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20. 04. 2021 12:58

Milanesi, volete il reddito di cittadinanza

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Sono due i provvedimenti più consistenti del governo Lega-5Stelle: l’abolizione della legge Fornero con la conseguente introduzione della cosiddetta quota 100 e il reddito di cittadinanza. Quest’ultimo, di marca pentastellata, è in fase di decollo: giovedì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza di decreto legge, a partire dal 5 marzo si potranno inoltrare le domande e da fine aprile partiranno i pagamenti.

POCA CONOSCENZA • Nonostante il gran parlare, non tutti sono a conoscenza del tema, come dimostrano alcune interviste effettuate da Mi-Tomorrow. Per il governo si tratta di una misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, in concreto consiste nell’erogazione di un sussidio a coloro che si trovano senza lavoro per consentirgli di mantenere livelli di sussistenza quantomeno dignitosi.

I PARAMETRI • Sono diverse le condizioni per potere accedere al reddito di cittadinanza. In primo luogo, il nucleo familiare deve avere un reddito ISEE non superiore 9360 euro, un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro fatta salva l’abitazione, e beni mobili per un valore non superiore a 6 mila euro elevati di 2 mila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo.

Se si è in presenza di questi requisiti si può ottenere da un minimo di 480 ad un massimo di 9.360 euro annui, pari a 780 euro mensili. In particolare, il single che vive da solo avrà diritto a 780 euro mensili di cui 500 come integrazione al reddito, 280 per l’affitto e 150 per il mutuo mentre un nucleo con due genitori e due figli minorenni avrà diritto a 1.180 euro al mese di cui 900 come integrazione al reddito, 280 per l’affitto e 150 per il mutuo.

I TEMPI • L’erogazione dura 18 mesi, ma è rinnovabile. Per chi ne è beneficiario sono previsti anche dei doveri: dovrà svolgere attività al servizio della comunità, corsi di riqualificazione professionale e di completamento degli studi. Se poi rifiuterà una delle tre offerte di lavoro congrue che gli verranno prospettate si vedrà revocare il sussidio.

LE CRITICHE • Intorno al reddito di cittadinanza si è scatenato un duro confronto politico. L’opposizione lo ha bollato come uno spreco di risorse pubbliche che non solo non riuscirà a sostenere le famiglie ma indurrà i disoccupati a rinunciare alla ricerca del lavoro. Le forze di governo hanno replicato spiegando che queste misure esistono in tutti i paesi più progrediti e che vanno considerate come uno strumento per attenuare il disagio sociale che esiste in larghi strati della popolazione a causa della mancanza di lavoro.

DIECI DOMANDE E RISPOSTE

Quando si può fare la domanda?
Dal 5 marzo 2019.

Come fare la domanda?
Sul sito ufficiale del Reddito di cittadinanza, la risposta arriverà dall’Inps entro 5 giorni.

Quando iniziano i pagamenti?
Il 27 aprile, chi ha diritto si potrà recare in Posta e ritirare la Carta Rdc, che conterrà il reddito.

Chi può fare la domanda?
Un nucleo familiare con ISEE inferiore a 9.360 euro, un patrimonio immobiliare (esclusa l’abitazione) non superiore a 30 mila euro, beni mobili per un valore non superiore a 6.000 euro elevati di 2.000 euro per ogni componente successivo al primo fino ad un massimo di 10.000 euro.

A quanto ammonta il sussidio?
Da un minimo di 480 ad un massimo di 9.360 euro annui, pari a 780 euro mensili.

Quanto dura il sussidio?
Diciotto mesi, rinnovabili previa sospensione di un mese.

Cosa succede se si ottiene il reddito dichiarando il falso?
E’ prevista la reclusione da due a sei anni, oltre alla revoca e alla restituzione del beneficio.

Quali sono gli impegni per chi ottiene il sussidio?
Inizia un percorso di reinserimento al lavoro con attività al servizio della comunità, corsi di riqualificazione professionale e di completamento degli studi.

Come avverrà il reinserimento al lavoro?
Verranno offerte tre offerte di lavoro congrue, si dovrà accettarne almeno una o si perde il sussidio.

Quanti in Italia potranno accedere al reddito?
Si stima fino a 5 milioni di persone.

