il cinemino
il cinemino

Un’idea per un San Valentino sui generis? Il cinema. Ma non un cinema qualunque, uno dei tanti che affollano le periferie o la provincia, bensì un cinema di quartiere pronto a riaprire e a riscaldare anche nel 2019 le anime di chi (ri)conosce l’amore per il cinema stesso. Qui, promettono da “il Cinemino“, sarà una festa dell’amore destinata proprio a tutti: anche ai single.

Riapre domani, giovedì 14 febbraio, il Cinemino di via Seneca. Dopo più di 100 giorni di chiusura, ritrova dunque vita il prezioso spazio culturale con il suo cineclub e le sue attività. «Le prime settimane se ne sono andate cercando di capire perché. Le successive le abbiamo passate con avvocati e consulenti per valutare tutti gli scenari possibili per far valere le nostre (buone) ragioni.

Le ultime se ne sono andate pitturando, smontando e rimontando scale, bagni, porte e poltrone per riaprire il prima possibile» scrivevano qualche giorno fa quelli de Il Cinemino. Il prima possibile è arrivato e sarà domani, ma facciamo prima un passo indietro per ricordare cosa è successo.

I controlli, risalenti al 17 ottobre scorso, erano stati condotti dagli agenti della Divisione amministrativa e sociale. I vigili del fuoco avrebbero riscontrato molteplici irregolarità in tema di sicurezza antincendio e sui luoghi di lavoro: un’unica uscita di sicurezza, carenza di cartellonistica relativa agli estintori portatili, assenza di addetti e dispositivi di emergenza, presenza di materiale infiammabile adiacente alla sala e altro.

Da lì il sequestro preventivo della struttura, la denuncia del presidente dell’associazione all’autorità giudiziaria per apertura di locale pubblico in assenza della verifica sull’agibilità e una sanzione amministrativa per apertura di esercizio pubblico in chiave imprenditoriale in assenza della licenza comunale.  Un boccone amaro da digerire per una piccola realtà, fatta di oltre 14mila soci e nata il 10 febbraio 2018 anche grazie al prezioso supporto con il crowdfunding di 543 persone.

«Una piccola follia: in anni in cui portare le persone in sala a vedere un film appare impresa sempre più ardua, noi abbiamo aperto il Cinemino senza l’intervento di fondi pubblici. Desideriamo sottolineare, in relazione alla nostra struttura associativa, che i fondi e i proventi sono stati sempre utilizzati solo per le attività culturali, esclusivamente reinvestiti nel cineclub senza aver avuto possibilità in quanto associazione di accedere a finanziamenti riservati agli operatori del settore», scrivevano nelle scorse settimane in una lettera aperta indirizzata ai soci.

Comunque sia, subito dopo la chiusura è partita una travolgente campagna social a sostegno del Cinemino, #iostocolcinemino, che ha raccolto cittadini e autorevoli esponenti del mondo culturale milanese e non. Alcuni nomi? Laura Bispuri, Alessandro Borghi, Carolina Crescentini, Motta, Ivan Cotroneo, Francesca Comencini, Vinicio Marchioni, Valerio Mastandrea, Pif, Stefania Sandrelli, Filippo Timi e Enrico Vanzina.

543
i donatori al crowdfunding

50.043
la somma in euro raccolta

14.000
i soci del cineclub

DOVE
Via Seneca 6
MM3 Porta Romana, linee 9/62

QUANDO
Da domani, giovedì 14 febbraio

COME
Accesso in sala consentito ai soli tesserati (5 euro)

CONTATTI
02.35.94.87.22
ilcinemino.it

La programmazione
Dopo la serata inaugurale del 14 febbraio, da venerdì 15 ripartirà la normale programmazione del Cinemino. Programmazione che, fino al 25 febbraio, sarà dedicata agli imminenti Oscar. Verranno proposti molti dei film nominati in lingua originale con sottotitoli. Domenica 24 febbraio verrà invece proposta la Maratona dei Cortometraggi candidati agli Oscar nelle categorie Animazione (alle 17.30) e Live Action (alle 19.30) che, come lo scorso anno, sarà in collaborazione e in contemporanea con il teatro Franco Parenti.

Ma non finisce qui: nella notte tra il 24 e il 25 si vivrà tutti assieme la Notte degli Oscar. Verso mezzanotte ci si sintonizzerà su Sky Cinema per condividere l’emozione degli Academy Awards tra commenti, giochi e tifo indemoniato. Ingresso gratuito con tessera, prenotazione a social@ilcinemino.it. Tutti i soci potranno cimentarsi con il TotoOscar e, in caso di esito positivo, sono previste sorprese… “cinemose”. Il bar sarà aperto per una successiva colazione prima di andare al lavoro o a casa.

