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28. 09. 2022 02:50

Il forzista De Chirico e il sì al nuovo San Siro: «Serve una struttura adeguata»

Il consigliere ha fondato il Comitato San Siro favorevole alla costruzione del nuovo stadio

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Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia, è stato uno dei promotori del Comitato a favore della costruzione del nuovo San Siro, a cui ha aderito anche Adriano Galliani.

Sì al nuovo San Siro, intervista al consigliere Alessandro De Chirico: «Bene il dibattito, ma la politica deve prendersi le sue responsabilità»

Cosa si aspetta dal dibattito pubblico su San Siro?
«Intanto dico che finalmente è arrivato il via libera. Da tre anni aspettiamo che comincino i lavori. Speriamo che il processo si attivi velocemente e che il dibattito non abbia gli stessi esiti di quello fatto per i Navigli. Furono spesi soldi pubblici per poi non farne nulla. Se si parla di partecipazione è meglio poi ascoltare i cittadini».

Quale crede sarà la conclusione?
«Conoscendo l’umore e le aspettative dei milanesi penso che verrà fuori un esito negativo sull’edificazione del nuovo stadio. La legge prevede ci sia il dibattito, bene che si inizi ma poi la politica deve prendersi le proprie responsabilità. Il sindaco non potrà più nascondersi».

Perché è favorevole al nuovo San Siro?
«Lo sono sempre stato. Oggi lo stadio non è più funzionale. I servizi sono scadenti, i bagni non ne parliamo. Ricordiamoci che San Siro attuale nasce da un progetto degli anni ’20. Non c’è una risposta adeguata alle necessità di 70-80mila tifosi che vanno ogni fine settimana allo stadio. Inoltre tutto il distretto attorno all’impianto è una landa desolata. Il parcheggio dei tifosi ospiti non viene nemmeno utilizzato durante la settimana e potrebbe essere utile invece, considerato che di fianco c’è un capolinea della M5. Servono strutture adeguate, non solo per i tifosi ma anche per i residenti che potranno usufruire di spazi nuovi. Abito nel quartiere e ritengo possa avere una nuova identità».

nuovo stadio san siro

C’è il rischio di una fuga dei club?
«Certo che c’è. I nuovi proprietari del Milan vogliono una struttura moderna. Dall’Inter non ho mai sentito parlare di piano B, ma se dovessero andare via le società rimarrebbe un monumento all’incapacità di decidere. L’impianto costa 10 milioni di euro l’anno e c’è anche una questione ambientale: San Siro oggi non è moderno nemmeno da quel punto di vista».

Anche abbattere il Meazza, però, ha dei costi per l’ambiente.
«Avessimo dovuto guardare alle emissioni di anidride carbonica nell’immediato non avremmo mai ammodernato certi quartieri come CityLife o Porta Nuova. Ovviamente la modernità ha un costo, dobbiamo tenere in considerazione che a lungo andare i benefici saranno maggiori. Oggi il Meazza non è adeguato».

È ragionevole pensare, se si dovesse partire subito, di terminare i lavori entro il 2030?
«Se guardiamo ai quartieri che ho citato prima, alcuni sono ancora in fase di ultimazione. Il 2030 è verosimile come data, il problema è che abbiamo perso tre anni. Un’amministrazione più lungimirante non si sarebbe impantanata tra burocrazia e ricorsi. Per due anni, prima delle elezioni, si è tergiversato».

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