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Milano
07. 08. 2020 05:42

«Quello che stiamo affrontando». Dieci ristoranti milanesi alla prova più dura della Fase 3

Per le strade c’e voglia d’estate, pur da vivere a distanza. Ma in nessun ristorante si parla di "normalità". Il post-Covid ha aperto il suo primo sipario fatto di attenzioni ed insicurezze ed un presente economicamente disastroso e difficile da decifrare

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Qual è la prova più dura che può affrontare un ristorante nella Fase 3? Mi-Tomorrow è andato a vedere quello che stanno affrontando dieci ristoratori ora che sono ripartiti.

 

Berton a 28 coperti

Ventotto coperti invece dei quaranta pre-pandemia e un sistema di separé mobili di sicurezza antibatterici e lavabili, antifiamma capaci di garantire comfort acustico firmato dall’architetto Franco Driusso per Kaizen evolutive design. Queste le novità del Ristorante Berton che ha riaperto mercoledì 27 maggio. «La carta è invariata e le prenotazioni hanno fin qui permesso di riempire la sala ogni sera», afferma Andrea Berton che sta accogliendo anche coloro che hanno acquistato i “restaurant bond” durante il lockdown. Un’altra promozione è lo sconto del 20% riservato ai primi 10 clienti del giorno che prenotano on line. Disponibili anche 4 menù semplici e veloci in box lunch e dinner in versione delivery o take away.

Ristorante Berton

Via Mike Bongiorno 13, Milano
02.67.07.58.01
ristoranteberton.com

Sette giorni su sette

Il ristorante di Suili Zhou ha riaperto giovedì 21 maggio e come d’abitudine resta aperto 7 giorni su 7. Il menu non ha subito variazioni, i tavoli sono stati sistemati a due metri di distanza l’uno dall’altro, i menu possono essere consultati tramite QRcode ed è necessaria la prenotazione. I clienti sono ritornati e, dice Zhou, «sono rilassati, fiduciosi e rispettosi delle regole». Durante il fine settimana il ristorante è al completo della capienza attuale e i clienti si siedono anche a tarda sera. In settimana il calo si sente soprattutto a pranzo, poiché la zona in cui si trova il ristorante è piena di uffici che hanno la maggior parte del personale in smart working. Non si ferma il servizio di delivery che dal centro di Milano si è allargato alla provincia e oltre e continuerà, così come il servizio di asporto, sempre su prenotazione.

Mu Dimsum

Via Aminto Caretto 3, Milano
Tel. 338.35.82.658
mudimsum.it
murestaurants.com

MU dimsum ristorante
MU dimsum ristorante

Ritu Dalmia a regime

Cittamani e Spica, i due ristoranti di chef Ritu Dalmia, hanno riaperto entrambi con buon afflusso di clienti, specialmente nel weekend, che dimostrano fiducia per le misure adottate. Solo 18 i coperti disponibili nel primo dei due con il menu della cena rivisto in base alla stagionalità e quello lunch che propone il classico Thali indiano, in versione vegetariana e non, e una scelta di “nannini rolls”. Continuano a funzionare i servizi di take away e delivery negli orari di apertura e con la carta in vigore. Sospeso, invece, il servizio cocktail che funziona solo per l’asporto. Sono 40 i coperti di Spica che aumenteranno con l’ampliamento dell’allestimento esterno che al momento conta 8 coperti, la carta (disponibile con QR Code) è stata leggermente ridotta per agevolare il servizio. Attivo il servizio di take away. È consigliabile la prenotazione.

Cittamani

Piazza Carlo Mirabello 5, Milano
Tel. 02 38.24.09.35
cittamani.com

Spica Restaurant

Via Melzo 9, Milano
Tel. 02 84572974
spicarestaurant.com

Ordini anche dalla “dispensa”

Distanze di sicurezza rigide e riapertura che ha regalato soddisfazioni, soprattutto nel fine settimana, per Casa Lucia. Riccardo Onni è riuscito a sopperire, almeno in parte, alla perdita di coperti con lo sfruttamento del dehors esterno. E dall’inizio di giugno partirà anche il menu delivery mai attivato durante il lockdown. Oltre ad antipasti, primi, secondi e dolci sarà possibile ordinare anche da “La dispensa di Casa Lucia”, una selezione di materie prime degli stessi produttori che già forniscono il ristorante.

Casa Lucia

Via Ravizza 2, Milano
Tel. 02.49.86.691/02.43.78.72
ristorantecasalucia.it

Novità “finger” in Brera

Si chiama INI. E’ il nuovo store a pochi passi da corso Garibaldi ideato da Paolo Barichella e Mauro Olivieri. E’ il “boccone perfetto” per gustare sapori e consistenze di un piatto gourmet: si tratta di una cialda di 2,5 cm di lato che custodisce creme fatte con ingredienti freschi ed eccellenze agroalimentari italiane. Diverse sperimentazioni in cucina e infiniti assaggi hanno portato alla realizzazione di una trentina di ricette uniche da degustare in ogni momento della giornata: finger food “evoluti” nati dell’incontro di scienza, design, ricerca culinaria.

