via sammartini
via sammartini

Non si placa il tormentone sul futuro dell’ex mercato ittico di via Sammartini andato in fiamme esattamente due settimane fa, lo scorso 9 settembre. La struttura abbandonata all’inizio del nuovo millennio, dopo che Grandi Stazioni non rinnovò i contratti d’affitto di quasi tutta l’area dei Magazzini Raccordati, è diventata il principale simbolo di degrado del Municipio 2.

 

Samuele Piscina, presidente di zona, si è affrettato a diramare un comunicato stampa sottolineando la necessità di un intervento urgente da parte del Comune: «Una tragedia annunciata. Sono anni che denunciamo al Comune di Milano la pericolosità dello stabile e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il Comune come al solito non agisce finché non succede l’irreparabile».

Per questo, ma naturalmente non solo, abbiamo provato a capire su strada le radici di un problema atavico e ad ipotizzare il futuro dell’ex Mercato del pesce a due passi dalla Stazione Centrale. Al momento si rincorrono tante voci che, tra smentite e conferme, non aiutano a diradare la nebbia intorno al quadro generale.

L'ex mercato di via Sammartini
L’ex mercato di via Sammartini

Il peccato originale. «La giunta Albertini concesse gli spazi dell’ex mercato ittico a Milano Ristorazione – racconta a Mi-Tomorrow Donatella Ronchi, presidente dell’associazione Fas che da circa 10 anni si impegna per la riqualificazione di via Sammartini –. Tuttavia permise loro di ristrutturare solo una parte dello stabile e di erigere un muro lasciando completamente isolata la porzione andata in fiamme pochi giorni fa».

Questo intervento riqualificativo scriteriato ha in qualche modo compromesso la possibilità di ristrutturazione dell’edificio. Anni dopo l’abbandono il Comune ha indetto diversi bandi di assegnazione, di cui uno vinto dall’associazione Arca.

Ciò nonostante, i sopralluoghi successivi hanno stabilito che fosse molto più oneroso ristrutturare la palazzina piuttosto che abbatterla e ricostruirla da zero. «Anche come associazione Fas – aggiunge Ronchi –, abbiamo partecipato ad un bando d’intenti collaborando con le altre realtà presenti sul territorio, stilando un elenco di esigenze oggettive del quartiere e della collettività».

Problema sicurezza. Una della preoccupazioni principali è legata indubbiamente alla sicurezza della struttura. Concetto ribadito più volte negli ultimi mesi da Piscina che punta il dito contro coloro che hanno utilizzato l’edificio come bivacco notturno e contro il sindaco Sala, accusato di non far nulla di concreto per risolvere la situazione.

«Più che un problema di sicurezza credo si debba parlare di disagio della paura – sottolinea Donatella Ronchi –: gli abitanti sono ovviamente spaventati nel vedere gente scavalcare i cancelli, ma non si sono mai registrati episodi di criminalità».

Quale futuro? Ancora Ronchi offre uno spiraglio sul futuro del vecchio mercato: «È stato messo a bilancio l’abbattimento della struttura che avverrà nel 2020. Nel nuovo edificio eretto sarà trasferita la sede del CASC (Centro Aiuto Stazione Centrale, già presente nella stessa via Sammartini, ndr)».

Il CASC continuerà a fornire il proprio servizio di aiuto e consulenza alle persone in situazione di marginalità, ma non si limiterà solo a questo: alcuni spazi del nuovo centro verranno dedicati alla collettività, che potrà utilizzarli per svariati genere di attività ludiche e sociali ancora tutte da immaginare. Il centro si prepone anche un fine più alto: la contaminazione tra soggetti in difficoltà e gli abitanti del quartiere».

QUELLO CHE VERRÀ/1

Alessia Cattaneo
Alessia Cattaneo

«Abbattimento nel 2020, lascito privato per il CASC»
Parola alla coordinatrice Cattaneo: il centro è destinato ad “ereditare” la struttura bruciata
«Siamo uno spazio di ascolto per i soggetti in situazione di grave marginalità. Cerchiamo di offrire un orientamento a livello legale, lavorativo per aiutare queste persone ad uscire dalle proprie difficoltà». Alessia Cattaneo è la coordinatrice CASC referente per il Comune del CASC di via Sammartini.

Lo spazio abbandonato del vecchio mercato ittico vi interessa da vicino. Per quale motivo?
«In accordo con il Comune la nostra attuale sede verrà trasferita negli spazi dell’ex mercato. Al momento è stato inserito a bilancio l’abbattimento della vecchia struttura che avverrà il prossimo anno».

Offrite anche dei posti letto?
«No, non abbiamo posti letto».

Abbattere e ricostruire da capo l’edificio comporterà ingenti costi. Dove saranno reperiti i fondi?
«C’è stato un lascito privato che verrà messo a disposizione per la costruzione del nuovo CASC».

Quali saranno le novità che riguarderanno la nuova sede?
«Il centro continuerà a svolgere le classiche funzioni di aiuto e orientamento, ma cercheremo di perseguire un cambio di prospettiva, già in parte in corso nell’attuale sede. Il motto è “senza vetri in mezzo”».

Che cosa intende?
«Il motto prende origine dalla nostra vecchia struttura di Ferrante Aporti, una sorta di vecchio ufficio postale con gli sportelli e le vetrate divisorie. Quello che faremo è creare spazi senza barriere, aperti al contatto e soprattutto all’inclusione sociale».

E come farete ad includere questi soggetti marginali?
«Aprendo gli spazi anche al territorio. Nel nuovo CASC alcune aree saranno dedicato direttamente alla collettività. Il nostro obiettivo è creare una contaminazione tra i bisogni del quartiere e quelli dei soggetti marginali».

