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02. 08. 2021 21:45

Sala punta al secondo mandato: «Mi ricandido per fare una vera rivoluzione»

Sala racconta la Milano del suo possibile secondo mandato

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Il sindaco Beppe Sala è tornato a parlare della sua ricandidatura in un’intervista rilasciata al Corriere. «Mi ricandido per fare una vera rivoluzione», ha annunciato.

Programma politico. Al centro del suo programma ci sarà quell’orizzonte green di cui ha tanto parlato negli ultimi mesi. Uno degli obiettivi principali sarà poi realizzare il sogno della “città in 15 minuti”. Per questo motivo le priorità sul tavolo saranno l’estensione della M1 a Baggio, la M5 a Settimmo Milanese, la M4 a Segrate.

Il tutto senza dimenticare l’edilizia popolare:«Ogni nuovo insediamento – ha annunciato – deve riservare una quota all’housing sociale e all’edilizia convenzionata».

L’ultima classifica sulla qualità della vita ha visto Milano scivolare dal primo posto alla dodicesima posizione, ma il primo cittadino guarda con realismo a questo dato.

beppe sala

«Tra sindaci ci diciamo che bisogna evitare l’errore di subire troppo la pandemia o di raccontare ai cittadini che si tornerà presto alla situazione di prima. Bisogna avere un altro disegno, consapevoli che abbiamo di fronte 24 mesi di sofferenza e che ci vorrà tempo per rimettere in moto la macchina – ha dichiarato -. La pensiamo tutti allo stesso modo: bisogna cambiare. Ma le città non sono al tramonto. La forma città è talmente significativa in questa era di transizione, che Elon Musk ha annunciato di avere venduto molte delle sue proprietà proprio per concentrarsi sul progetto di una città da fondare su Marte. Una città, non uno Stato. Prendiamolo come fosse una metafora. Soltanto mettendosi in questa prospettiva noi intuiamo il futuro: città e mondo cambiano insieme. Questa è ciò che chiamo rivoluzione».

Futuro. Ad accompagnarlo nella nuova sfida per Milano ci sarà un gruppo di alleati caratterizzato da giovani. «Ci sarà una lista Beppe Sala sindaco – ha annunciato -. Il minimo comun denominatore è che sarà una lista di giovani, guidata da un candidato e da una candidata. Un uomo e una donna, giovani, che ho già individuato e che spero di annunciare dopo le feste. Credo molto nel valore della squadra e della stabilità tanto che durante questi cinque anni non è stato mandato via nessun assessore e nessuno si è dimesso, ovviamente a eccezione dei due che sono stati eletti in ruoli più importanti. È un unicum nella storia del Comune. Se i milanesi mi riconfermeranno saranno i miei ultimi cinque anni da sindaco: il mio impegno sarà quello di creare una classe dirigente e un candidato a prendere il testimone. Ci sarà un gruppo di persone che si giocherà le carte per essere il delfino o la delfina».

Sulla sua decisione di ricandidarsi non ha comunque nessun dubbio. «Lo escludo in maniera categorica – ha concluso -. Faccio fatica a vedere un ruolo dove posso dare un contributo maggiore. Se mi avessero detto “ti nominiamo supercapo del Recovery Fund” avrei risposto che preferisco fare il sindaco di Milano. Né cambierei un ministero con Milano».

 

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