INI Flagship Store

Via Palermo 14, Milano
inifood.it

Riapertura sperimentale

Apertura sperimentale con orario e personale ridotto per Gialle&Co, locale specializzato nelle patate farcite che per adeguarsi alle nuove norme ha perso oltre il 60% dei coperti. Il menu è stato semplificato per far fronte alla nuova situazione, ridurre i costi e poter organizzare meglio anche il delivery che è attivo così come il take away. «Alla riapertura il primo impatto è stato positivo, ma dopo i primi giorni abbiamo riscontrato un calo di presenze che sembrerebbe legato ai locali di ristorazione classica con pochi spazi all’aperto oltreché ai timori sulla diffusione del virus e alla situazione economica di chi non riesce più a permettersi di uscire a pranzo o a cena. Notiamo anche che le titubanze vengono meno dopo che il cliente ha varcato la soglia, quando cioè – spiegano dal locale – si rende conto delle precauzioni adottate».

Gialle&Co

Via Volta 12, Milano
Tel. 02.36.68.55.99

Gialle&Co
Gialle&Co

Vista da urlo

Anche Mi View Restaurant riaccende i motori. Da domani, venerdì 5 giugno, riapre al pubblico il ristorante in cima alla Torre WJC di Milano (zona Portello), una delle location più suggestive della città. Per la ripartenza post Covid sono state seguite scrupolosamente tutte le procedure: distanziamenti tra i tavoli, le sanificazioni e l’adozione dei dispositivi di protezione personale. In occasione della riapertura lo Chef Cristian Spagnoli, insieme alla sua brigata di cucina, ha elaborato una nuova carta estiva: tartare con caviale albino prodotto in Lombardia, spaghettone alle alici di Menaica, selezione dei pani realizzati con grani antichi italiani. Prosegue anche il servizio delivery con menù settimanali dedicati ogni volta ad una regione d’Italia diversa. A giugno e luglio il ristorante resterà aperto solo il venerdì e il sabato a cena.

Mi View Restaurant

Viale Achille Papa 30, Milano
Tel. 02.78.61.27.32
miview.it

Al massimo, in esterna

«Abbiamo riaperto nel rispetto di tutte le regole necessarie alla tutela della salute pubblica garantendo un servizio di qualità. Abbiamo sfruttato al massimo gli spazi esterni, riprogettato i layout cercando di continuare a offrire quel senso di convivialità indispensabile per chi vuole trascorrere una serata in totale spensieratezza. Fin qui il risultato è stato ottimo considerando che non tutti hanno ancora voglia di uscire», spiega Fabio Acampora di Dorrego Company che, tra gli altri, gestisce Pisco Cucina di Mare dove l’emergenza non ha avuto alcun impatto sulla carta. Sempre attive le formule delivery e take away prenotabili online.

Pisco Cucina di Mare

Via Bertani 16, Milano
Tel. 02.33.60.50.57
piscomilano.com

A tutta carne

Del gruppo Dorrego fanno parte anche i quattro locali milanesi El Porteño. Fin qui soltanto due hanno riaperto, l’Arena e il Darsena che possono contare su spazi esterni che in qualche modo compensano la perdita dei coperti all’interno, mentre continuano a restare chiusi il Prohibido e il Gourmet. Le due riaperture stanno andando bene, «ma si fa sentire la mancanza di turisti, uomini d’affari, studenti e pendolari», che costituiscono una parte consistente dei frequentatori dei locali. Anche nei locali El Porteño è disponibile il delivery e il take away.

El Porteno Arena

Viale Elvezia 4, Milano
Tel. 02.34.53.72.75

El Porteno Darsena

Viale Gian Galeazzo 25, Milano
Tel. 02.58.43.75.93
elporteno.it

Confidando nel dehors

Ha riaperto il 2 giugno il 28 posti con Marco Ambrosino e la sua brigata tornati ai fornelli. Il locale adesso offre 16-18 coperti all’interno, «confidando nel bel tempo – spiegano dal ristorante – 20 posti nel dehors esterno che, però, nel giorno di riapertura non è stato possibile utilizzare mentre quelli interni erano al completo». Le prenotazioni, continuano dal locale di cucina mediterranea contemporanea, «stanno andando benissimo, del resto i clienti hanno continuato a chiamarci per avere informazioni anche durante il lockdown». Chi non riuscisse a prenotare ha a disposizione il delivery con un kit che cambia settimanalmente e comprende un barattolo di sugo pronto dello chef, la pasta di Pastificio dei Campi, un secondo con contorno, una entreè a sorpresa, pane e dolce a 30 euro.

28 posti

Via Corsico 1, Milano
Tel. 02.83.92.377
28posti.org

28 posti
28 posti

«Servono segnali di ottimismo»

L’intervista a Stefano Cerveni (Osteria con vista): «Abbiamo semplificato la proposta»

«A parte la cartellonistica, le mascherine in viso, i guantini e una cinquantina di coperti in meno alla Terrazza Triennale – Osteria con vista è cambiato molto poco», dice Stefano Cerveni. Lo chef franciacortino che si divide tra lo stellato Due Colombe e i suoi progetti milanesi condivisi con Ugo Fava, tra cui oltre Terrazza e Giardino Triennale ci sono anche i locali a marchio Gud, ha deciso di ripartire immediatamente. «In tre giorni – continua – abbiamo adeguato il locale alle norme e abbiamo ricominciato con i servizi».

