Il gruppo musicale de Lo Stato Sociale canta di un eterno appuntamento in stazione. Anche i pendolari lombardi non appassionati dei loro brani potrebbero rispecchiarsi in questo verso ripensando a tutto il tempo trascorso in attesa. Eppure i dati riportati recentemente dall’ad di Trenord Marco Piuri sembrano lasciare poco all’immaginazione e alle lamentele: soppressioni ridotte e puntualità dei treni superiore all’80%.

 

A seguirlo a ruota, l’assessore ai trasporti Claudia Maria Terzi che ha voluto rimarcare un generale miglioramento ed evidenziare, semmai, lo stato di obsolescenza delle infrastrutture richiedendo a gran voce opere di ammodernamento di linee in circolazione da oltre 30 anni.

La questione sembra giocarsi su un dualismo per nulla costruttivo: da un lato una Regione operosa pronta ad investire circa 400 milioni di euro nell’implementazione delle linee lombarde, dall’altro uno Stato che continua a nicchiare sugli interventi. Da Palazzo Lombardia si rilancia con un investimento sostanzioso per l’acquisto di ben 176 nuovi treni che entreranno a pieno regime a partire dal 2020.

C’è chi dice no. Non si è fatta attendere la risposta di diversi comitati dei pendolari, unanimi nel definire «troppo ottimistiche» e «poco oggettive» le parole di Piuri. La puntualità resta chimerica e la variazione positiva relativa ai ritardi rientrerebbe «nelle oscillazioni cicliche del sistema».

Scetticismo anche sul tema delle soppressioni: risultano realmente diminuite, è vero, ma grazie alla cancellazione preventiva, ovvero alla riduzione del numero di corse giornaliere. Altro elemento particolarmente a cuore ai comitati è quello delle nuove tariffe applicate. I biglietti integrati influiscono negativamente sulle tasche di coloro che necessitano solo del trasporto ferroviario senza utilizzare gli altri mezzi pubblici dell’aerea.

Piano politico. I biglietti integrati sono attuale bersaglio anche del Partito Democratico lombardo, che inizierà a breve una raccolta firme per protestare contro la sospensione del vecchio abbonamento “Solo Treno” e, più in generale, per chiudere definitivamente l’esperienza con Trenord. Così la questione ferroviaria si sposta indubbiamente sul piano politico con la riproposizione del classico scontro Pd-Lega.

Da un lato la volontà dei democratici di ripensare il sistema ferroviario in chiave sempre più europea, dall’altro i verdi con un’ottica più locale in cui i privati partecipino alla gestione del servizio pubblico. Nel 2020 scadrà la concessione di Trenord: che futuro si prospetta? Come se non bastasse, il maltempo degli ultimi giorni ha messo nuovamente a dura prova l’efficienza del servizio ferroviario. E questa volta sembra che nemmeno il sole potrà bastare.

IL COMITATO

Il comitato Sporchi, cattivi e pendolari
Il comitato Sporchi, cattivi e pendolari

Sporchi, cattivi e pendolari
«Nulla di nuovo all’orizzonte»

Il capolavoro di Ettore Scola Brutti, sporchi e cattivi fu un’ottima sintesi della miseria e delle ingiustizie subite dalle classi popolari. Parafrasando il titolo della pellicola, il comitato Sporchi, cattivi e pendolari tenta di porre al centro della propria attività i disservizi che interessano quotidianamente i viaggiatori milanesi. «Non vedo nulla di nuovo all’orizzonte», esordisce Rocco Spinelli, uno dei rappresentanti del comitato.

Poca fiducia nelle parole dell’ad di Trenord?
«C’è sempre stata questa tendenza a pubblicizzare una crescita nell’efficienza del servizio. Basterebbe fare un giro nelle stazioni per capire che la realtà è un’altra».

Concorda, però, con Piuri sul problema delle infrastrutture?
«Indubbiamente le strutture sono vecchie e vanno rimodernate. Ma scaricare la colpa su Rfi è un po’ come far uscire le polemiche dalla porta per poi farle rientrare dalla finestra».

In che senso?
«Trenord è partecipata anche da Rfi. Sono corresponsabili».

Quali sono le responsabilità di Trenord?
«Prima di tutto non ha personale sufficiente per garantire un servizio di qualità. La manutenzione è poi appaltata ad imprese poco competenti per risparmiare sui costi. Mi è capitato addirittura di viaggiare in treni con contemporaneamente accesi sia il riscaldamento che l’aria condizionata».

Perché Trenord non interverrebbe su questi deficit?
«Perché rientra in una logica di profitto. Trenord è una società che registra ogni anno un utile di almeno 10 milioni di euro. Le risorse per migliorare la situazione ci sono».

Ed invece come reputa i nuovi biglietti integrati?
«Gli unici abbonamenti bloccati sono quelli annuali, che però rappresentano solo una quota del 17%. Gli altri sono tutti aumentati».

E quindi chi ci rimette di più?
«Tutti quei pendolari con lavori precari che spesso acquistano settimanali o mensili proprio perché l’abbonamento annuale rappresenterebbe una spesa troppo grande. I più colpiti sono coloro che utiizzavano “Solo Treno”».

Perché?
«Chi utilizzava “Solo Treno” e poi si muoveva a piedi dalla stazione a lavoro ora è obbligato a comprare il biglietto integrato con un sovrapprezzo per loro inutile».

