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20. 01. 2021 13:16

La zona arancione non piace ai ristoratori: «Basta, siamo stremati. Torniamo in piazza»

I ristoratori annunciano nuove proteste: la situazione

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Oggi riaprono i negozi, ma non ancora bar e ristoranti. «Basta, siamo stremati, senza ulteriori aiuti la ristorazione muore», è il grido d’allarme rilanciato dagli imprenditori del settore e dall’Ho.Re.Ca., in una nota firmata da Alfredo Zini, proprietario del ristorante “Al Tronco’’ nel quartiere Isola.

Nuovi scioperi. Zini annuncia che la categoria tornerà in piazza entro mercoledì. «Nelle ultime settimane abbiamo sentito parlare di ristori bis, ter, quater, di sostegno, di bandi e di liquidità – ha ribadito -, ma al momento molti di noi hanno ricevuto solo cartelle di pagamento dei tributi locali, F24 con versamento Inps, che dovranno essere pagate nei prossimi giorni. Certo, un piccolo sconto è stato fatto dalle amministrazioni locali Tari e Cosap, ma non in maniera proporzionale alla perdita del fatturato e dei posti a sedere dei locali ».

Anche il passaggio in zona gialla non garantirebbe una ripresa a pieno ritmo dell’attività per i ristoratori. «Ad oggi – continua Zini – le anticipazioni sul nuovo Dpcm per le festività non promettono nulla di buono per la categoria: la chiusura alle 18, anche se venisse attuata la zona gialla in Lombardia e la chiusura obbligata nei giorni del Santo Natale, Santo Stefano e probabilmente per la cena del 31 dicembre, sarebbe l’epilogo finale di una sofferenza che sta portando le imprese ad un suicidio assistito, da parte di chi ci governa a tutti i livelli amministrativi. Per questo chiediamo di rivedere gli orari di chiusura, così come le altre imprese del commercio, al fine di garantire anche un servizio di ristoro per i consumatori che andranno a fare acquisti per i regali di Natale, rispettando tutte le prescrizioni imposte finora».

In breve

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