Chef Stefano Cerveni
Chef Stefano Cerveni

Quella di riaprire subito è stata una scelta facile?
«Per noi che, obiettivamente, siamo avvantaggiati dalla location è stata l’unica scelta possibile per una serie di ragioni. Alcune sono di stretta natura economica: non ci potevamo più permettere la chiusura perché di aiuti non ne sono arrivati e il personale non ha ricevuto un euro di cassa integrazione. Un altro motivo è legato al futuro: noi ristoratori per primi dobbiamo dare segnali di ottimismo perché, potendolo fare in sicurezza, non c’è delivery che tenga perché non c’è niente di più bello che godersi una serata al ristorante. E non dimentichiamo che la ripartenza della ristorazione significa anche quella della filiera agroalimentare».

 Come si fa a rassicurare il cliente?
«Seguendo alla virgola ogni norma che è il modo migliore per agevolare il ritorno a una vita quasi normale. È responsabilità di chi gestisce un esercizio commerciale dare l’esempio rispettando le regole perché uno dei problemi da affrontare è la paura della gente a uscire da casa».

Avete ripensato i piatti della «Terrazza»?
«Non ne abbiamo avuto bisogno. La nostra è una cucina fortemente italiana, sana, leggibile e immediata che fa leva su qualità e freschezza. Ci siamo limitati a semplificare maggiormente la nostra proposta, chi viene in Terrazza troverà materia prima italiana e sapori della tradizione».

Continuerete con il delivery?
«Sì perché, pur non essendo la soluzione alle difficoltà del periodo, ci ha dato belle soddisfazioni permettendoci di coccolare i nostri clienti durante il lockdown. Ed è un servizio per coloro che ancora non se la sentono di tornare al ristorante. I nostri box sono di altissima qualità e, da qualche giorno, i piatti proposti sono sottovuoto e possono essere consumati in 3/4 giorni grazie a una shelf life più lunga ottenuta grazie alla costante ricerca che non si è mai fermata. Anche chi cena in Terrazza potrà, se vuole, ordinare quel piatto che avrebbe voluto assaggiare e portarlo via per assaggiarli nei giorni seguenti».

Osteria con Vista – Triennale

Viale Alemagna 6, Milano
Tel. 02.36.64.43.40
osteriaconvista.it

Terrazza Triennale
Terrazza Triennale

Dal 15 giugno anche “InGruppo Reload”: diciannove ristoranti, anche stellati, a prezzi accessibili

La Fase 3 della grande ristorazione lombarda si fa “InGruppo”. Non un ristorante, ma ben diciannove tra quelli più rinomati delle province di Bergamo, Milano e Monza, tra cui sette stellati e due tristellati Michelin, sono pronti a riaprire le loro porte dando appuntamento, dal 15 giugno al 7 agosto, con “InGruppo Reload”, nuova edizione della celebre iniziativa nata per avvicinare anche la clientela meno tradizionale alla ristorazione gourmet.

L’offerta. I clienti potranno scegliere tra le proposte di ristoranti d’eccellenza, come: Da Vittorio e il Mudec di Enrico Bartolini, fiori all’occhiello di InGruppo che può vantare ben due dei tre chef tristellati della Lombardia (undici in Italia); Sadler, Casual, Frosio, Il Saraceno, Loro e Osteria della Brughiera, tutti con una stella Michelin; Impronte, new entry di InGruppo, che con il giovane chef Cristian Fagone, classe 1988, ha conquistato quest’anno la sua prima stella.

I prezzi. Ognuno presenterà proposte di alta qualità nella scelta della materia prima, nella creatività e nella realizzazione del piatto, ad un prezzo accessibile. Sarà infatti possibile degustare, tutti i giorni, sia a pranzo che a cena, un menu di quattro portate (con acqua, caffè e vino, in alcuni casi anche con entrèè e pre-dessert) al prezzo di 60 euro a persona. Da Vittorio, Sadler e Bartolini, il prezzo sarà invece di 120 euro a persona. Info su ingruppo.bg.it.

Voglia di vita, «ma non parlateci di normalità»

di Marta Mereghetti

Fase 3 e tanti dubbi, fra protocolli da mettere in pratica e il ritorno ad una normalità difficile da definire tale. Qualche dipendente in meno, tavoli distanti, tanti sorrisi coperti dalla mascherina, ma dal nostro nuovo tour emerge una voglia incontenibile di ridare colore alle strade di Milano. Tanti anche i clienti ritrovati, cuore di un’attività essenziale per il motore economico della città. Per le strade c’e voglia d’estate, pur da vivere a distanza. Ma in nessun ristorante si parla di “normalità”. Il post-Covid ha aperto il suo primo sipario: attenzioni ed insicurezze, con un presente economicamente disastroso e ugualmente difficile da decifrare.

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