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18. 05. 2021 21:51

L’Arte della resilienza: anche il teatro diventa “delivery” per sopravvivere ai decreti

Dediche, arie operistiche live, serenate, pièce comiche o impegnate: il teatro e la musica scendono in strada e nei cortili con performance open air

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Il Teatro Delivery

Un vero menu online per scegliere fra Rodari o Dante che approdano negli androni dei palazzi con Marica e Roberta

Se per Giorgio Strehler «il Teatro è la parabola del mondo», per Eduardo De Filippo «non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita». E, dunque, quale miglior “vaccino” se non l’arte della recitazione, per rendere minimamente sopportabile una pandemia globale che, da quasi un anno, alza e abbassa a suon di decreti i sipari milanesi?

A riportare il teatro al centro della scena ci hanno pensato Marica Mastromarino e Roberta Paolini, grazie al progetto Teatro Delivery. Le due attrici hanno aderito alla proposta lanciata da Ippolito Chiarello di Barbonaggio Teatrale Delivery che ha creato le USCA, Unità Speciali di Continuità Artistica e che già dal 2009 propone i suoi spettacoli anche per strada o luoghi non teatrali, come cortili condominiali, androni, vie e giardini e vendendoli a pezzi. «Il teatro è necessario, se non indispensabile, come la scuola e la sanità, come il pane. Noi vogliamo sopravvivere e farlo sopravvivere e lo faremo a modo nostro», spiegano Marica e Roberta che, nell’ultimo mese, hanno portato in bicicletta – munite di mega zaino giallo in stile Glovo – i loro spettacoli in molti quartieri della città: da Dergano a Porta Romana, da Corvetto a Baggio.

La modalità e molto semplice: basta scegliere da un menu, proprio come un piatto di sushi o una pizza, la “portata” preferita. Le opzioni vanno da pezzi di Rodari a due pacchetti speciali: Inferno e Famose ‘na risata. Tutto dipende dai propri gusti e dalla “fame teatrale”: testi comici o più impegnati da concordare con Marica e Roberta per stabilire giorno e ora dell’esibizione che avverrà all’aria aperta e in totale sicurezza.

Le Serenate cittadine

Accompagnato dalla fisarmonica e da una voce che arriva al nono piano, Riccardo Dell’Orfano consegna canzoni d’amore

Se vi capita di vedere qualcuno che sfreccia in bici o in moto con una fisarmonica sulle spalle, sappiate che ha un compito molto importante. Deve recapitare ad un/una fortunato/a una serenata. Il “menestrello-postino” è Riccardo Dell’Orfano, polistrumentista e attore del teatro-canzone che, già durante il lockdown precedente ha fatto «Un esperimento estemporaneo dettato, più che dall’isolamento della pandemia, dall’esigenza fisiologica di portare la mia arte alla gente».

«Del resto – aggiunge Riccardo – la strada è fonte di sorprese inaspettate e, quindi, di ispirazione: il 25 aprile ho suonato il mio repertorio di musica popolare nel cortile di alcuni amici e l’esibizione è talmente piaciuta che sono stato richiamato il primo maggio e poi molte altre volte». La fine della quarantena e la riapertura delle attività hanno permesso a Riccardo di ricominciare a suonare nei locali: purtroppo, la tregua non è durata molto. «A ottobre hanno nuovamente abbassato le saracinesche di bar e osterie e ho provato a riproporre le canzoni nei cortili ma non ho avuto una buona accoglienza».

Ma, come spesso succede, le cose migliori accadono per caso. «Fortunatamente – prosegue Riccardo – un’amica mi ha chiesto di consegnare a domicilio dei cartoni di olio sardo: in cambio, potevo tenere per me alcune bottiglie. Ad ogni consegna ho iniziato a cantare una canzone e da lì sono nate le richieste delle Serenate cittadine. Ne ho fatte circa una quarantina in giro per Milano, soprattutto, nel periodo natalizio». Dergano e Bovisa sono i quartieri dove bazzica più spesso ma, si sa, le dediche non conoscono confini.

L’OPERA POPz

Nessun dramma per i teatri chiusi: Traviata e Rigoletto scendono dal palco e diventano prêt à porter

OPERA POPz è nata nel 2018 da un gruppo di ragazzi della Civica accademia d’arte drammatica di Udine ed è un progetto di divulgazione dell’opera lirica che vuole portare una delle eccellenze del patrimonio artistico italiano alla portata di tutti, grazie a un linguaggio a volte giocoso e irriverente, a volte, più elevato.

«La situazione Covid – spiega Stefano – ha scombussolato i nostri piani, così abbiamo deciso di rendere OPERA POPz prêt à porter, portando pillole di teatro direttamente a casa delle persone. I menu sono due: uno valido a Milano e uno in Val di Susa». Non servono scenografie né oggetti, basta un minimo spazio per poter stare in piedi e, soprattutto, per permettere al pubblico di assistere a distanza di sicurezza.

«Nei menu – prosegue Stefano – il pubblico può scegliere uno o più brani, dalla stessa opera o mixandole: ogni pezzo dura circa 15 minuti. Altrimenti è possibile scegliere un mix dello spettacolo, ridotto a 30 minuti, o avere l’intero spettacolo che dura un’ora circa».

Il Menu della poesia

Il Primo poetry delivery diventato telefonico: continua il progetto che accorcia le distanze attraverso la viva voce degli artisti

Un progetto attivo da circa 10 anni e che ha girato tutta Italia. Il Menu della Poesia nasce da un collettivo di attori e attrici professionisti per promuovere e diffondere poesia, teatro e letteratura in luoghi non convenzionali. Veri e propri menu con poesie come fossero vivande, cibo per l’anima servito da maitres d’eccezione: attori professionisti che, su richiesta, recitano direttamente al tavolo.

Nel 2020 è nato Il Menu della Poesia al telefono, una declinazione del format per valorizzare la poesia tramite la voce viva degli attori, e ricreare un’esperienza intima, anche se a distanza. La prima fase del progetto, Contagi diVersi nata durante il primo lockdown di marzo, ha raccolto fondi destinati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

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Scuola, si riaccende la protesta: occupato il cortile del liceo Parini

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