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23. 06. 2021 05:32

Buoni spesa smart, la nuova idea di Palazzo Marino

Palazzo Marino ha optato per una modalità di elargizione innovativa: al posto dei classici buoni pasto, un’infrastruttura ad hoc per ridurre i tempi di elargizione

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Il ritorno alla normalità è ancora un miraggio: nel frattempo il coronavirus continua a fiaccare anche l’economia. A partire dalla spesa alimentare, servono aiuti per tutte quelle frange sociali più deboli ed esposte agli effetti dell’epidemia.

 

Buoni spesa smart, il piano del Comune

Si è chiusa ieri la presentazione delle domande di Milano Aiuta, per ottenere un buono utile per la spesa alimentare. Il tutto si è svolto per via telematica attraverso il sito ufficiale di Palazzo Marino: Sala e il suo entourage hanno indirizzato gli oltre sette milioni di euro stanziati secondo tre linee d’azione.

In primo luogo verranno rafforzati i sette hub destinati alla raccolta dei beni di prima necessità già attivi da oltre un mese sul territorio. I fondi destinati serviranno all’acquisto di alimenti da destinare alla rete di bisognosi che conta già almeno 8.000 persone.

Un’altra parte delle risorse sarà utilizzata, invece, per riconoscere un contributo alle oltre 1.200 famiglie presenti nelle graduatorie di sostegno al reddito, ma che al momento non hanno ancora potuto usufruire di un finanziamento. Ai nuclei familiari con massimo tre componenti verrà riconosciuto un bonus da 150 euro per i prossimi due mesi, mentre per le famiglie più numerose salirà fino a 350 euro.

Infine l’ultimo intervento riguarderà proprio i buoni spesa. I requisiti? Essere una famiglia residente a Milano monoreddito o priva di entrate con una disponibilità sul conto corrente inferiore a 5.000 euro.

Non solo nella GdO. Il comune ha optato per una modalità di elargizione innovativa: al posto dei classici buoni pasto, è stata messa a punto un’infrastruttura ad hoc per ridurre i tempi di elargizione dei bonus alimentari.

Ad aggiudicarsi il bando per sviluppare gli strumenti di distribuzione più adeguati, sono state le società Soldo e Satyspay. La prima è un’azienda operante nel campo della fintech, mentre la seconda è la famosa app dedicata ai pagamenti istantanei presso gli esercenti aderenti al circuito.

I bonus alimentari verranno direttamente caricati sulle carte prepagate fornite da Soldo oppure sull’app di Satyspay: per i beneficiari non ci sarà alcun costo di gestione. I bonus non saranno spendibili solo presso i grandi marchi della GdO, ma presso qualunque esercizio dotato di un pos, purché rientri a far parte delle categorie merceologiche previste dal Comune.

buoni spesa smart
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Buoni spesa smart, 10+1 domande a…

GIUSEPPE DI MARCO, SOLDO
«Un’infrastruttura perfetta per i Comuni»

Giuseppe Di Marco
Giuseppe Di Marco

Soldo è un’ azienda fondata nel 2015 da Carlo Gualandri. La società opera nel campo fintech ed è specializzata in soluzioni multi-utente per la gestione delle spese. Giuseppe di Marco, country manager per l’Italia, spiega come funzionerà il nuovo sistema dei bonus spesa per il Comune di Milano:

«Siamo orgogliosi di poterci confrontare con una dimensione così importante come Milano. È purtroppo anche uno degli epicentri dell’epidemia, anche per questo siamo felici di poter dare in qualche modo il nostro supporto».

Siete attivi anche in altri Comuni?
«Sì, in circa 40 Comuni disseminati in tutta Italia».

Come funzionerà il servizio?
«Il comune assegnerà ai beneficiari del bonus una delle nostre carte prepagate spendibili nei vari esercizi convenzionati».

Perché la vostra proposta è stata vincente?
«Forniamo un’infrastruttura perfetta per i Comuni. Possono gestire autonomamente le risorse e ridurre i tempi di elargizione. E poi ogni movimento è sempre tracciato e sotto controllo».

In sostanza non si può fare i furbi?
«No, le carte si possono utilizzare solo presso le categorie merceologiche previste. Se qualcuno provasse ad effettuare un pagamento presso un altro esercizio la transazione non avverrebbe».

Qual è la differenza rispetto ad un classico buono pasto?
«I buoni pasto possono essere utilizzati solitamente solo presso i supermercati, mentre le carte presso qualunque esercizio dotato di un pos. Inoltre sui buoni pasto ci sono commissioni molto più alte per l’esercente».

Quanto costerà l’infrastruttura al Comune?
«Nulla. In questo particolare momento abbiamo voluto dare il nostro supporto, donandola gratuitamente».

Altrimenti quale sarebbe stato il costo?
«Normalmente ogni carta è soggetta ad un canone di 9 euro al mese».

L’infrastruttura servirà solo per i bonus spesa?
«L’infrastruttura è perfetta per i Comuni proprio perché si adatta alla distribuzione di qualunque genere di risorsa economica. Più avanti potrà essere utilizzata anche per altre tipologie di bonus».

È stato difficile ideare un servizio di questa portata per Milano?
«Più che difficile, direi impegnativo. Ci coordiniamo costantemente con i nostri uffici di Londra, Milano e Roma affinché tutto possa essere perfetto al momento della partenza».

Pensate di esportare il modello anche negli altri Paesi in cui operate?
«Stiamo cercando di capire se sia replicabile anche all’estero».

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