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27. 09. 2020 14:23

Scandalo bonus covid, i consiglieri milanesi non ci stanno: «Siamo i cottimisti della politica»

I consiglieri di Palazzo Marino non ci stanno ad essere inseriti nel calderone dei "furbetti" del bonus Covid. La polemica

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Dopo l’esplosione dello scandalo dei bonus Covid percepiti dai politici, i consiglieri di Palazzo Marino non ci stanno ad essere inseriti nel calderone dei “furbetti”. Dopo l’autodenuncia di Anita Pirovano nella giornata di ieri, sono stati moltissimi i colleghi ad esprimere solidarietà alla consigliera.

I “cottimisti” della politica.  Quanto guadagna realmente un consigliere comunale? Non esiste nessuna parte fissa in busta paga. Il loro compenso è quantificato sulla base dei gettoni di presenza in aula. Ogni gettone equivale a 120 euro lordi, e questa risulta l’unica voce di entrata della loro attività politica.

Ogni mese possono accumulare gettoni fino ad un massimo di 2.200 euro lordi, che tradotto significa 1700 euro mensili netti. Un eco di protesta comune si spinge da Palazzo Marino contro i colleghi della Regione: «Là dentro ci sono consiglieri regionali, che guadagnano 9mila euro al mese, e parlamentari, che ne guadagnano 12mila. Sono su galassie diverse rispetto a noi».

Il lavoro quotidiano. L’impegno quotidiano di un consigliere comunale non si esaurisce tra le mura di Palazzo Marino, ma si caratterizza perlopiù per l’ascolto ed il lavoro diretto sul territorio. Un impegno notevole considerando tutte le problematiche che interessano una metropoli come Milano.

«Siamo impegnati 365 giorni l’anno, sabato e domenica compresi. Sempre e comunque rintracciabili e a disposizione nel farci carico dei problemi degli altri – sottolinea il consigliere De Chirico -. Durante il lockdown sono arrivato a informare giornalmente fino a 2.800 contatti della mia rubrica e personalmente ricevo telefonate dalle 7 del mattino fino a mezzanotte. Il tutto a fronte di un compenso che percepiamo sulla base dei gettoni di presenza – per un massimo di 19 mensili, anche se spesso mi è capitato di arrivare a 28-30 presenze – che risulta nettamente sproporzionato rispetto all’impegno».

 

In breve

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