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29. 11. 2021 09:38

Esca avvelenata in Corvetto. Il padrone del cane denuncia la situazione: “Qui l’Amsa non esiste”

Nell'attesa che qualcuno intervenga, il padrone del cane che ha ingerito l'esca avvelenata ha comprato del nastro segnalatore per recintare l'area

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Ancora un’esca avvelenata in zona Corvetto, ma si tratta almeno del quarto caso nel giro di due anni. La vittima è Bruce, un dogo argentino che dopo tre giorni in terapia intensiva per aver ingerito un’esca farcita da veleno per lumaca pare sia fuori pericolo, benché la sua situazione rimanga seria. La sua fortuna è stata quella di essere un cane molto forte, altri non ne sarebbero usciti vivi.

Il padrone di Bruce denuncia la scarsa pulizia delle aree verdi, che possono nascondere un’esca avvelenata. «Qui a Corvetto l’Amsa non esiste»

A denunciare il fatto sui social è il suo padrone, Andrea Fasani, che oltre a dare aggiornamenti in merito allo stato di salute di Bruce, sta facendo di tutto per evitare che altri cani della zona possano incorrere nello stesso problema. Una volta accertato che di avvelenamento si è trattato, è tornato in via Osimo e ai piedi di un albero ha trovato le tracce del veleno.

Dopo aver contattato la Polizia Locale per segnalare l’esca avvelenata, è stato invitato a contattare l’Ats, che a propria volta gli ha suggerito di telefonare agli uffici Ats veterinaria. Di rimbalzo in rimbalzo, Fasani ha fatto da sé: «Sono andato a comprare io il nastro segnalatore e dei cartelli con avvisi da appendere». Ha fatto anche un video per segnalare il pericolo presente nell’area verde dove aveva portato il proprio cane a passeggiare, individuando i resti della sostanza verde fluorescente tra i mucchi di foglie secche accatastati per terra.

«Se Amsa o chi di dovere si fosse occupato della pulizia dell’area, le possibilità di nascondere qualcosa sarebbero state minime – denuncia Fasani nel video – invece il centro di Milano è sempre pulitissimo e questa è la situazione delle periferie: Corvetto, zona 4, Milano sud, palazzi popolari, l’Amsa qui non esiste».

Ma il rischio è per tutti. «Rischio di scivolare sulle foglie, rischio che un bambino cada e tra le foglie possa trovare una bottiglia rotta, rischio che un cane possa andare a mangiare un’esca avvelenata nascosta nel fogliame».

 

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