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18. 09. 2021 00:58

Non quando, ma come: riusciranno mai i teatri a ricominciare?

Un settore alle corde, in cerca di linguaggi completamente nuovi

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Gli ultimi spettacoli teatrali a Milano sono andati in scena domenica 23 febbraio, alcuni finendo la rappresentazione proprio mentre Regione Lombardia emanava la prima ordinanza di chiusura. Il lockdown teatrale è iniziato nel segno della speranza, segnalando gli spettacoli in programma convinti che la riapertura sarebbe arrivata. Invece tra ordinanze e decreti i sipari sono ancora tutti abbassati. La nuova data di ripartenza è il 4 maggio, ma molti teatri, pur non annunciandolo ufficialmente, ritengono conclusa la stagione 2019/2020.

 

 

Riusciranno i teatri a gestire l’emergenza e a ricominciare?

Domanda. A questo punto il quesito principale sembra non essere più quando riaprire, ma se e come farlo. Anche se è impossibile fare previsioni, la sensazione è che le regole di distanziamento sociale continueranno ad accompagnarci a lungo costringendo il mondo del teatro a trovare un modo diverso per ripartire.

Teatri online. In questo periodo di quarantena abbiamo assistito a tanti segnali di vita, dagli spettacoli  online sui canali YouTube, alle dirette via Facebook, fino alle videochiamate personalizzate per dedicare una poesia o una canzone ad una persona cara. Il Teatro No’hma è riuscito in prima battuta a trasmettere in diretta spettacoli registrati all’estero, la Triennale ha rievocato il Decamerón di Boccaccio, Alta Luce Teatro si è inventata ex novo spettacoli da appartamento, la cantastorie Martina Folena ha intrattenuto i bambini su Facebook ed è stata premiata riuscendo a trasformare il suo format in un programma televisivo trasmesso da Tv2000.

Fase 2. Le iniziative, dunque, non sono mancate: in molti casi si è trattato di atti di resistenza, segnali di vita per non finire nell’oblio e ricordare con forza che la cultura non può fermarsi. Ma ora che la cosiddetta fase 2 si avvicina, anche a livello economico, la macchina ha bisogno di rimettersi in moto per non bloccarsi definitivamente. Resta da capire fino a che punto un’arte antica che ha accompagnato l’intera storia dell’umanità possa modificarsi.

Festival. L’estate, per il mondo del teatro, ha sempre fatto rima con festival. Il Nolo Fringe Festival ha già annunciato lo slittamento all’8 settembre, si aspettano notizie da altri appuntamenti come l’Estate Sforzesca, Da vicino nessuno è normale, Il giardino delle Esperidi. Potrebbero essere proprio questi festival i primi ad essere messi alla prova: a loro è affidato il compito di fare da pionieri e cercare nuovi linguaggi in questa fase di transizione che, si spera, conduca alla fine definitiva dell’emergenza.

4,7 miliardi

Il valore aggiunto (in euro) generato da alcune best practice italiane del cinema e del teatro – come trasporti, pasti fuori casa, shopping -, secondo i dati Agis/Iulm/Makno 2019

Luca Chieregato, cantastorie: «Indispensabile una pausa di riflessione»

Da otto anni, il cantastorie Luca Chieregato porta in strada il suo progetto dal nome Chiedimi una storia, con cui intrattiene i bambini e i grandi leggendo e raccontando storie e filastrocche di sua creazione. L’estate è sempre stato uno dei periodi migliori per questa forma di arte di strada, ma i dubbi su quanto succederà nei prossimi mesi sono tanti: «La sensazione è che ci sarà ancora una forte chiusura – spiega l’artista – e che continueranno le norme di distanziamento sociale. Non sarà facile inventarsi un modo per lavorare».

Luca Chieregato
Luca Chieregato

Come cambia il lavoro di strada rispetto al classico spettacolo in teatro?
«Cambia il contratto comunicativo che hai con lo spettatore. A teatro lo spettatore va per scelta, in strada lo devi conquistare e hai pochissimo tempo a disposizione per intercettare una persona che magari non aveva nessuna intenzione di ascoltare una storia. Può anche capitare che una persona si siede, io trovo la storia giusta e lei si commuove. Mi è capitato di sentirmi dire: “Ero uscito per un aperitivo e ho finito per piangere”».

La tecnologia è stata utile in questo periodo di chiusura?
«Sono riuscito a svolgere l’attività di cantastorie sfruttando la piattaforma Zoom. Un’azienda con diversi lavoratori in smart working mi ha chiesto di tenere uno spettacolo in videoconferenza per i dipendenti e i loro bambini a casa. L’impatto iniziale non è stato semplice. Alcuni colleghi si sono lanciati con progetti online, io vorrei utilizzare questo tempo a disposizione per riflettere».

