13.2 C
Milano
01. 10. 2022 03:42

“Con la luce negli occhi”, un supporto all’arte nel nome di Michele Cea: «Aiutiamo i giovani ad esprimersi»

Da domani al 25 settembre. Lina Bavaro, Fondazione Michel Cea ETS: «Aiutiamo i giovani ad esprimersi»

Più letti

Con la luce negli occhi nasce a Milano per premiare i giovani e aiutarli a coltivare la propria passione, l’arte. La stessa che aveva Michele Cea, giovane artista milanese scomparso prematuramente, a cui è dedicata questa manifestazione artistico culturale gratuita, che sarà in città da domani fino al 25 settembre per la sua settima edizione. Motori di questa nove giorni che premierà i giovani artisti presso lo Spazio “Ex Fornace Gola”, sono Lina e Nicola Cea che, dalla scomparsa del figlio, hanno dedicato anima e corpo a realizzare i sogni dei giovani, creando anche la Fondazione Michele Cea ETS. «Uno dei suoi primi pensieri di Michele era aiutare le persone, voleva fare l’educatore, sapeva ascoltare molto gli altri», racconta a Mi-Tomorrow Lina Bavaro, vicepresidente della Fondazione e madre di Michele.

“Con la luce negli occhi”, Lina Bavaro: «Facciamo per gli altri ciò che non possiamo più per Michele»

Quale era l’espressione artistica di Michele?

«Era un artista concettuale, le sue opere sono degli approfondimenti personali, era molto attento ai problemi legati alla società. Abbiamo deciso di far conoscere le sue opere perchè lui in poco tempo aveva raggiunto livelli importanti, lo dicono i critici d’arte a cui abbiamo fatto visionare le opere. Ci hanno rivelato che Michele era un filosofo dell’arte, ogni sua opera aveva un substrato concettuale».

C’è una sua opera che lo rappresenta in modo particolare?

«Michele non dava un titolo alle sue opere e per questo diceva sempre che le persone devono interpretare quello che vedono e non devono essere fuorviate dal titolo. Noi siamo legati a un’opera che chiamiamo “dei fili” che è anche la sua prima opera esposta. Sono poi legata ad un regalo che mi fece il giorno della festa della mamma nel 2015. Mi ha portato una tela infiocchettata, all’inizio non capivo essendo un’arte concettuale e non figurativa e lui alla fine mi ha detto che l’idea del regalo che è molto più importante del regalo stesso, aveva ragione».

Come nasce l’idea della Fondazione Michele Cea ETS?

«Quello che non possiamo fare più per nostro figlio lo facciamo per gli altri, da qui è nata l’idea della Fondazione. La vita dell’artista è durissima, per esporre le proprie opere bisogna pagare e non tutti possono permetterselo. La Fondazione è nata nel 2017 ed è senza scopo di lucro, non c’è nessuna quota associativa, i ragazzi che partecipano al premio non pagano nulla. Non abbiamo aiuti da nessuno e l’unica cosa a cui teniamo per le donazioni è il 5×1000».

Un aiuto importante per i giovani artisti…

«Per questo istituiamo anche delle borse di studio con la Fondazione e abbiamo fatto dei corsi d’arte anche con Exodus di Don Mazzi, l’arte aiuta a crescere. Vogliamo dare la possibilità a questi ragazzi di potersi esprimere, Michele diceva sempre che l’arte è un grido e ciascuno deve fare il proprio».

Come sarà la manifestazione di quest’anno?

«Sabato prossimo presenteremo i 12 finalisti del Premio intitolato a Michele che avranno la visibilità sul Catalogo di Arte Moderna 2023, sul mensile ARTE, la possibilità mostrare le loro opere e prenderanno un premio in denaro. Ci sarà, tra le altre cose, una serata dedicata al film di Margot Sikabonyi che si è innamorata della nostra Fondazione, dove infatti abbiamo trovato molti amici che ci vogliono bene. Per noi aiutare un ragazzo è come aiutare il mondo».

Che rapporto aveva con la sua città Milano?

«Lui amava Milano ma non le cose frivole però, non andava in discoteca, si spostava solo in bici. Amava Milano perché andava ai mercatini, alle mostre, amava molto la parte culturale, ma ha visto anche la parte dei problemi legati soprattutto ai ragazzi che sono in difficoltà e ai margini della città».

Come trasformare questo dolore in aiuto per gli altri?

«Bella domanda a cui non è semplice rispondere. Quando lui ci ha lasciato c’erano due strade che si potevano prendere per me e mio marito, chiuderci nel nostro dolore e magari anche allontanarci come coppia, oppure aprirsi al prossimo e unirci ancora di più, abbiamo scelto la seconda strada».

Cosa vi ha aiutato?

«Ci vuole tanta forza di volontà, a me ha aiutato il lavoro e tornare dai miei studenti. Noi siamo portati ad aiutare il prossimo, abbiamo anche preso anni fa in affido un ragazzo egiziano che Michele considerava come un fratello. Abbiamo continuato quello che faceva nostro figlio, aiutare gli altri».

“Con la luce negli occhi”, le info

Spazio “Ex Fornace Gola”
Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano
Dal 17 al 25 settembre

Domani
Vernissage-Premiazione. Presentazione dei dodici finalisti e premiazione dei vincitori del Premio Michele Cea

Domenica 18 settembre
CURIOSARTANDO – L’arte è donna

Martedì 20 settembre
Mostra Fotografica “Sguardi di Donna, dal Sud del Mondo” di Luciana Trappolino

Sabato 24 settembre
Serata con Margot Sikabonyi protagonista del film Bocche Inutili

Domenica 25 settembre
Finissage con i saluti delle autorità del Municipio 6 e intervista all’artista Ercole Pignatelli

In breve

Milano, al Giambellino arrivano i lampioni smart contro rifiuti e soste irregolari

Una nuova ed impensabile nuova arma per contrastare i furbetti dei rifiuti: a Milano, per la precisione al Giambellino,...