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18. 09. 2021 01:06

Rimborsi spese, Boccia: «La Lombardia una priorità. Copriremo tutto, ma servono i rendiconti»

Le parole del Ministro al termine dell'incontro odierno con i sindaci dei comuni capoluogo della Lombardia

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Il Ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, e il numero uno della Protezione Civile, Angelo Borrelli, hanno incontrato oggi i sindaci dei comuni capoluogo della Lombardia a Milano. Presente anche il sindaco Giuseppe Sala. Centrale il tema dei rimborsi spese rispetto a quanto sostenuto dalle regioni per affrontare l’emergenza sanitaria.

 

Boccia: «Lombardia massima priorità, infondata la notizia di tagli ai rimborsi spese»

«Il confronto con i sindaci dei comuni capoluogo è stato molto utile. Stamattina sono arrivati altri 73 medici dalle regioni del centro-sud, stasera saranno già in corsia e li ringrazio di cuore perché il loro è un gesto straordinario – ha detto il Ministro Boccia al termine dell’incontro -. Arriveremo a 200 entro la prossima settimana più gli infermieri. La Lombardia, come ho sottolineato al presidente Attilio Fontana, è la massima priorità del Paese assieme alle altre province ferite di altre regioni.

La notizia di tagli alle risorse o alle spese di Regione Lombardia è infondata, abbiamo garantito al presidente Fontana che saranno coperte ma che era necessario rendicontare le spese esattamente come per tutte le altre regioni».

Centrale il tema della situazione all’interno delle Rsa. «I sindaci sono molto preoccupati e ci hanno chiesto di monitorare come stiamo facendo – ha aggiunto Boccia – Ci aspettiamo dalle Asl numeri chiari per poter inviare volontari ad hoc per le Rsa. Abbiamo il dovere di intervenire sui focolai esistenti. Gli anziani devono essere protetti, per cui è necessario un monitoraggio continuo.

Dovremo garantire in quei luoghi tamponi per tutti, infermieri e medici. Poi si faranno le valutazioni su quanto successo, ci sono le inchieste della magistratura che è bene tenere nel binario giusto. Alcune realtà hanno risposto in maniera eccellente, altri hanno perso il controllo della struttura».

Boccia: «Fase 2? Sbagliato dare una data»

«L’arrivo di volontari serve a rafforzare ancor di più i presidi ospedalieri, riteniamo che la Fase 2 dovrà partire quando sarà messo in sicurezza il Paese – ha continuato Boccia -. La vita, anche in futuro, sarà diversa da quella che avevamo prima dell’emergenza sanitaria. Ora non sarebbe giusto dare una data per l’inizio della Fase 2.

Quando si deciderà di riaccendere i primi interruttori in un percorso lento e graduale penso di poter dire che quegli interruttori incideranno in maniera diversa da territorio a territorio. La Lombardia ha fatto un po’ da lepre, le condizioni del territorio hanno portato a fare valutazioni anche sul resto d’Italia. Ci sono province più ferite e dovremo ragionare a seconda delle necessità».

Assolombarda e Confindustria hanno però contestato l’operato del governo. La risposta di Boccia è stata che «le esigenze di Assolombarda e Confindustria sono le stesse del Paese, cioè avere un quadro chiaro sulle modalità con cui si ripartirà. Oggi il 33% delle attività sono in funzione, anche se si vedono poco ma sono quelle che ci permettono di sopravvivere.

Quelle che si sono fermate aspettano le ultime valutazioni scientifiche e poi ci sarà una cabina di regia che avrà all’interno tutti. La ripartenza non può però non tener conto della necessità di mettere in sicurezza la salute di tutti gli italiani».

Borrelli: «Appena avremo la rendicontazione trasferiremo le spese sostenute dalla Lombardia»

A fine incontro ha preso la parola per un breve lasso di tempo anche il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. «Come Protezione Civile siamo stati impegnati al fianco della Regione e dei territori – ha detto -. Ho confermato loro la disponibilità e il sostegno per superare l’emergenza. Non è una delle solite che gestiamo, vede coinvolto l’intero territorio nazionale.

Sin dall’inizio abbiamo tenuto conto delle esigenze delle regioni più colpite. Continueremo a fare la nostra parte sulla base delle esigenze rappresentate. Abbiamo autorizzato un primo utilizzo di risorse alla Regione per i dispositivi e poi abbiamo dato una seconda autorizzazione.

Dal dato che ci è stato fornito dal coordinamento delle regioni ci risulta siano stati spesi 208 milioni di euro, abbiamo chiesto di avere una rendicontazione e appena la avremo trasferiremo le spese sostenute e riscontrate. Al momento la rendicontazione non c’è».

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francesco boccia

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