% – in grado di provocare dipendenza in chi la consuma già dalla prima volta, che viene venduta a circa 5 euro al grammo. Uno stratagemma, questo, per fidelizzare i clienti e renderli da subito schiavi. Gli ultimi controlli effettuati dalla Polizia di Stato nella zona della Stazione Centrale parlano chiaro: a gestire il controllo dello spaccio c’è una rete di nigeriani, mentre la manovalanza viene spesso affidata a pusher originari del Gambia. Un sodalizio criminale ben collaudato. E ora tollerato anche dalla malavita organizzata italiana, che osserva da lontano e tace.

Riti voodoo e sacrifici nel tempio degli stregoni

Li vedono arrivare di notte, silenziosi, a piccoli gruppi. Davanti a loro un’anziana donna corpulenta e vestita di rosso, trattata con timore e deferenza. Quello che succede all’interno in questo stabile abbandonato di via Adriano, periferia nord est di Milano, però, rimane ancora un mistero. I comitati anti racket del quartiere lo hanno ribattezzato “il tempio della mafia nigeriana”.

Perché lì dentro si consumerebbero riti vodoo legati alla consorteria mafiosa “Black Axe”, potente organizzazione criminale nigeriana caratterizzata da una fortissima componente religiosa, che monopolizza fra l’altro la tratta delle prostitute africane a Milano. Proprio grazie a questi cerimoniali, i membri della gang tengono in scacco decine di ragazze che ogni giorno si vendono nei viali della prostituzione, da viale Zara a via Novara.

Terrorizzate dall’effetto che i riti voodoo potrebbero avere sulle proprie famiglie, le giovani schiave accettano di farsi sfruttare dai loro aguzzini, acconsentendo di pagare una grossa somma di denaro alle “maman”: donne più anziane che le hanno fatte arrivare in Italia con la promessa di un lavoro onesto. Che a loro volta, da ragazze, hanno dovuto passare lo stesso calvario.

AL CHIARO DI LUNA • E così, nelle notti illuminate dalla luna, alcuni palazzi abbandonati di Milano diventano il santuario dei “bokor”, gli stregoni che praticano la magia nera. È il caso per esempio di un edificio di sei piani che sorge fra via Mulas e via Adriano, dove sono in corso i lavori di ristrutturazione per trasformare questo enorme e spettrale palazzo in una residenza per anziani. Di giorno, gli operai sono al lavoro. Ma di notte, trovarvi riparo è facilissimo: basta scostare le transenne di sicurezza.

E così sono in molti a segnalare periodicamente strane presenze. In particolare, quella di una “mama-loa”, sacerdotessa che secondo la magia nera africana ha il compito di richiamare gli spiriti dall’aldilà per conto dell’Ascia Nera e che sarebbe stata vista più volte accedere all’area durante la notte.

ASCE E MANICHINI • Di certo c’è un fatto: alcuni mesi fa la polizia locale ha rinvenuto all’interno dello stabile una grossa ascia di ferro. Alcuni residenti confermano di aver trovato bamboline con grossi spilloni infilzati sopra, zampe di gallina mozzate, tracce di sangue e spargitori di incenso. «Una dimostrazione questa – ha spiegato il presidente del comitato No Racket, Tullio Trapasso – che lì dentro si sono svolti riti voodoo».

VIA BONFADINI • Strani passaggi sono stati segnalati anche in un palazzo abbandonato di tre piani in via Bonfadini, uno scheletro di vetro e cemento che di notte offre riparo a molti stranieri senza fissa dimora e a tossicodipendenti. Anche qui, un po’ di tempo fa, sono stati trovati resti di sangue e viscere che facevano pensare a un sacrificio animale.

SCHIAVE DEI RITI • Del resto, per i criminali nigeriani che gestiscono il traffico di esseri umani questi rituali sono ordinaria amministrazione. Solo pochi mesi fa, i Carabinieri della Compagnia di Legnano hanno liberato due ragazze nigeriane di 20 anni che si prostituivano a Milano dopo essere state “incatenate” attraverso riti vodoo dai loro aguzzini, che per mantenere viva la paura nelle giovani schiave praticavano cerimoniali davanti ai loro occhi. Un destino comune ad altre centinaia di ragazze, che però continuano a rimanere fantasmi.

Glossario

Black Axe
L’Ascia Nera, l’organizzazione criminale straniera più simile a Cosa Nostra che esista al momento in Italia. È nigeriana

Bokor
Gli stregoni che praticano la magia nera

Juju
Il termine della lingua ibo con cui in tutta la Nigeria è conosciuta la magia nera associata al voodoo

Mama-loa
La sacerdotessa che secondo la magia nera africana ha il compito di richiamare gli spiriti dall’aldilà per conto dell’Ascia Nera

Maman
Donne più anziane che hanno fatto arrivare in Italia le giovani schiave con la promessa di un lavoro onesto

11.500
le donne nigeriane che nel 2017 sono arrivate in Italia

80%
la percentuale delle donne nigeriane che in Italia finisce nelle mani del racket della prostituzione

30.000 euro
il “debito” che i migranti nigeriani devono restituire ai trafficanti di uomini

20 milioni di euro
il business annuo delle truffe online collegate alla mafia nigeriana in Lombardia

Fonte: Ministero dell’Interno