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Taxi contro Ncc. Ncc contro il Governo. Governo che prova a mediare. Il tempo che scorre. Insomma, è una battaglia infinita quella che vede contrapposti i conducenti delle auto bianche contro gli autisti cosiddetti “Noleggi Con Conducenti”.

Se un tempo eravamo abituati ciclicamente a raccontare le manifestazioni dei tassisti, ultimamente si è registrata la forte protesta degli autisti Ncc. Colpa o merito, a seconda dei punti di vista, del decreto 135 del Governo che lo scorso dicembre aveva definito le nuove regole proprio per gli Ncc. Un testo accolto con favore dai tassisti, ma la soddisfazione sembra essere durata poco.

Dopo anni di battaglie contro gli Ncc, i conducenti delle auto bianche aveva salutato con piacere l’approvazione di un decreto che regolamentava l’operatività territoriale dei noleggi e delle prenotazioni, costringendoli a rientrare nella rimessa del Comune che aveva rilasciato loro la licenza. Cosa che nelle grandi città di fatto non avveniva.

Nei giorni scorsi, però, una circolare del Ministero dell’Interno ha rimesso tutto in discussione, per la gioia dei noleggiatori e lo sconforto dei tassisti, pronti a ricorrere al Tar. Con questo nuovo testo – secondo le sigle sindacali dei taxi – ai noleggiatori sarà consentito di continuare a operare in deroga al decreto 135, lavorando nelle grandi città senza mai rientrare in rimessa nel Comune dove questa è stata rilasciata.

Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Claai, Faisa Confail taxi, Unimpresa, Ati taxi, Associazione Tutela Legale Taxi e Associazione nazionale autonoleggiatori riuniti-Anar hanno definito «un capolavoro straordinario realizzato dal Ministero guidato dal Vicepremier Salvini, questa ennesima sanatoria per gli Ncc. Viceversa, per i noleggiatori, la circolare è la naturale conseguenza del pasticcio legislativo che va esclusivamente a svantaggio del mondo del noleggio con conducente e dei consumatori». Ma facciamo ordine.

Il Decreto Legge n. 135/2018, convertito in Legge ordinaria n. 12/2019 prevedeva in primo luogo, a partire da metà maggio, l’obbligo degli Ncc di rientrare prima di un nuovo servizio nella rimessa del Comune autorizzante.

Non solo. Uno dei punti più controversi riguardava il singolo servizio preso in carico dall’autista Ncc, che poteva iniziare da luogo diverso dalla rimessa qualora svolto in esecuzione di un contratto in essere tra cliente e vettore, regolarmente registrato e custodito a bordo delle vetture o presso la sede operativa dell’azienda dell’autista in questione.

La legge stabilisce che entro il 15 dicembre 2019 sarà istituito, presso il Centro elaborazione dati del Ministero dei Trasporti, un Registro informatico nazionale delle imprese titolari di licenza per il servizio taxi e delle imprese titolari di autorizzazione per il servizio Ncc. E fino a quando non sarà operativo il Registro informatico nazionale non sarà permesso il rilascio di nuove autorizzazioni per l’espletamento del servizio Ncc.

Ora, invece, alla luce delle disposizioni della circolare interpretativa i noleggiatori con conducente possono ancora fare a meno di rientrare nella loro rimessa prima di iniziare una nuova corsa. Una deroga, infatti, riguarda l’ipotesi in cui l’autista già all’uscita dalla rimessa abbia una serie di prenotazioni già registrate.

La circolare dice che dopo il primo viaggio, ogni servizio successivo potrà anche iniziare nella stessa provincia e finire ovunque, iniziare fuori provincia ma finire al suo interno. Se poi esiste un “contratto-quadro” tra autista e cliente (sottoscritto entro il 28 febbraio 2019), non c’è obbligo di preventiva registrazione nel foglio di servizio con cui il conducente esce dalla rimessa. Il tutto fino a quando il Ministero dei Trasporti attuerà il cosiddetto “foglio di servizio elettronico”.

Ad ogni modo, l’inosservanza delle norme farà scattare sanzioni disciplinari, pecuniarie e amministrative dal 15 maggio. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, l’obbligo di rientro in rimessa era irrazionale, antieconomico e inquinante. Gli Ncc, che nelle scorse settimane avevano protestato davanti agli uffici postali per chiedere simbolicamente il Reddito di cittadinanza, tirano un sospiro di sollievo. Ma è solo una tregua. Ora toccherà (di nuovo) alle proteste dei tassisti.

I NUMERI

4.855,

le licenze taxi rilevate a Milano

214,

le licenze Ncc attive in città

41.000 euro,

la media di incassi dichiarati negli Studi di Settore dei taxi

180.000 euro,

la cifra minima per l’acquisto di una licenza taxi

80.000 euro,

la cifra media per l’acquisto di una licenza Ncc

15,

gli anni medi di ammortamento dell’investimento

Cosa significa Ncc?
Sono i Noleggi Con Conducente (NCC), spesso auto scure o grandi van per trasporti privati di persone. Alcuni di questi sono affiliati ad applicazioni come Uber, svolgendo analoghi servizi a quelli di un taxi.