SONDAGGIO

«Soppressioni ridotte e puntualità oltre l’80%». Ad affermarlo è Marco Piuri, amministratore delegato di Trenord. Il servizio ferroviario regionale è veramente migliorato?

Posted by Mi-Tomorrow on Wednesday, 23 October 2019

VOX POPULI

Luca Palermo
Luca Palermo

«La prima volta qui»
Luca Palermo
35 anni, manutentore per le ferrovie
«Nonostante lavori sui treni non mi trovo spesso ad utilizzare il servizio. Devo ammettere che questa è una delle mie prime volte. Sto andando verso Saronno, per ora mi pare tutto molto intuitivo. Le indicazioni sono chiare e comprensibili, nel caso di difficoltà ci si può sempre rivolgere allo staff. Essendo originario di Napoli, posso affermare con certezza che da noi i costi sono più contenuti, ma in una città come Milano ci sta che ci sia un certo rincaro».

Miriana Coppola
Miriana Coppola

«Che fatica, il pendolare»
Miriana Coppola
20 anni, studente
«Essendo una studentessa e dovendo prendere il treno ogni giorno, permettetemi di dire che la vita da pendolare è davvero faticosa. C’è un ritardo ogni due per te e arrivare in orario a volte diventa una vera odissea. Sempre che il treno non venga cancellato. Per non parlare delle tariffe degli abbonamenti: io faccio il mensile e mi ritrovo a sborsare all’incirca 100 euro ogni mese. Insomma una bella cifra per una persona senza lavoro come me».

Andrea Pizzamiglio
Andrea Pizzamiglio

«Sono più fortunato»
Andrea Pizzamiglio
48 anni, musicista
«Sinceramente non ho mai riscontrato troppi problemi con Trenord. Percorro la tratta Milano-Como e le carrozze sono sempre pulite, il posto si trova facilmente. Il biglietto costa 4,70 euro. Certo se costasse di meno sarei contento, comunque non lo reputo particolarmente eccessivo. Ma mi ritengo fortunato, perché so bene che i pendolari che utilizzano altre linee, come ad esempio quella verso Lodi, non hanno una vita troppo facile tra ritardi e vetture stracolme».

Andrea Azzolin
Andrea Azzolin

«Sistema poco intuitivo»
Andrea Azzolin
23 anni, studente
«Frequento l’università e mi ritrovo a prendere il treno tutti i giorni. Il servizio è discreto, sicuramente implementabile, ma non mi lamento troppo. Da studente, le nuove tariffe integrate le trovo convenienti. Ho ottenuto un risparmio di una ventina di euro ogni mese. Ad ogni modo credo che le informazioni sulle tipologie di biglietto debbano essere un po’ più chiare. Le nuove tariffe integrate spesso risultano poco intuitive per chi acquista i biglietti».

Alessia Santoro
Alessia Santoro

«Si può fare di più»
Alessia Santoro
22 anni, studente
«Da studente devo ammettere che a livello di tariffe il servizio è migliorato. Risparmio qualcosa rispetto a prima. Per quanto riguarda il trasporto in sé, certamente si può fare di più. I punti critici per noi pendolari restano sempre gli stessi: ritardi, vagoni troppo pieni che a volte ci costringono a percorrere tutta la tratta in piedi. Insomma, per rendere il servizio più efficiente diventa obbligatorio apportare dei miglioramenti concreti su questo genere di problematiche».

Giuseppina Pedona
Giuseppina Pedona

«Ci lamentiamo troppo»
Giuseppina Pedona 
61 anni, bancaria
“Il treno è il mezzo di trasporto che prediligo. Tutta un’altra vita rispetto al pullman che rischia sempre di rimanere congestionato nel traffico. Poi, ovviamente, capita tutta una serie di disagi dovuti al sovraffollamento delle linee, ma credo che sia normale. In fondo Trenord, come qualunque altra azienda, incontra delle difficoltà ad offrire un buon servizio a poco prezzo. Da qualche parte deve pur tagliare. Credo che a volte ci lamentiamo troppo».

Enrica Cortesi
Enrica Cortesi

«Nulla di così drammatico»
Enrica Cortesi 
69 anni, pensionata
«Prima di andare in pensione ho sfruttato tantissimo i treni di Trenord. I disagi ci sono sempre stati, ma comunque nulla di così drammatico. Spesso il ritardo veniva poi accumulato durante il tragitto, ma diciamo che non ho mai perso un aereo per colpa di Trenord. Certamente i prezzi potrebbero essere migliorati, ma se penso che per percorrere la tratta Milano-Firenze ci vogliono cinquanta euro, mi tocca ammettere che sono in linea con gli altri operatori».

Davide Marzorati
Davide Marzorati

«Un fattore positivo»
Davide Marzorati 
27 anni, praticante avvocato
«Devo ammettere che il servizio è più che sufficiente. Certo, i disagi ci sono soprattutto durante gli orari di punta. Ad esempio prendere il treno delle otto del mattino è difficoltoso. A volte è in ritardo, soprattutto è affollato con il rischio di farsi tutto il viaggio in piedi. A livello di biglietti ci sono stati dei vantaggi. Da Bovisa a Milano prima spendevo più di 4 euro, mentre ora la tariffa è scesa a poco più di due euro. Questo è certamente un fattore positivo».


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