Artigiano in Fiera 2018: quando la materia prima si rigenera

materia prima
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Trasformare la materia prima nel pieno rispetto dei processi naturali e dei tempi. È una delle peculiarità delle imprese artigiane che parteciperanno ad Artigiano in Fiera, in programma dal 1° al 9 dicembre a Fieramilano Rho-Pero. La loro caratteristica principale, infatti, è quella di generare sviluppo senza forzature di qualsiasi tipo, con un’attenzione particolare al rispetto dell’ambiente e alla valorizzazione dei territori. Tra le realtà che hanno sposato questa filosofia, spicca 100% Segale: si tratta di produttori lombardi impegnati nel recupero di un’antica tradizione locale, il pane della Valtellina.

DALLA SLOVENIA • C’è chi punta al ripristino di saperi e sapori del luogo e chi, invece, indirizza la propria produzione verso una strada ecologica. Eko saja – Wood way, costituita da artigiani sloveni che trattano il legno, ha puntato tutto sul riciclo per dare vita a una vasta gamma di prodotti ecocompatibili. L’azienda realizza infatti accessori moda in legno con materie prime non inquinanti, come risposta alla tendenza legata al mondo del consumismo di generare surplus di materiali plastici inquinanti e non riciclabili. Punti di forza sono l’utilizzo di materiali naturali, tecnica tradizionale implementata dal supporto tecnologico e dal design attuale.

DALL’EMILIA ALLA SARDEGNA • Tra coloro che, ad Artigiano in Fiera, porteranno la loro attenzione all’ambiente e al legame con il territorio c’è anche Nennapep, azienda dell’Emilia Romagna leader nella produzione di peperoncino senza conservanti. Il classico cornetto italiano viene, qui, coltivato nel rispetto dei ritmi stagionali della natura, coniugando l’antica tradizione rurale italiana a una moderna ricerca di sapori. Recupero delle tradizioni è anche la parola d’ordine di altri due produttori presenti alla manifestazione: in prima linea il mirto sardo eco-sostenibile di Orgosolo liquori, che mira a fare impresa dedicando forte attenzione all’aspetto ecologico e valorizzando le risorse locali, e l’impresa abruzzese Cignale, specializzata nel recupero del pomodoro a pera, una varietà coltivata fino agli anni ’70 e ormai estremamente rara.

«Dalle Marche con prodotti biologici»
La profumeria naturale di Acqua del Conero

Valorizzare il territorio recuperando un’antica fragranza. È alla base dell’impegno di Acqua del Conero, azienda marchigiana, che parteciperà ad Artigiano in Fiera, nata dall’esperienza di due giovani imprenditori che operano nel settore della profumeria naturale e del benessere. Nei luoghi che hanno ispirato Giacomo Leopardi, vengono realizzati i prodotti di Acqua del Conero: detergenti, saponi, creme viso e corpo, olio essenziali. Come racconta la famiglia Pettirossi, titolare dell’azienda, si tratta di una realtà alla costante ricerca di novità. Gli ingredienti sono tutti di origine naturale e i prodotti non contengono elementi tossici né di origine animale. Dalle acque che lambiscono il Monte Conero, hanno dato vita a una nuova fragranza chiamata “Acqua del Conero”, una lavanda unica nel suo genere.

In che modo guardate con attenzione all’ambiente?
«I nostri prodotti sono tutti certificati biologici, contengono ingredienti naturali e sono ottenuti da coltivazioni locali che rispettano i canoni di agricoltura biologica. Per la produzione, ci affidiamo proprio a realtà top nel settore della cosmesi naturale».

Come si concilia la vostra filosofia con quella di Artigiano in Fiera?
«Nella nostra filosofia, così come in quella di Artigiano in Fiera, c’è il concetto di artigianalità e di ricerca della qualità. Con l’obiettivo di promuovere il territorio».

Quale regalo di Natale consiglierete al vostro stand?
«Consigliamo tutta una serie di prodotti per la cosmesi naturale. Bagnoschiuma, creme viso e corpo, con principi attivi estremamente efficaci. Prodotti di punta ad esempio sono le creme anti-age e i profumi per l’ambiente».

«La bionda che ci fa risparmiare energia»
Dalla Toscana il laboratorio di Vapori di Birra

È il primo birrificio artigianale, in Italia, che impiega il vapore geotermico come fonte primaria di energia per il processo brassicolo. Si svolge nel pieno rispetto dell’ambiente il lavoro di Vapori di Birra, produttore toscano che con il suo marchio sarà presente ad Artigiano in Fiera. L’azienda dispone di un laboratorio con pub nella zona geotermica di Sasso Pisano e sfrutta l’energia geotermica per la produzione. A raccontarlo a Mi-Tomorrow è il titolare, Edo Volpi.

Il vostro impegno come si traduce in rispetto dell’ambiente?
«Sfruttiamo l’energia geotermica per tutto il ciclo produttivo della birra. Il vapore esausto prodotto lo rendiamo a Enel, che lo immette nel suo circuito iniettandolo nel terreno per rialimentare il bacino geotermico. Tutto ciò ha il vantaggio di non inquinare l’ambiente. Un processo ecosostenibile che si traduce, anche per noi, in un risparmio del 30%. Le nostre birre, inoltre, hanno sempre un forte legame con il territorio».

In che modo si concilia la vostra filosofia con quella di Artigiano in Fiera?
«Perfettamente. È una manifestazione che abbiamo già avuto modo di conoscere e abbiamo riscontrato larga attenzione alla qualità, alla sostenibilità. Temi che meritano l’attenzione nazionale e internazionale».

Il regalo di Natale perfetto da trovare al vostro stand?
«Proponiamo due tipi di confezioni regalo. Una più classica, con 2 o 3 birre sia 33 che 50 cl. In alternativa, al pacco si può aggiungere anche un cofanetto speciale. Ad andare per la maggiore è la nostra birra bionda Geyser».

Quando: 1-9 dicembre
Orari: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00
Dove: Fieramilano Rho-Pero
Contatti: artigianoinfiera.it

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