violenza di genere
violenza di genere

Secondo il rapporto dell’Eures su femminicidio e violenza di genere la Lombardia registra anche nel 2018 un triste primato: qui c’è il più alto numero di donne uccise (20), seguita dalla Campania (19 vittime), dal Piemonte e dal Lazio rispettivamente con 13 e 12 casi. A Milano ci contano quattro vittime, erano dieci nel 2016 e sette nel 2017.

 

Questi dati aiutano ad inquadrare meglio il significato della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2019 che si svolgerà lunedì, ma che vede già in campo diverse iniziative. Il fenomeno è molto diffuso, a Milano ci sono diversi soggetti che operano in tutela delle donne, due in particolare fanno parte della rete nazionale antiviolenza.

La Cadmi, la casa di accoglienza delle donne maltrattate, è il primo centro nato in Italia 1986: si trova in via Piacenza e conta 12 dipendenti e 50 volontari. Ogni anno accoglie circa 800 donne di tutte le età e le fasce sociali perché, come spiegano alla Cadmi, la violenza è trasversale, attraversa tutti quartieri da quelli popolari fino a quelli più altolocati.

C’è però da segnalare una novità: sono sempre di più le donne giovani, dai 18 ai 30 anni che si rivolgono al centro, un segnale positivo che evidenzia una crescita di consapevolezza nelle più giovani generazioni. Il metodo in via Piacenza è sempre lo stesso: non viene imposto alcun progetto, spetta alla donna scegliere il percorso più sentito come rispondente alla propria persona.

«Per noi il 25 novembre diventa occasione per fare un bilancio del nostro lavoro – afferma Cristina Carelli, coordinatrice Cadmi -. Siamo soddisfatte del nostro metodo che, mettendo la donna al centro, continua a dare risultati positive e anche alle azioni che mettiamo in campo per rendere possibile il cambiamento culturale senza il quale è impossibile pensare di sconfiggere la violenza maschile sulle donne».

Cerchi d’Acqua è l‘altra realtà. Nata nel 2000 come cooperativa sociale, offre percorsi psicologici e di psicoterapia gratuiti. Anche qui, accanto a un gruppo di dipendenti, operano volontari, o meglio volontarie perché una prerogativa dei due centri antiviolenza è che il personale è del tutto femminile.

I volontari lo diventano dopo un tirocinio di un anno e mezzo. Il sostegno offerto in via Verona, consiste oltre che nell’accoglienza, nell’assistenza psicologica nella consulenza legale e nell’orientamento del lavoro: non poche donne a causa dei maltrattamenti finiscono fuori dal mondo del lavoro.

I numeri. Secondo Palazzo Marino sono 1.783 le donne che nel 2018 si sono rivolte ai centri antiviolenza convenzionati con il Comune di Milano. In 1.336 casi i loro aguzzini sono mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi, partner o ex partner, ma si registrano anche casi in cui la violenza arriva da parte di altri familiari (198) o di persone conoscenti (146).

Molte delle donne che si presentano agli sportelli o contattano telefonicamente i centri denunciano maltrattamenti fisici (1.203), psicologici (1.245), sessuali (322), di tipo economico (235) o legati a comportamenti persecutori (188). Sono per la maggior parte lavoratrici (891), anche se elevato è anche il numero delle disoccupate (427) e delle studentesse (135). In 87 casi hanno dichiarato di essere casalinghe e in 78 casi di essere pensionate.

«L’uomo è in crisi e non accetta il nostro ruolo»
Jo Squillo (Wall of Dolls): «Lottiamo contro l’omertà»

Jo Squillo davanti al Wall of dolls
Jo Squillo davanti al Wall of Dolls

La grinta è la stessa che sfodera che quando sale sul palco o si trova di fronte alle telecamere. Ma stavolta si tratta dell’impegno a favore delle donne. Jo Squillo è in prima fila in questa battaglia con Wall of Dolls, promossa per combattere la violenza maschile e sostenere le vittime: a Mi-Tomorrow racconta il significato di questa iniziativa.

Cos’è Wall of Dolls?
«E’ una onlus che ho promosso con alcune amiche nel giugno del 2014 a Milano e che poi si è diffusa a Roma, Genova, Venezia e Brescia. Il nostro obiettivo è aiutare le donne».

In che modo?
«Con un’azione culturale, promuoviamo il cambiamento con l’arte e il linguaggio della comunicazione: supportiamo i bisogni, raccogliamo le testimonianze, diciamo che siamo un network, una rete che serve a confrontarsi».

La violenza si può combattere con l’arte?
«Penso di sì, noi realizziamo docufilm in cui spieghiamo alle donne a non confondere le emozioni con l’amore, a non diventare schiave dell’amore».

Come spiega la violenza maschile nel 2019?
«C’è la crisi dell’uomo, del mondo maschile: gli uomini non sono preparati, non accettano la fine di un rapporto».

Forse non accettano il ruolo della donna di oggi?
«E’ un ruolo che le donne hanno conquistato con fatica e dolore, sono state in grado di crescere da sole i figli: gli uomini fanno fatica ad accettarlo».

