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20. 04. 2021 12:27

Artigiano in Fiera 2018: l’etica sul lavoro e i casi Ferronerie D’art D’Alasora e VergissMeinNicht

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Artigiani che promuovono occasioni di sviluppo per le loro comunità di appartenenza: saranno anche loro tra i protagonisti di Artigiano in Fiera, in programma dal 1° al 9 dicembre a Fieramilano (Rho-Pero). Si tratta di imprese impegnate a perseguire etica e responsabilità sociale del lavoro, che svolgono un’attività centrale per sostenere la crescita delle persone più povere.

DALL’INDONESIA • Come Arte Javane, realtà indonesiana, che propone oggettistica in bambù e, in particolare, amplificatori naturali per iPhone e smartphone realizzati da una comunità di lavoratori disabili o con sindrome di Down. Solidarietà, in questo caso, ma anche sostenibilità ambientale grazie all’uso di materiali autoctoni come il bambù.

DALL’AFRICA • Produttori senegalesi impegnati nel sociale sono gli artigiani di Afri’art. Si tratta di una associazione che propone attività culturali e sociali, organizzando laboratori di formazione gratuita di pittura e ceramica per bambini diversamente abili e sordomuti. Il 60% delle vendite dei prodotti viene poi destinato a un’altra realtà che protegge e sostiene i talibè, ragazzini che vivono in mezzo alla strada in condizioni assolutamente precarie.

DALLA BIELORUSSIA • L’artigianato è al servizio dei più deboli anche grazie all’impegno del Monastero di Santa Elisabetta. L’obiettivo di questa realtà bielorussa è la riabilitazione delle persone che vogliono uscire dalla dipendenza dell’alcol o della droga. In più, viene offerta ospitalità ai senza fissa dimora o agli ex-detenuti. Per il sostenimento del monastero sono stati fondati diversi laboratori: pittura di icone, abbigliamento e ricamo, candele, falegnameria, mosaico.

DALLA COLOMBIA • Ad Artigiano in Fiera si potrà incontrare poi Galeria Eldorado La Panela, che con lo zucchero integrale di canna che sostiene 350mila famiglie. L’azienda colombiana lavora insieme alla cooperativa di agricoltori Panela, che garantisce salari equi, coltivazione sostenibile della canna da zucchero e alta qualità.

Il caso
Ferronerie D’art D’Alasora

Un’attività centrale, per sostenere la crescita delle persone più povere. Ferronerie D’art D’Alasora è una piccola, grande realtà del Madagascar. Si trova a qualche decina di chilometri da Antananarivo, in una delle aree rurali più connotate dalla povertà estrema. Ad Ankazobe Alasora, grazie all’opera delle Ferronnerie d’Art d’Alasora, circa 120 famiglie (in tutto 400 persone, tra uomini e donne) vivono attorno a un grande laboratorio artigianale. Il progetto è creato da due coniugi, Dieudonné Razafinjatovo e Violette Ralalaseheno, promotori di una vera e propria impresa sociale. Qui impiegano centinaia di persone, in particolare indigenti e disabili, nella realizzazione di oggetti decorativi in ferro battuto e materiali riciclati. I figli degli operai hanno la possibilità di frequentare gratuitamente una scuola finanziata dalla coppia, senza aiuti da parte dello Stato. Un istituto provvisto di spazi per lo sport, le belle arti, il teatro e il cucito. MA

«Parola d’ordine: inclusione»
Il racconto del progetto VergissMeinNicht

Letteralmente significa “nontiscordardime”, perché l’obiettivo è includere, senza dimenticarsi di nessuno. VergissMeinNicht è un progetto di inclusione nato in Trentino per aiutare i giovani “che vivono sul confine” a trovare una collocazione adeguata nella realtà quotidiana e lavorativa della società. Si parla di persone “che vivono sul confine”, che pur non essendo disabili, non possono essere considerate alla pari di individui normodotati. VergissMeinNicht fornisce per queste un’occasione di lavoro, in condizioni analoghe alle nostre, in un laboratorio di cucito. Qui in collaborazione con imprese e artisti locali nascono prodotti di sartoria straordinari, improntati alla sostenibilità, al design e alla qualità. A raccontarlo è Sigrid Regensberger, titolare dell’impresa.

In che modo sviluppate il tema di etica del lavoro?
«La nostra cooperativa sociale svolge un progetto di inclusione nel lavoro per persone che, come diciamo noi, “vivono sul confine”. Persone che si trovano nel mezzo, tra normodotati e disabili e che, proprio per questo, spesso devono confrontarsi con un percorso ancora più tortuoso. Durante l’iter scolastico, l’inclusione avviene per tutti nello stesso modo, ma terminati gli studi è tutto più complicato. L’inserimento nel mondo del lavoro è veramente complesso. Spesso si trovano a dover provare una serie di servizi e di impieghi, ma senza successo. Per questo abbiamo scelto di intraprendere un cammino molto orientato, insieme a loro».

In che modo?
«Prevediamo l’affiancamento con un pedagogista, in modo che possa seguire completamente i nostri dipendenti. L’obiettivo è garantire loro, realmente, un posto di lavoro. Pensare a come aiutarli. Per questo ci chiamiamo “non ti scordar di me”: non lasciamo indietro nessuno».

Parlando dei prodotti, qual è il vostro punto di forza?
«Il nostro prodotto di punta è un particolare poncho, composto semplicemente da un “cerchio con la manica”. È un modello molto semplice, adatto alle esigenze di tutti. Questo proprio perché noi mettiamo sempre al centro la persona. Utilizziamo tessuti regionali di alta qualità e siamo attenti al luogo di produzione dei materiali. Il nostro lanificio è a Brunico. E sulla lana cotta, realizziamo direttamente il taglio a vivo».

Qual è il regalo di Natale perfetto da trovare al vostro stand?
«Oltre al poncho, possiamo consigliare vestiti, pullover, sciarpe, borse, collane. Prodotti in lana cotta, fibra di bambù o seta. Tutti con tagli semplicissimi e ad alta vestibilità. Noi diciamo sempre che i nostri capi sono tanto particolari quanto i nostri dipendenti». MA

Quando: 1-9 dicembre

Orari: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00

Dove: Fieramilano Rho-Pero

Contatti: artigianoinfiera.it

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