A TU PER TU CON…

«Preparatevi ad una grande sorpresa»
Raoul Simoni: «Tratteremo di inclusione, di psichiatria e di tanto altro»

A distanza di quasi quattro mesi riapre il Cinemino di via Seneca, in tempo per San Valentino. Raoul Simoni racconta a Mi-Tomorrow i rinnovamenti dopo la chiusura, la rinascita di un amore incondizionato. Quello per il cinema, che porta in sala ogni giorno tanti cittadini.

Perché avete criticato la chiusura (temporanea) del vostro spazio?
«Più che altro noi critichiamo le modalità di intervento. Al di là di questo, non hanno riconosciuto la nostra natura associativa. Alla chiusura è seguito un momento difficile dal punto di vista economico, anche perché abbiamo un senso di responsabilità nei confronti di chi lavora per noi».

Quali lavori avete fatto?
«Abbiamo cambiato le poltrone, coibentato la sala e la cabina di proiezione, allargato la scala e ripristinato la seconda uscita di sicurezza».

Un lavoro duro ma che ha portato a risultati positivi?
«Sì, un’esperienza che ci è stata utile. Grazie all’attento lavoro sulla sicurezza, adesso possiamo considerarci al 99% sala di pubblico spettacolo anche se siamo solo un’associazione culturale».

Avete ricevuto supporto da parte del Comune?
«Totale. Abbiamo avviato un bel percorso con l’assessorato di riferimento, quello alla Cultura di Del Corno, con il Gabinetto del sindaco e con i vigili del fuoco. Ci hanno aiutati a trovare una soluzione».

Associazione culturale, dicevamo. Il Cinemino non è solo cinema, giusto?
«La nostra vocazione è la cultura a 360 gradi. Nei mesi di chiusura abbiamo collaborato con l’hub culturale Frigoriferi Milanesi e in generale la nostra offerta comprende musica, reading e pezzi teatrali».

Avete altre collaborazioni in programma?
«La nostra sede è questa di via Seneca, ma non organizziamo e non organizzeremo attività solo qui. Organizzeremo anche cinema all’aperto in estate e siamo stati scelti come partner cinema dal nuovo centro culturale ICA (Istituto Arte Contemporanea), anche se è tutto ancora da definire».

Però il cinema è il vostro amore più grande.
«La nostra matrice è il cinema. I nostri fondatori arrivano tutti dal mondo del cinema o dalla televisione».

A proposito di cinema, potete anticiparci qualcosa sulla programmazione?
«Avremo una sorpresa per San Valentino con film dedicati all’amore e all’amore per il cinema. Parliamo di Cold War, un compendio in 80 minuti del meglio del cinema del passato, del presente e del futuro. E poi…».

Poi?
«Jules e Jim, un grande classico di Truffaut, e una cosa più pop come il recentissimo A storn. Il filo conduttore è l’amore, ma sono anche tre modi diversi di intendere il cinema».

Farete anche qualcosa su Milano?
«Assolutamente sì. Faremo qualcosa su Milano, come l’anno scorso, e continueremo con i lunedì del Cinemino su temi sociali con la presenza di registi e/o esperti. Tratteremo di inclusione, di psichiatria e di tanto altro».

Il cinema di quartiere è il futuro?
«Non è l’unica, ma è un’idea del futuro. È quasi incredibile che diventi futuro un’idea del passato. Il monosala può, con la multiprogrammazione, dare possibilità di vedere film in fasce orarie diverse. Poi sta a noi scegliere film e orari in linea con il target».

Il territorio come ha risposto?
«Il Cinemino è diventato un punto di riferimento importante per il quartiere, anche per chi vive da solo e scende da noi invece di stare su a vedere la televisione. C’è fiducia nei nostri confronti. Non conoscono il film? Noi glielo raccontiamo. Siamo una bottega che fa cose su misura».

La gente, dunque, propone?
«Sì. Noi abbiamo una tessera associativa di cinque euro, ma il senso della nostra realtà non è solo il comprare ma anche il proporre. Non possiamo ovviamente accogliere tutto, ma riceviamo molte proposte e siamo aperti a questo».

Il modello?
«In Germania esistono molti spazi dove fai aperitivo e poi guardi un film nello stesso posto. La nostra, così ci piace definirla, è una sala di quartiere internazionale. Ma bisogna lottare contro lo streaming e con tutte le altre tipologie di intrattenimento, che sono di più rispetto a tempo fa».

Qualcosa che non abbiamo detto?
«C’è una zona grigia della legislazione che genera situazioni un po’ ibride e non sono tante le associazioni culturali che fanno principalmente cinema. Dopo quello che è successo un importante studio internazionale ci ha scelti come caso di studio».


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