Che cosa cambierà da maggio?
Poco, grazie alla circolare del Ministero dell’Interno, diffusa nei giorni scorsi. I noleggiatori con conducente possono ancora fare a meno di rientrare nella loro rimessa prima di iniziare una nuova corsa.

Quali sono i nuovi obblighi?
Il Ministero dei Trasporti attuerà il cosiddetto “foglio di servizio elettronico” che dovrà registrare tutti gli spostamenti dell’autista Ncc e valutare se congrui con le norme e con i contratti in essere.

Perché i tassisti se la prendono con gli Ncc?
Perché spesso svolgono servizi analoghi, in condizioni di trattamento differente.

Quali sono le differenze per l’utente?
Una su tutte: il servizio Ncc fissa prima della corsa la tariffa per il percorso da effettuare, mentre col taxi vale la regola del tassametro.

E’ possibile richiedere una licenza Ncc?
No, il Decreto Legge n. 135/2018, convertito in Legge ordinaria n. 12/2019, ha bloccato le licenze fino a quando non sarà operativo il Registro informatico nazionale.

«Qui si fa la felicità degli abusivi»
Francesco Artusa (Fai Trasporto Persone): «Lasciateci lavorare»

Giovanni Seu

La protesta della settimana scorso è stata solo un assaggio, si annuncia un periodo caldo di agitazioni dei conducenti di Ncc. Lo assicura Francesco Artusa, fondatore di Fai Trasporto Persone, che spiega a Mi-Tomorrow cosa ha spinto la categoria a scendere in campo con un impeto senza precedenti.

In quanti operate in città?
«Circa 3.000-3.200».

Come prima cosa facciamo un bilancio della protesta.
«E’ andata più che bene, al di là della nostre aspettative, per l’interesse che siamo riusciti a suscitare. Abbiamo parlato con alcuni esponenti della Regione Lombardia, è stato l’inizio di un discorso che vogliamo sviluppare».

Cosa gli avete detto?
«Gli abbiamo ripetuto il nostro slogan: lasciateci lavorare».

Il vostro lavoro è a rischio?
«Certo, basti vedere le normative varate da questo governo: tre misure letali per noi».

Iniziamo con la prima.
«E’ stata data attuazione a una norma, che era sospesa, che consente a ogni Comune di tenere fuori dal proprio territorio gli Ncc o di applicargli la tassa di soggiorno».

La seconda?
«Fa parte della legge 12 del 2019: impedisce di cambiare la destinazione indicata dal cliente anche se questo ha sbagliato. Si crea così una situazione assurda perché lo dovremmo portare in un posto contro la sua volontà, lo dovremmo sequestrare. Capita spesso che un meeting venga spostato, gli orari siano dilatati e quindi si debba cambiare destinazione all’ultimo momento».

Cosa succede se non rispettate la legge?
«L’effetto pesante della legge è la sanzione: si rischia il foglio di servizio».

La terza?
«Riguarda la territorialità provinciale, è anche questa una novità della legge. In sostanza, a differenza dei taxi che possono muoversi su tre province, noi possiamo farlo in una sola: quindi un turista sbarcato a Malpensa deve chiamare un NCC di Varese e non può chiamarne uno di Milano perché lo scalo si trova in provincia di Varese».

Quali sono le conseguenze di queste misure?
«Fanno la felicità degli abusivi che rappresentano metà mercato».

Quanti sono a Milano?
«Ci sono 400 autisti russi, cinesi e di altre nazionalità: il paradosso è che se loro vengono fermati gli viene ritirata la carta di circolazione, cambiano auto e ricominciano il giorno dopo mentre a noi sospendono l’attività per due mesi».

Anche i tassisti si avvantaggiano di questa nuova normativa?
«Certo, questa legge è stata fatta apposta per spostare a loro i nostri clienti».

Forse non siete forti come lobby…
«E’ evidente che non lo siamo».

Cosa chiedete alla politica?
«Che faccia la sua parte, le norme approvate sono incostituzionali perché questa materia è di competenza regionale. Noi garantiamo il servizio pubblico in periferia, dove non ci sono i taxi: a Rho quando c’è il Salone del Mobile ci siamo noi».

La legge, però, è approvata in via definitiva con una circolare del Viminale che attenua la situazione.
«E’ vero e un primo risultato l’abbiamo ottenuto: fino al 14 maggio è congelata, non avremo le sanzioni».

E dopo?
«Stiamo decidendo cosa fare».

Ci saranno altre proteste?
«Credo proprio di sì».


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