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01. 10. 2020 19:08

Emergenza e grandi marchi, l’idea di Luca De Matteis: «Star a casa è… Fabuloso!»

Il web designer Luca De Matteis ha dato linfa all’hashtag #iorestoacasa veicolando messaggi chiari sui social con le assonanze dei brand più amati

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All’improvviso, il genio. Un’idea nata per gioco, ma anche per sensibilizzare i grandi marchi nel momento più difficile della storia recente della nostra economia. Insomma, obiettivo raggiunto per Luca De Matteis, web designer romano fautore di una delle campagne social più riuscite sotto l’hashtag #iorestoacasa.

 

 

«Se non rimani a casa, è la volta buona che ti LEGO», oppure «STAR a casa è la cosa giusta da fare», o ancora «Stare a casa è FABULOSO». «Tecnicamente il nostro lavoro è concluso – spiega Luca a Mi-Tomorrow, coadiuvato dal collega goriziano Francesco – avendo stimolato anche l’emulazione in alcune aziende».

Estathé
Estathé

L’intervista a Luca De Matteis

Quasi due milioni di visualizzazioni social: vi aspettavate questo boom?
«L’idea era buona, ma no, non pensavo potesse raggiungere queste dimensioni. Occupandomi di comunicazione, ho pensato che per far arrivare il messaggio potessero servire due leve: l’ironia e la familiarità con i colori e le immagini di brand celebri. Visto anche l’atteggiamento refrattario alle regole, dato che molti italiani non hanno grande reattività quando si parla di perseguire dogmi di istituzioni e autorità, ho pensato di dar vita a qualcosa che contribuisse a stimolare nella maniera giusta».

Lego, Star, Dove, Intel, Motta: si sono fatte sentire?
«La maggior parte delle aziende no, altre hanno manifestato apprezzamento in forma privata. Alcune, pur apprezzando, ci hanno chiesto gentilmente di non comparire e quindi abbiamo provveduto ad eliminare le immagini dai social. Come abbiamo spiegato e spiegheremo ancora, intendiamo stimolare la creatività da parte delle aziende veicolando questo tipo di messaggio».

Vi hanno contattato altre aziende che non avete menzionato?
«Sì, brand anche molto in vista. Sarebbero state occasioni professionali importanti, ma per lo spirito sociale dell’iniziativa abbiamo deciso di declinarle tutte».

Fabuloso
Fabuloso

Insieme a te, Francesco.
«È un grafico molto bravo, un collega molto presente sui social. Mi ha contattato chiedendomi se potesse nascere una collaborazione tra noi. Per questo ho deciso di condividere il mio lavoro per aumentare lo spirito di collaborazione. Stiamo apprezzando particolarmente tutti quei responsabili marketing che stanno il nostro esempio con la loro azienda: stimolare creatività ed ironia è il messaggio giusto».

Qual è stata la prima grafica che avete lanciato?
«È stata una serie, che comprendeva ad esempio Lego ed Ikea. Abbiamo agito giocando nell’immediato sulle assonanze: siamo andati molto d’istinto nella scelta di brand ideali per la lingua italiana. Non per un motivo tecnico, ma comunicativo: dovevamo far arrivare il messaggio giusto. Ad ora abbiamo pubblicato due serie, circa una quindicina di grafiche. Poi online ne stanno nascendo molte altre che non sono opera nostra».

Qual è stata esattamente la miccia che ha fatto accendere quest’idea?
«Quando ha cominciato a prendere corpo l’hashtag #iorestoacasa, ho visto coinvolti tanti personaggi del mondo dello spettacolo. Allora ho pensato che, oltre ai volti noti, la gente ha familiarità e quotidianità anche con le aziende. Quindi lo stesso modello si poteva applicare facendo parlare i brand».

Obiettivo raggiunto, insomma.
«Direi di sì, ora stiamo suggerendo a tutti coloro che ci contattando di proseguire dando ancora forza a questo hashtag. Tecnicamente il nostro lavoro è concluso, avendo anche stimolato l’emulazione. Poi è chiaro che ci aspettiamo che il messaggio passi in toto. Se la nostra campagna porta solo una risata, diventa fine a se stessa. Conta soprattutto agire. Tutti insieme».

 

Luca De Matteis
Luca De Matteis

CHI È Luca De Matteis?

«Non sono un guru del web, ma solo un consulente digitale che è riuscito a trasformare la sua passione in lavoro». Si presenta così su Facebook Luca De Matteis, web designer che si occupa di creazione di siti online: «Non mi ritengo una persona creativa, mi ritengo un creativo – spiega –. Ho deciso di lavorare con piccole e medie imprese, strutturate in modo tale per cui alla fine il grafico diventa un profilo più ampio. Perché, sì, c’è bisogno del sito internet ma anche di una comunicazione più complessa. Alla fine diventa un lavoro di squadra».

In breve

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