«A Milano e provincia una platea di 80mila persone
Antonio Verona (Cgil): «Servirebbero politiche davvero efficaci»

Un provvedimento mal concepito che non produrrà effetti positivi. Non lascia adito a fraintendimenti Antonio Verona, responsabile del mercato del Lavoro della Cgil di Milano, che a Mi-Tomorrow spiega perché il reddito di cittadinanza non avrà successo.

Cosa non la convince?
«Il problema di fondo è che mette insieme due obiettivi differenti in modo improprio, ovvero il contrasto alla povertà e le politiche attive sul lavoro».

Bisognava concentrarsi su uno solo?
«Sarebbe meglio intervenire su chi già lavora e non riesce ad uscire dalla povertà».

Si può essere poveri anche se occupati?
«Certo, basti pensare che per l’Istat si è occupati dopo appena un’ora di lavoro».

Questo discorso vale anche per Milano?
«Sì, in città ci sono molte situazioni difficili. Uno dei limiti che vedo di questo provvedimento è che in alcuni casi potrebbe verificarsi la situazione in cui si percepisce un reddito di cittadinanza superiore allo stipendio che si riceveva quando si lavorava».

Il reddito di cittadinanza potrebbe disincentivare la ricerca di un nuovo lavoro?
«La normativa prevede che un lavoratore non lo può ottenere se si è dimesso nei sei mesi precedenti la richiesta però è evidente che se uno è in lizza per un nuovo posto ci pensa due volte prima di accettare, prima vorrà verificare se gli conviene».

Quanti possono vantare le condizioni per inoltrare la domanda?
«Sull’area metropolitana di Milano, quelle di cui sono responsabile, direi circa 80mila persone, se parliamo della sola città il numero è inferiore».

Quale può essere l’identikit di chi farà domanda?
«Penso alla fascia che va dai 30 ai 40 anni, persone che hanno svolto lavori marginali e ora sono diventati disoccupati e in sofferenza di reddito».

E i giovani che cercano il primo impiego?
«Ci sono quelli tra i 26-28 anni disoccupati che però beneficiano del reddito familiare è perciò, come prevedono le norme, sono esclusi: si considera il nucleo familiare con il reddito complessivo che non poche volte è importante, questo fa si che molti giovani non avranno il sussidio».

C’è anche la categoria dei pensionati.
«Sì, ma per i pensionati è prevista la pensione di cittadinanza, è una situazione diversa».

Non vede niente di positivo?
«Francamente non riesco a vedere aspetti positivi, devo dire che i miei forti dubbi derivano anche dal fatto che in questo momento le condizioni non sono le migliori, i livelli di occupazione stanno diminuendo, servono politiche davvero efficaci: come ho già precisato questo discorso vale per Milano». GS

Isael Ulloa Molina
60 anni, disoccupato

Non so nulla del reddito di cittadinanza ma ne avrei tanto bisogno perché sono in cerca di lavoro e la ricerca non è facile. Non so se ne avrò diritto, io sono regolare, se dovesse arrivare sarebbe positivo: è importante che lo Stato aiuti chi ne ha bisogno, ce ne sono tanti in giro come me non solo stranieri ma anche italiani.

Ugo Maspero
61 anni, impiegato

Non mi convince molto, ho l’impressione che si tratta di una bolla di sapone che finirà solo con l’ingannare la gente. Aiutare chi è in difficoltà è una cosa buona ma bisogna vedere se tutto ciò che promettono sarà davvero mantenuto: ad ogni modo ho il sospetto che alla fine saranno premiati i soliti furbetti, come spesso accade.

Alessandro Colombo
22 anni, studente

Sono molto perplesso perché a Londra, dove ho vissuto fino a poco tempo fa, ho sentito non pochi italiani che studiavano il modo di percepire il reddito continuando a lavorare in Inghilterra. L’idea è buona ma non sono sicuro che ci saranno controlli adeguati, credo che siano i 40-50enni ad averne più bisogno, i giovani qualcosa la trovano sempre.

Francesco Stilo
67 anni, pensionato

E’ un’iniziativa sbagliata, sarebbe meglio intervenire a sostegno del lavoro, in questo modo invece si disincentiva la gente a cercare un’occupazione. Molti pensano che riceveranno 780 euro ma non sarà così, la maggior parte ne prenderà 350-400, così aumenterà solo il lavoro nero che anche a Milano è molto diffuso.


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