Come può ripartire il teatro?
«Posso rispondere che non lo so? Io ho deciso di non fare dirette streaming e vederle mi ha trasmesso un senso di solitudine. Secondo me, invece di avere fretta di reagire, sarebbe utile prendersi un momento di riflessione. Chi dice “Fermiamoci ora per ripartire più forti di prima” non ha capito niente. Lo scopo della cultura è anche quello di intercettare il momento storico e capire ciò che sta accadendo: per farlo, una pausa di riflessione è indispensabile».

3 domande a Marco Cacciola, SLC-CGIL: «Il Ministero ignora gli attori»

Tra le categorie duramente colpite dal lockdown c’è sicuramente quella degli attori che da quasi due mesi non mettono piede nei teatri. Per molti di loro l’incertezza è grande anche per quanto riguarda gli aiuti stanziati dallo Stato, tra Naspi, bonus da 600 euro e altre forme di tutela: «Molti attori rimarranno esclusi da questi aiuti – spiega Marco Cacciola, attore, regista e delegato lombardo di SLC-CGIL per l’area produzione culturale – o perché non raggiungono i 30 giorni lavorativi o perché senza contratti in essere al 23 febbraio scorso. Le imprese poi ne hanno approfittato con licenziamenti irregolari. Chi ha scritto il Cura Italia è evidente non conosca il nostro lavoro».

marco cacciola
marco cacciola

Cosa ne pensa del bonus da 600 euro?
«Senza fare paragoni con altri Paesi europei dove gli aiuti sono reali, penso che questo bonus dimostri quanto poco rispetto ci sia per molti lavoratori di tutte le categorie. Si è creata una guerra tra poveri costretti a lottare per 600 euro».

Dal Ministero avete avuto segnali?
«Il ministro Franceschini non ascolta i lavoratori, ascolta solo le imprese. Spesso non ascolta neanche le organizzazioni sindacali, ma solo le associazioni datoriali. Si crea una lotta di classe quando invece si potrebbe lavorare tutti insieme per il bene comune. Fatto di diritto di impresa, ma anche di diritti dei singoli lavoratori».

Quale è la prima richiesta del sindacato?
«Chiediamo che il MIBACT ci dia ascolto, riconosca il comportamento scorretto delle imprese e faccia in modo che i fondi emergenziali dell’articolo 89 vadano a chi ha perso il lavoro».

I teatri a Milano

Atelier Carlo Colla e Famiglia
via Montegani, 35/1

Argomm Teatro
via Graziano Imperatore, 40

Campo Teatrale
via Casoretto, 41/A

Ecoteatro
Via Fezzan, 11

FE – Fabbrica Esperienza
Via Brioschi, 60

Teatro La Creta
Via dell’Allodola, 5

Teatro Silvestrianum
Via Andrea Maffei, 19

MTM Teatro Litta
Corso Magenta, 24

MTM Teatro Leonardo
Via Ampère, 1

Pacta Salone
Via Ulisse Dini, 7

Piccolo Teatro Strehler
Largo Greppi

Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello, 2

Piccolo Teatro Studio Melato
Via Rivoli, 6

Pim Off
Via Selvanesco, 75

Puntozeroteatro
Via Racconigi

Spazio Teatro 89
Via Fratelli Zoia, 89

Spazio Teatro No’hma
Via Orcagna, 2

Spazio Tertulliano
Via Tertulliano, 68

Teatro degli Arcimboldi
Via dell’Innovazione, 1

Teatro Arsenale
Via Cesare Correnti, 11

Teatro Blu
Via Cagliero, 26

Teatro Caboto Baggio
Via Mar Nero, 10

Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 63

Teatro del Borgo
Via Giusti, 29

Teatro del Buratto Bruno Munari
Via Bovio, 5

Teatro Delfino
Piazza Piero Carnelli

Teatro della Contraddizione
Via della Braida, 6

Teatro della Cooperativa
Via Hermada, 8

Teatro della Memoria
Via Cucchiari, 4

Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires, 33

Teatro Filodrammatici
Via Filodrammatici, 1

Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14

Teatro Gerolamo
Piazza Cesare Beccaria, 8

Teatro i
Via Gaudenzio Ferrari, 11

Teatro La Scala della Vita
Via Piolti De’ Bianchi, 47

Teatro Libero
Via Savona, 10

Teatro Manzoni
Via Manzoni, 42

Teatro Martinitt
Via Pitteri, 58

Teatro Menotti
Via Ciro Menotti, 11

Teatro Mohole
Via Ventura, 5

Teatro Nazionale
Via Giordano Rota, 1

Teatro Nuovo
Piazza San Babila

Teatro Officina
Via S. Elembardo, 2

Teatro Osoppo
Via Osoppo, 2

Teatro Out Off
Via Mac Mahon, 16

Teatro Rosetum
Via Pisanello, 1

Teatro Fontana
Via Boltraffio, 21

Teatro San Babila
Corso Venezia, 2/A

Teatro Pime
Via Mosè Bianchi, 94

Teatro Studio Frigia Cinque
Via Frigia, 5

Teatro Verdi
Via Pastrengo, 16

Teatro Verga
Via Giovanni Verga, 5

Triennale Teatro dell’Arte
Via Alemagna, 6

Fonte: Agis Lombardia

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