Come spiega che la Lombardia è in testa alla classifica dei femminicidi?
«E’ un problema di mentalità, di una certa cultura che esiste anche in una regione dove il progresso è elevato. Siamo di fronte a un fenomeno profondo, nell’uomo c’è l’idea del possesso e, soprattutto, si distingue dalla donna perché non ha sofferto: per questo motivo le donne non sono aggressive, non hanno la cultura della violenza».

Qual è il vostro sostegno alle donne vittime della violenza?
«Diamo il nostro conforto, facciamo opera di sensibilizzazione, lottiamo contro l’omertà perché è importante che non si devono nascondere gli episodi di violenza, non si deve pensare di coprire il proprio compagno».

Di cosa c’è bisogno oltre al vostro impegno e quello di tante altre donne?
«La società ha bisogno delle donne che possono portare un forte cambiamento. Occorre la collaborazione delle istituzioni, della politica, ci vuole un’azione collettiva».

E gli uomini cosa dovrebbero fare?
«Gli uomini non si vogliono mettere in discussione, devono cambiare, magari iniziando a occuparsi dei figli e di tutti quegli ambiti che ritengono siano da lasciare esclusivamente alle donne».

I PRINCIPALI APPUNTAMENTI

OGGI
La Rete Antiviolenza Milano propone “Strade di autonomia e libertà per le donne Spazio Fattoria” alla Fabbrica del Vapore in via Giulio Cesare Procaccini, dalle 19.30 fino a mezzanotte. Una delle iniziative del Municipio 6 contro la violenza è alle 18.30: Gaslight, spettacolo sul tema della violenza psicologica, alla Casa delle Arti nello Spazio Alda Merini in via Magolfa, 32. C’è poi l’inaugurazione della mostra fotografica sensoriale Tanto a me non capita con fotografie di Silvia Calderone e Antonio Occhiuto: la mostra è visitabile il venerdì dalle 10.00 alle 22.00 il sabato dalle 9.00 alle 20.00 e la domenica dalle 10.00 alle 20.00.

DOMANI
Altra iniziativa del Municipio 6 alle 20.30: La coperta delle donne, presentazione a cura dell’ideatrice, Alina Rizzi, alla Casa delle Arti nello Spazio Alda Merini di via Magolfa, 32. Alle 21.30 la Fondazione Arché onlus propone lo spettacolo teatrale di Monica Bonomi, T’amerò per l’eternità e un giorno al Teatro Out Off (via Mac Mahon 16). Dalle 18.00, alla Feltrinelli di piazza Duomo, Amnesty International e Donne di carta, propone un’iniziativa di approfondimento sulla violenza contro le donne: la persone-libro di Donne di carta reciteranno a memoria brani tratti sul tema, tratti da opere di importanti autrici e autori tra cui Maya Angelou, Hermann Hesse e Dacia Maraini.

DOMENICA
L’Associazione culturale “Wall of Dolls” Onlus – Il Muro delle Bambole contro il femminicidio sarà protagonista con la partecipazione di Jo Squillo, Francesca Carollo, Giusy Versace. Alle 11.00 in via De Amicis 2 (Wall of Dolls) a Milano e alle 15.00 alla Casa delle Arti Alda Merini (via Magolfa 32). Sempre domenica si conclude al Teatro Litta di corso Magenta, il WeWorld Festival, tra i protagonisti dell’edizione celebrativa del Festival: Roberto Saviano, Letizia Battaglia, Eva Cantarella e Donatella Finocchiaro

LUNEDI’
L’intensa storia al femminile, interpretata da Elisa Pastore – con la regia e il testo di Antonio Carnevale segnalato al Premio di Drammaturgia PervoceSola 2018 – andrà in scena alle 18.00 presso la Biblioteca Sicilia, in via Luigi Sacco. L’Associazione culturale Wall of Dolls” Onlus – Il Muro delle Bambole contro il femminicidio alle 18.00 realizzerà un flash mob in piazza Duomo.

Dieci anni senza Lea Garofalo
Domenica fiaccolata al Monumentale
Lea Garofalo moriva il 24 novembre di dieci anni fa. Testimone di giustizia, la donna fu uccisa dal suo ex compagno, il boss ‘ndranghetista Carlo Cosco. Domenica, per ricordarla, Libera, Comune di Milano e Giardini in Transito danno appuntamento a tutti i milanesi alle 16.30 ai giardini di viale Montella con un aperitivo solidale, al quale parteciperanno l’ex Presidente della Camera, Laura Boldrini, l’avvocato di Libera, Enza Rando, e l’attrice Vanessa Scalera, che ha interpretato Lea Garofalo nel film di Marco Tullio Giordana.

Alle 17.30 sarà inaugurato all’interno dei Giardini, di fronte al caseggiato dove la donna ha vissuto, un totem realizzato in collaborazione con il Comune. Quindi alle 18.00 inizierà una fiaccolata con un momento di memoria al Cimitero Monumentale di Milano dove Lea è sepolta. Infine, alle 18.45, ci sarà un incontro presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli (viale Pasubio 5).


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