1.6 C
Milano
03. 12. 2020 23:48

Il Covid non risparmia neanche il ristorante dello chef La Mantia: «Così non si può più andare avanti»

Il noto chef La Mantia costretto a chiudere il locale di piazza Risorgimento: le motivazioni

Più letti

Ecco il nuovo Dpcm. Conte: «Ulteriori restrizioni per scongiurare la terza ondata»

«Le misure sono adeguate al livello di pericolo sul territorio», ha così esordito Conte nella sua consueta conferenza stampa...

Milano, torna di nuovo la neve? I milanesi preparano guanti e cappello

Dopo la prima spolverata della giornata di ieri, potrebbe nella giornata di domani arrivare un'altra nevicata a Milano. Le previsioni. Le...

Bollettino regionale, triste record di morti nelle ultime 24 ore: Milano, +438

I positivi riscontrati nelle ultime 24 ore sono 3.751, di cui 342 “deboli”, con la percentuale tra tamponi eseguiti (36.271...

Filippo La Mantia, il noto chef siciliano, chiuderà definitivamente il suo locale “Oste e Cuoco” in piazza Risorgimento. Nonostante la riapertura avvenuta in maggio, i costi per la gestione del ristorante sono diventati insostenibili a causa della crisi economica generata dal Covid.

Una chiusura obbligata: costi insostenibili

Il locale chiuderà per sempre le sue porte alla fine di questo tormentato 2020: l’ultima servizio sarà proprio il cenone di San Silvestro. «Non ho mai fatto la serata del Capodanno – racconta La Mantia -. Mi sembra perciò un bel modo per chiudere l’esperienza in piazza Risorgimento».

Nonostante la ripartenza post lockdown ed un ottimo successo del delivery, le uscite purtroppo pesano più dell’entrate. Il canone di affitto in piazza Risorgimento è di 28.000 euro, e nonostante sia stato dimezzato per i due mesi successivi alla riapertura, ora tornerà a prezzo pieno. Un costo insostenibile per un’attività che non può più lavorare a pieno ritmo.

«Tutto sembrava procedere bene – prosegue lo chef siciliano -. Però tutte le attività collaterali del ristorante non sono più ripartite. Cene private, cene aziendali, il brunch del sabato e della domenica, le consulenze. Ho dovuto interrompere anche le collaborazioni con Brera e la Fondazione Cini a Venezia. Tutte attività che aiutano il benessere di un ristorante così impegnativo. Del resto, lo sappiamo tutti, i grandi ristoranti da soli non si mantengono: servono eventi, consulenze. A 60 anni, perciò, bisogna essere obiettivi e razionali: sono solo, non ho soci e ho 30 persone che lavorano con me. Mi sono fatto i conti in tasca. Così non si può più andare avanti. Rischio il fallimento».

Il futuro: i sapori dello chef La Mantia resteranno a Milano

Così La Mantia ha comunicato alla proprietà, l’immobiliare Dolce, di voler chiudere in anticipo il contratto d’affitto che sarebbe scaduto altrimenti nel 2026. Tuttavia non ha intenzione di lasciare Milano ed ha già in cantiere un nuovo progetto.

Non si sa ancora né dove, né quando, ma lo chef aprirà un nuovo locale in città, più piccolo ma certamente con la stessa qualità del vecchio. «Sarà uguale a questo! – assicura La Mantia – .Non cambierò nulla, del resto è così grande che ho arredamento a disposizione per rifare cinque nuovi locali.. Quello nuovo dovrà essere grande al massimo 400 metri quadrati. Il sogno della mia vita sarebbe aprire un locale dove si fa anche blues e rock, dove posso mettere le mie macchine e le mie moto e dove si mangia».

 

 

 

In breve

Le cartoline di Natale dei ragazzi dello Ied per essere diversamente “positivi”

Dare una nuova e ulteriore accezione alla parola positivo, ovvero essere contagiosi ma in modo diverso rispetto a quanto...

Milano, torna di nuovo la neve? I milanesi preparano guanti e cappello

Dopo la prima spolverata della giornata di ieri, potrebbe nella giornata di domani arrivare un'altra nevicata a Milano. Le previsioni. Le previsioni meteo evidenziano una perturbazione...

Bollettino regionale, triste record di morti nelle ultime 24 ore: Milano, +438

I positivi riscontrati nelle ultime 24 ore sono 3.751, di cui 342 “deboli”, con la percentuale tra tamponi eseguiti (36.271 oggi) e positivi che sale...

Le cartoline di Natale dei ragazzi dello Ied per essere diversamente “positivi”

Dare una nuova e ulteriore accezione alla parola positivo, ovvero essere contagiosi ma in modo diverso rispetto a quanto abbiamo sperimentato da nove mesi...

“Aquile randagie”, un documentario per ricordare il gruppo ribelle di scout milanesi

Nel gennaio 1927 Mussolini decretò lo scioglimento dei reparti scout, affidando la disciplina muscolare dei giovani italiani all'Opera Barilla. Un gruppo di scout tutto...

Potrebbe interessarti