QUELLO CHE VERRÀ/2

Samuele Piscina
Samuele Piscina

«Abbattimento incerto, non so di lasciti privati»
Visione diametralmente opposta per il presidente del Municipio Piscina: «Esiste un problema sicurezza»
«Il giorno 9 settembre la struttura ha preso fuoco probabilmente a causa di un focolare acceso dagli occupanti. Già nei mesi scorsi avevamo eseguito un sopralluogo con i Carabinieri trovando dei migranti all’interno. Abbiamo denunciato più volte la situazione in Comune senza ottenere risposte soddisfacenti». Il presidente del Municipio 2, Samuele Piscina, è perplesso sulla situazione della struttura ma ha le idee chiare su quello che va fatto.

Quali sono i pericoli legati alla struttura?
«Prima di tutto c’è un problema igienico-sanitario. Il cortile è pieno di rifiuti che attraggono anche i ratti. Questi potrebbero facilmente raggiungere gli edifici confinanti di Milano Ristorazione e del Centro Sociale Sammartini. E poi, non troppo distante, c’è anche un asilo nido».

Esiste, dunque, un problema sicurezza?
«Certamente. Il via vai di migranti che entravano ed uscivano dalla struttura destava preoccupazione agli abitanti del quartiere: mi hanno segnalato più volte la problematica».

Ci sono mai stati episodi di furto o violenza?
«L’anno scorso ricordo un pestaggio».

È stato messo a bilancio l’abbattimento della struttura. Che ne pensa?
«Non è stato messo a bilancio, semplicemente inserito nel piano di programmazione triennale delle opere pubbliche. Quindi non si sa né quando, né se verrà effettuato realmente l’abbattimento».

E della notizia secondo cui ci sarebbe un lascito personale da dedicare al nuovo edificio che sorgerà sulle ceneri del vecchio Mercato ittico?
«Non sono a conoscenza di alcun lascito personale».

Come vede il futuro della struttura?
«Noi come Municipio 2 avevamo attivato un dialogo con l’ex assessore Maiorino, speriamo di poterlo riprendere con l’attuale assessore Rabaiotti. L’idea è quella di dar vita ad un centro polifunzionale. Ci sarà una parte legata a tematiche sociali che sarà gestita direttamente dal Comune e una parte dedicata alle attività ludiche che sarà nelle mani del Municipio».

Quando parla di funzione sociale fa riferimento anche a politiche di inclusione?
«I servizi saranno rivolti esclusivamente alla cittadinanza».

VICINI DI CASA

Donato Mastrolillo
Donato Mastrolillo

«Mai problemi con i senza tetto»
Il centro sociale Sammartini del presidente Mastrolillo confina con l’ex Mercato
Il centro sociale per anziani Sammartini confina direttamente con l’edificio abbandonato dell’ex Mercato ittico. Donato Mastrolillo è il suo presidente.

Mastrolillo, quali attività offre il centro sociale Sammartini?
«Il nostro centro propone una serie di attività ludiche e corsi, dal ballo al Tai Chi,
oltre a tante altre iniziative. Possiamo contare su oltre quattrocento iscritti».

Il cortile del centro confina con l’ex Mercato del pesce abbandonato. Le ha mai destato preoccupazione questa vicinanza?
«La principale preoccupazione è che qualcuno si possa far male scavalcando, soprattutto ora che dopo l’incendio e lo scoppio delle celle frigorifere presenti il cortile si è riempito di pericolosi rottami».

Non avete mai avuto problemi con i senza tetto che passavano le notti nella struttura abbandonata?
«No, mai. Solo una mattina un senza tetto ha scavalcato la ringhiera entrando nel nostro cortile. A quell’ora c’era solamente la donna delle pulizie, che vedendolo ha iniziato ad urlare. Le grida lo hanno talmente spaventato che ha riscavalcato all’indietro ed è scappato via (ride, ndr)».

Che cosa vorrebbe che venisse creato al posto del vecchio mercato?
«Vorrei tanto che venisse creato un luogo con una valenza sociale utile al quartiere».

Auspica la creazione di un polo in contatto diretto con voi?
«Credo che la collaborazione e la convivenza siano une delle cose migliori. Noi siamo aperti a tutti, senza nessuna discriminazione. Anzi abbiamo già attivato altre collaborazioni, ad esempio con alcune associazioni in zona Greco».

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CRONISTORIA

Via Sammartini, la cronistoria
Via Sammartini, la cronistoria

Anni ’30
Viene sviluppata l’area dei Magazzini Raccordati di via Sammartini, che servivano da deposito per i treni merci che arrivavano a Milano.

Anni ’60
I Magazzini perdono la funzione di deposito e in questi spazi sorge una serie di attività gestite prevalentemente dagli immigrati meridionali in pieno boom economico. Tra queste, prende vita anche il mercato ittico.

Anni ’80
Nonostante l’abbandono di molte attività già a partire dal decennio precedente, nella zona si possono contare ancora un centinaio di esercizi commerciali.

2000
Grandi stazioni Spa, proprietaria dei Magazzini Raccordati, non rinnova i contratti di affitto ai locatari. Nello stesso anno il Comune di Milano affida l’ex Mercato del pesce a Milano Ristorazione, che però si occupa della ristrutturazione di una sola parte dell’area. La parte esclusa è quella in cui avevano sede gli uffici, oggi al centro del dibattito.

2000-2018
Il comune indice diversi bandi per assegnare l’area in disuso dell’ex Mercato ittico. Nessuno di questi va a buon fine. I costi di ristrutturazione risultano maggiori di quelli di abbattimento e ricostruzione.

2019
Secondo il CASC, il Comune avrebbe messo a bilancio l’abbattimento della struttura già per il 2020, ma per il presidente di Municipio si tratta solo di un inserimento nel piano di programmazione triennale delle opere pubbliche.




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