Simona Arrigoni (7Gold): «In Lombardia avremo tredici province?»

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La Lombardia avrà la tredicesima provincia? Forse si saprà già domenica sera dopo le 23.00, alla chiusura delle urne della provincia, per ora piemontese, di Verbano-Cusio-Ossola – conosciuta anche con l’acronimo VCO – che ha deciso di affidare ai suoi quasi 160mila abitanti la scelta di restare nel Piemonte o trasferirsi in Lombardia. Da una parte le ragioni dell’appartenenza storica, dall’altra quelle che vedono un legame culturale con la parte lombarda e magari qualche vantaggio economico in più.

Per capire i perché di questo insolito referendum Mi-Tomorrow ha sentito Simona Arrigoni, giornalista di 7Gold e originaria di Novara.

Nel 1992 VCO decise di staccarsi da Novara costituendosi provincia autonoma. E’ un territorio così irrequieto?
«E’ molto difficile, con diverse anime, lo dimostra il fatto che vogliono fare una cosa mai successa in Italia ovvero passare ad un’altra regione».

Quali sono i motivi di questa richiesta?
«Chi vuole trasferirsi fa notare che in Lombardia l’addizionale Irpef è più bassa, il bollo è più basso, il sistema sanitario è più efficiente».

Come risponde il fronte opposto?
«Ricordano che sul bollo la Regione Piemonte concede sconti per le auto green e che consente sconti anche sull’Irap».

Il dibattito è tutto su temi economici?
«Si discute molto di soldi, poi come sempre avviene in queste situazioni c’è di mezzo anche la politica».

Questi abitanti si sentono più piemontesi o lombardi?
«Per tante ragioni storiche i legami con la Lombardia sono molto forti. Per esempio, Novara, la mia città, ha sviluppato una grande cultura sempre molto vicina a quella milanese».

C’è, insomma, un’attrazione naturale verso la Lombardia?
«E’ così, molti che vivono in questo territorio si sentono più vicini a Milano che a Torino».

Quale sarà l’esito del referendum?
«E’ incerto, affinché vincano i filolombardi bisogna superare un quorum alto, dovrebbero votare almeno 74mila persone. Ad ogni modo, credo che anche se dovessero vincere i no la questione non sarebbe chiusa».

Cosa potrebbe succedere?
«E’ evidente che c’è un vento che soffia per cui chi vuole lasciare il Piemonte insisterà nel progetto con qualche altro tecnicismo».

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