Arianna
Arianna

Monitorare e aiutare l’ambiente con un vaso da balcone. Adesso si può, grazie all’ingegno di alcuni studenti del Politecnico di Milano e alla loro “creatura” Arianna. Il team che si è costituito ha fondato una società la Wiseair, start up formata da cinque ingegneri e designer, Carlo Alberto Gaetaniello, Andrea Bassi, Fulvio Bambusi, Andrea Torrone e Paolo Barbato, quest’ultimo anche Ceo della società, spiega a Mi-Tomorrow com’è nato questo progetto per monitorare la qualità dell’aria, protagonista anche di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

 

Team Wiseair
Team Wiseair

Qual è la genesi di Arianna?
«L’idea è nata all’interno di un progetto multidisciplinare universitario dell’Alta Scuola Politecnica, dove abbiamo deciso di affrontare il tema dell’inquinamento atmosferico. Ci siamo resi conto che più che soluzioni per pulire aria, è necessaria una serie di decisioni da parte di tutti, politica, cittadini e aziende, verso un’unica direzione. Abbiamo capito che questo si poteva fare attraverso un monitoraggio capillare del fenomeno, per acquisire le informazioni necessarie».

Un altro tipo di misurazione oltre a quelle esistenti?
«Attualmente le centraline dell’Arpa per il monitoraggio degli inquinanti sono due, in via Senato e via Golgi, il minimo secondo la normativa vigente in Regione, ma sono obsolete e non permettono di avere dati puntuali e diversificati. La nostra tecnologia è con un meccanismo a laser, meno accurata ma più puntuale, economica, fatta in tempo reale e sparsa in maniera capillare per la città. Noi vediamo la nostra struttura complementare a quella che già c’è e non sostitutiva».

In che modo Arianna può aiutare l’ambiente milanese?
«Il problema della qualità dell’aria riguarda tutti, a Milano c’è sempre stato uno spirito di partecipazione civica, con azioni concrete, quindi ci siamo affidati ai cittadini per supportare la mancanza di dati sull’aria, per questo il prodotto studiato doveva essere familiare. Da qui l’idea del vaso, che chiunque può mettere sul balcone, per creare un’infrastruttura smart city di monitoraggio della qualità dell’aria. Intorno ad Arianna abbiamo creato una community di migliaia di cittadini milanesi chiamata Milano Aria Pulita, per trovare e promuovere soluzioni per l’ambiente».

Come funziona in concreto?
«Siamo partiti dall’idea di trasformare ogni balcone in una centralina per la qualità dell’aria. Nel vaso si può inserire qualunque pianta, la tecnologia è concentrata nell’involucro esterno, che può funzione anche da solo come oggetto di design, ha un pannello solare che si può staccare diventando un quadretto da agganciare al muro. Questa parte ogni ora aspira l’aria, attraverso dei forellini, la porta all’interno dove viene analizzata con dei laser, il dato viene inviato al wifi di casa e istantaneamente alle centrali di Wiseair. L’energia per fare questo è generata direttamente dal pannello solare che c’è sul vaso, che si autoalimenta».

Le misure del Comune per l’inquinamento servono davvero?
«Dovremmo fare come molti Paesi del nord Europa: tutta la zona centrale della città dovrebbe bandirle le auto. Area B e Area C hanno aiutato, ma non sono abbastanza. Per sviluppare ancora di più una mobilità sostenibile per la Milano del domani, l’auto non deve essere più una necessità o una comodità. Non abbiamo più molto tempo, ci vogliono scelte radicali e una mentalità nuova che Milano può avere».

Come funziona la campagna di crowdfunding

La campagna di crowdfunding è realizzata con la collaborazione e il sostegno di BCC Milano. La Banca cooperativa si unirà ai cittadini milanesi raddoppiando le donazioni: per ogni vaso ordinato BCC Milano ne consegnerà un altro ad una scuola o ad una associazione del territorio della Città Metropolitana, con l’obiettivo di sensibilizzare le famiglie e i più giovani ai temi della cittadinanza attiva e della lotta contro l’inquinamento atmosferico. Tra una settimana sarà disponibile un’app dove sarà possibile visionare i differenti livelli di qualità dell’aria nelle varie zone della città. Questa applicazione chiamata Wiseair, come la società che l’ha lanciata, è aperta a tutti cittadini, indipendentemente dal loro contributo al progetto.

Alla campagna si può contribuire con qualsiasi cifra. A seconda delle donazioni fatte si potrà diventare “pioniere”, per un contributo minimo di venti euro, in questo modo si potranno ricevere delle funzionalità avanzate per l’app e si potrà scegliere una scuola milanese dove posizionare Arianna. Con una donazione di 180 euro invece, si potrà diventare “ambassador” e ricevere a casa il vaso da balcone Arianna. Per partecipare è necessario andare sulla pagina di Produzioni Dal Basso, una delle piattaforme più importanti di crouwfunding in Italia, all’indirizzo sostieni.link/23200. Per maggiori informazioni produzionidalbasso.com.

L’Arpa “risponde” ad Arianna
In riferimento all’articolo “Un vaso antismog chiamato Arianna” a firma Manuela Sicuro, pubblicato lunedì 25 novembre 2019 sulla vostra testata, Arpa Lombardia ritiene necessaria una rettifica in particolare rispetto a quanto dichiarato dall’ing. Paolo Barbato. Le centraline della rete di monitoraggio della qualità dell’aria presenti nella città di Milano sono cinque e non due. L’ubicazione e i dati rilevati dalle stesse sono consultabili sul sito di Arpa Lombardia. Ben più importante, inoltre, è sottolineare che le stazioni di rilevamento sono dotate di strumentazione tecnologica in linea con quanto disposto dalle normative italiane ed europee in materia e, in base alle stesse, sempre aggiornate sia in termini di qualità della misura sia delle specie di inquinanti monitorati. Mettere in discussione la qualità del dato di Arpa con argomentazioni infondate arreca danno all’interesse dei cittadini ad avere una corretta informazione e getta immotivato e ingiusto discredito sull’operato e l’immagine dell’Agenzia.

 


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