Casa degli Artisti rinasce dopo l’oblio: sabato di festa per l’inaugurazione

Dopo l’oblio, rinasce ufficiale la Casa degli Artisti: residenza e cantiere creativo in dialogo con tutta Milano

casa degli artisti
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Il passato, sosteneva il filosofo Félicité Robert de Lamennais, è come una lampada posta all’ingresso del futuro: ebbene, la luce torna ad accendersi in via Tommaso da Cazzaniga, all’angolo con corso Garibaldi, nuovamente Casa degli Artisti.

 

Un po’ di storia

Storia antica e affascinante, la sua: testimonianza di mecenatismo culturale unica a Milano e tra le poche in Europa. È il 1909 quando i fratelli Bogani, amanti dell’arte, inaugurano questo spazio a uso di scultori e pittori gravitanti in zona Brera.

Dopo la morte dei Bogani negli anni Trenta, l’edificio, nel frattempo divenuto di proprietà comunale, vive alterne fortune fino a fine anni Settanta, quando un gruppo (anzi, una banda, come amavano definirsi) di artisti, capitanati da Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e dalla critica e storica dell’arte Jole De Sanna, sistema la struttura e avvia un interessante esperimento culturale, creando un luogo d’incontro, ricerca e formazione di artisti e intellettuali, dove abbattere il gap generazionale.

Sul finire degli anni Ottanta, al pianoterra, si stabilisce il Centro Sociale Occupato Garibaldi: convivenza non sempre facile con gli artisti, ma tra alti e bassi si tira avanti. Poi, nel 2007, la Giunta Moratti ordina lo sgombero dei locali per le precarie condizioni strutturali.

Silenzio, incuria e degrado fino al 2015, quando inizia la riqualificazione, grazie al Municipio 1, finché lo scorso settembre viene firmato il contratto di concessione dall’associazione temporanea di scopo aggiudicataria, costituita da cinque associazioni (Zona K, That’s Contemporary, Atelier Spazio Xpo’, Nuove Imprese Culturali e Centro Itard Lombardia).

Il progetto. Si riparte, insomma: 1.250 metri quadri di superficie complessiva, con area espositiva, spazi dedicati alla ristorazione, book & design shop, e al primo e secondo piano, suddivisi in 11 atelier modulabili, gli artisti in residenza ospitati.

Domani l’inaugurazione con una giornata di festa aperta a tutta la città, sintesi perfetta di quel che la Casa degli Artisti vuole essere: centro di residenza, produzione e fruizione d’arte, ma anche realtà capace di lavorare, attraverso un approccio ibrido e interdisciplinare, sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano, facendo dialogare attori provenienti non solo dal mondo dell’arte, ma da tutte le discipline creative e di pensiero, sino all’impresa, per confrontarsi, magari anche discutere, ma, alla fine, crescere e migliorare, insieme.

Casa degli Artisti: «Ripartiamo da lavoro e apertura»
Picariello (ZonaK): «Un luogo in dialogo con la città»

«Il programma 2020 è strutturato attorno alla parola chiave “Work”, che indica la centralità del lavoro nel progetto di rilancio della Casa degli Artisti. Ci sembrava il modo più corretto e coerente per far ripartire un progetot dopo un’interruzione così lunga e tormentata».  Così a Mi-Tomorrow Valentina Picariello di ZonaK, ente capofila dell’Ats aggiudicataria.

Lavoro in che senso?
«Il lavoro concreto che c’è da fare all’interno della Casa: l’arte come lavoro e il lavoro dell’arte; il reimmaginare come questa residenza per artisti possa tornare a funzionare: su questa parola e attorno alle diverse accezioni del suo significato abbiamo stimolato i primi artisti invitati».

Che ruolo può e vuole ritagliarsi la Casa degli Artisti nella Milano attuale?
«In una città che, specie dopo Expo, è lanciatissima nei mille settori in cui è all’avanguardia, con una dimensione sempre più internazionale, tutto viaggia a un livello molto alto: non che Casa degli Artisti debba essere considerata diversamente, ma vogliamo ripartire dal lavoro che va fatto passo dopo passo per riportare una centralità del mondo dell’arte e, soprattutto, del mondo degli artisti nel centro della città, ridando un luogo e dignità al loro lavoro».

Quale può essere il contributo dell’arte e della cultura in questa fase storica?
«Siamo convinti che l’arte debba essere un bene comune e debba portare del bene comune: questo è uno dei motivi per cui abbiamo impostato una programmazione che non si chiude dentro la Casa, ma dialoga molto con la città. La nostra intenzione è sviluppare progetti e lavori che abbiano un riscontro anche al di fuori di queste mura: non chiudere, cioè, il lavoro dell’artista qui dentro, ma far sì che possa avere ripercussioni positive sulla città e sulla società».

Casa degli Artisti

Dove
Corso Garibaldi 89/A – via Tommaso da Cazzaniga

Per arrivare
M2 fermata Moscova

Quando
Sabato 1° febbraio opening dalle 15.00 alle 23.00
Apertura da lunedì 3 febbraio, dalle 12.00 alle 22.00

casadegliartisti.org

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