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22. 10. 2020 05:02

Tra facciate, muri e pareti esterne, ecco qualche aneddoto sui colori di Milano

Una città giallorossa? Quasi un ossimoro

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Milano è giallo rossa? Ma come, non sono i colori dell’acerrima “nemica” Roma? E come sarebbe poi, visto che proprio i romani, tra gli altri, dicono che Milano è grigia come la nebbia? Ma quindi, perché Milano giallo rossa? La risposta è semplice, molto più di quello che si possa immaginare.

Tra facciate, muri e pareti esterne, ecco qualche aneddoto sui colori di Milano

Partiamo da un fatto: se dovessero chiedere quali siano i colori di Milano, avreste l’imbarazzo della scelta, ma la versione facile è quella rappresentata dai colori delle linee metropolitane, riproposti anche in Cadorna sul famoso “Ago e Filo”. Rosso metro 1, verde metro 2, giallo metro 3 (le altre linee non c’erano ancora). Svelato l’arcano? No, non proprio, visto che qui compare anche il verde.

E poi la metropolitana non c’entra. Rosso, uno dei colori di Milano è per il colore classico dei mattoni e delle tegole che vedete girando la città o sbirciando per esempio su Google Maps. Il rosso mattone è uno dei colori classici della nostra città.

Ed il giallo? Per questo colore bisogna spendere qualche parola in più. Dovete sapere che qualche tempo fa, facciamo qualche secolo, le case erano bianche. Belle appena fatte, ma a causa del riscaldamento, no non quello globale, ma quello delle stufe, le pareti si annerivano abbastanza facilmente e vedere queste case mezze grigie (da qui il nefasto giudizio?) non era per nulla bello. La decisione fu presto presa: usare il giallo per le pareti esterne delle case, meno sporchevole e soprattutto fatto una volta non ci si doveva tornare sopra.

Ecco allora apparire per le strade tante case con la facciata gialla, la stessa che potete vedere ancora oggi girando non solo per il centro. E non pensate che fosse la soluzione adottata solo da chi non si poteva permettere più mani di bianco, anzi! Qualcuno di voi con buona memoria ricorderà che sia Palazzo Reale che il Teatro alla Scala erano proprio di colore giallo ancora negli anni ’80, quelli della Milano da bere.

Giambellino
Giambellino

Giambellino: una via, un quartiere, un pittore

Giambellino era un pittore ed il suo vero nome era Giovanni Bellini. Nato e morto in quel di Venezia, ha vissuto dal 1433 al 1516. Con il suo vero nome forse riconoscerete uno dei più famosi artisti del Rinascimento: lavorò infatti per oltre 60 anni portando la pittura veneziana attraverso un insieme di esperienze davvero uniche: dalla tradizione bizantine allo stile padovano del Mantegna, passando da Piero della Francesca ad Antonello da Messina fino ad arrivare al Giorgione.

Un insieme di stimoli che il Giambellino riuscì a cogliere per la sua pittura che si rinnovò di continuo, pur legata alla tradizione. Il Giambellino, ovvero Giovanni Bellini lo potete ritrovare con le sue opere nel nostro Museo Poldi Pezzoli, alla Pinacoteca di Brera e alla Pinacoteca del Castello Sforzesco di Milano. Ed ovviamente in tanti altri musei e pinacoteche sparse in giro per il mondo.

Rossignoli, pedalando con la storia

Rossignoli, pedalare a Milano fin da quando le piste ciclabili erano solo un sogno

Eh già, questa bottega storica nasce agli inizi del secolo scorso e di cambiamenti ne ha visti davvero tanti, dalla crisi del 1929 alla seconda guerra mondiale, così come il boom economico ed ovviamente la Milano da bere. Momenti diversi così come diverso è stato l’amore per queste due ruote: da necessità a qualcosa di non adeguato (avete mai visto foto di qualche yuppie in bici?) Oggi le cose sono cambiate e l’argomento bicicletta e piste ciclabili lo si trova scritto praticamente ogni giorno sui giornali e sul web.

E la bottega storica Rossignoli è pronta a soddisfare le esigenze di tutti. L’esperienza non manca proprio, così come la conoscenza dei mezzi ed ovviamente della città. Il personale qualificato, attento e premuroso, sa portare sul pedale giusto chiunque chieda lumi.

rossignoli
rossignoli

Il negozio di corso Garibaldi lo conoscono tutti e se non tutti in tanti si sono fermati almeno una volta a fare rifornimento…di aria per le ruote. Per Rossignoli le biciclette devono essere: belle, funzionali ed avere un prezzo giusto. E la cosa ancora più bela è che le bici, quelle con il telaio in acciaio, sono prodotte a Milano e provincia. Fa sorridere dirlo così, ma sono bici a chilometri zero.

Ovviamente qui trovate anche le novità: dalle city bike alle e-bike ed ovviamente anche quelle pieghevoli. Insomma, se è a due ruote e non produce fumi di scarico, qui trovate quello che fa per voi. E se non siete ancora convinti che sia arrivato il momento giusto per passare alla bicicletta, potete sempre rivolgervi a Rossignoli per noleggiarne una.

Se parla milanes

Contrada di tètt

Non dovrebbe essere necessaria la traduzione, ma la spiegazione sì. Era la vecchia via San Carpoforo che veniva chiamata in questo modo per il gran numero di prostitute che qui sostavano. E tutti la chiamavano in questo modo, anche nella “variante” italiana, la via dei tetti. Furono proprio gli abitanti di questa strada che chiesero ed ottennero che la loro via venisse intitolata al Santo.

In breve

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