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Milano
22. 04. 2021 13:57

Che gioielli intorno a San Siro!

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Zona ovest della città, dove una volta scorreva l’Olona: oggi di quel fiume non c’è più traccia, ma l’area è rimasta, per così dire, caratterizzata dalla presenza di acqua. Impossibile non conoscere infatti il Lido, frequentatissimo in estate grazie alla grande piscina. E’ stato costruito negli anni ’20 quando venne preso in considerazione il progetto di una “città dello sport” con impianti dedicati nell’ampia area intorno all’Ippodromo di San Siro. Inaugurato il 5 luglio 1931, l’impianto cinque anni dopo fu acquistato dal Comune di Milano che diede alla struttura un indirizzo più sportivo: furono aumentati i campi da tennis, costruiti i campi da bocce e la pista di pattinaggio.

Percorrendo la vicina via Caprilli, si possono ammirare sul lato destro i disegni che colorano il muro di cinta dell’Ippodromo e svoltando a sinistra, all’altezza del numero 15, si incontra via Mancini. Nascosta dalle piante, soffocata dai palazzi, ecco quel che resta della cascina “La Bruciata“: negli anni ’30 era ancora isolata in mezzo ai campi, pur avendo vicino l’ippodromo, tant’è che nelle stalle non c’erano più bovini, ma cavalli da corsa. Dal 1875 la cascina fu sede anche della famosa “Osteria de la Brusada”. Si narra che qui sostasse Napoleone durante la campagna d’Italia e trovasse cibo e ristoro dopo una giornata di battaglia

Riprendendo via Caprilli si arriva allo stadio “Giuseppe Meazza”, per tutti San Siro. Soprannominato la “Scala del calcio” o il “Tempio del calcio”, è uno degli stadi più conosciuti a livello internazionale, oltre ad essere il più capiente d’Italia, potendo ospitare 80.018 spettatori. Sul lato opposto della strada ecco quel che resta delle scuderie De Montel: un gioielli liberty vanto per anni di questa zona. Si parla nuovamente di un suo recupero: i milanesi ne sarebbero davvero felici.

CI VEDIAMO IN…
Ca’ Longa

Chinatown o per i romantici il borgo degli ortolani. Per tutti zona Paolo Sarpi. E’ qui che si trova, per la precisione in via Piero della Francesca, la Ca’ Longa ovverosia la Casa Lunga. Entrare nel cortile di questa casa vuol dire fare un balzo indietro del tempo di quasi un secolo: il borgo dei Scigolatt qui è ancora vivo e vegeto. Quello che possiamo ammirare è una parte consistente della cascina che una volta ospitava anche le stalle per i cavalli che, muniti di carrozza, giravano la città consegnando la posta. In seguito si trasformò in una classica e milanesissima casa di ringhiera: risparmiata fortunatamente dalle bombe della seconda guerra mondiale, mantiene ancora oggi il fascino della Milano di ieri.

 

RETROBOTTEGA

Tornare bambini da Fortura Giocattoli

Potrebbe avere più di cento anni il primo “bambino” che mise piede in questo negozio di giocattoli! L’attività di Fortura Giocattoli, in via Pietrasanta 14, inizia più di un secolo fa e da allora sono migliaia i bambini, milanesi e non, che hanno costretto genitori e nonni a fare un salto qui. E’ bello pensare che in tutti questi anni, quelli che entrarono bimbi, hanno poi accompagnato nello stesso negozio i figli e poi i nipoti, sempre con la stessa gioia di vedere così tanti articoli per tutti i gusti e tutte le passioni. E cosa dire poi dei meravigliosi giochi in legno, proprio come quelli di una volta? Qui ce ne sono ancora, belli come ieri per i bambini di oggi e di domani. Ed anche se non si hanno figli o nipoti, varcare la soglia di questa bottega vuol dire provare l’ebrezza di tornare piccoli.

 

SE PARLA MILANES

Mòrt el foeugh e frègg i verz”

Letteralmente si traduce in: spento il fuoco e fredde le verze. E’ una tipica espressione usata per definire un luogo poco accogliente: quando il fuoco (della cucina) è spento vuol dire che manca qualche cosa. La stessa espressione è anche usata quando all’ora di pranzo non ci sono “movimenti” in cucina: la possibilità di saltare il pasto è molto alta.


www.mitomorrow.it

In breve

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