Marina Biraghi titolare de “La Scrittura” in via Turati: «Qui dov’è passata anche Mina»

235
Nel 1984 vedeva la luce il primo Mac di casa Apple; Carlo Rubbia vinceva il Nobel per la Fisica e Al Bano e Romina il Festival di Sanremo, da cui passavano pure i Queen in sacrilego playback. A Napoli veniva presentato Maradona, moriva il leader del Pci Enrico Berlinguer e in una domenica prenatalizia la strage del Rapido 904 ricacciava l’Italia in un’oscurità da cui sperava di essere uscita dopo gli anni di piombo.
Molto altro avvenne ovviamente nel 1984: a Milano, per esempio, al civico 3 di via Turati (sì, proprio nello stabile che per cinquant’anni ha ospitato la sede del Milan) iniziava la seconda vita de “La Scrittura”, bottega specializzata – nomen omen – nella vendita di strumenti per la scrittura, ma anche complementi d’arredo di design per l’ufficio e la casa. «In verità – spiega a Mi-Tomorrow la titolare Marina Biraghi – il negozio esisteva già dal 1947: da una parte si vendevano giocattoli, dall’altra era una tipografia. Nel 1979 fu acquistato da Parafernalia, marchio italiano che realizza penne molto particolari e creative, parecchio amate all’epoca dai giapponesi che venivano e ne compravano venti o trenta alla volta».
La vostra storia, invece, com’è iniziata? «Arrivavamo da un piccolo negozio a Cinisello Balsamo dove dagli anni Settanta la mia famiglia vendeva giocattoli e articoli di cartoleria: nel 1984, quando io avevo vent’anni, abbiamo rilevato l’attività, che si chiamava già così e aveva creato questa bella realtà legata al mondo delle scrittura, con tutte le principali marche di penne (e allora erano tantissime) e prodotti affini, dai quaderni ai portablocchi in pelle fino all’arredamento elegante da ufficio, essendo questa una zona di avvocati e notai».
Poi? «Pian piano il negozio si è evoluto e trasformato, grazie soprattutto alla passione e alle intuizioni di mia madre, che capì in anticipo come ci fosse bisogno di qualcosa per supportare e valorizzare gli articoli da scrittura: da qui l’apertura alle idee regalo, tenendo sempre fede, però, allo stile e alla identità dell’attività».
Come si resiste in un contesto nel frattempo così mutato, dove la scrittura a mano è ormai affare per pochi e i centri commerciali paiono aver fagocitato tutto il resto? «Credo che, se il nostro negozio fosse in un centro commerciale, dopo pochi mesi chiuderebbe: la nostra dimensione è il centro città. Abbiamo prodotti così particolari e scelti che non sono adatti alla visione distratta e veloce di un pubblico generalista. Non è questione di voler essere esclusivi, sono semplicemente due dimensioni diverse».
Cioè? «Da noi devi entrare e goderti un quarto d’ora, mezz’ora, un’ora di relax e divertirti, senza uscire stressato: la bellezza sta anche in questo».
È difficile oggi fare il commerciante, specie in questo settore? «No, non lo definirei difficile: è certamente impegnativo, nel senso che bisogna sempre essere presenti e c’è poco tempo per se stessi. La passione non deve mai mancare. C’è, poi, a monte un grande lavoro di ricerca e di cura del dettaglio: non puoi sbagliare un prodotto perché il rischio è di non venderlo e oggi, al di là dell’aspetto economico, una realtà piccola come la nostra non si può permettere di avere un magazzino come era quello di vent’anni fa».
Quali i fattori vincenti? «La qualità dei prodotti in primis. È fondamentale, poi, avere una propria identità e riconoscibilità, che, se unite a un clima di familiarità e serenità, rendono la visita piacevole e fidelizzano naturalmente il cliente. Certo, bisogna anche ricorrere alla pubblicità, sui mezzi tradizionali e su quelli nuovi, per cercare di catturare l’interesse di una clientela che cambia».
A proposito di clienti, chi frequenta maggiormente il vostro negozio?
«Abbiamo una clientela piuttosto variegata, composta più da uomini che da donne, anche se di poco, attenti come sono alla ricerca di una bella penna o di un oggetto da scrivania. Ci piacerebbe che anche i giovani potessero tornare a frequentare il negozio e a regalarsi elementi di valore: in parte sta già avvenendo, ma, non avendo spesso i ragazzi stabilità lavorativa e grandi entrate, sono portati, pur amando il genere, a rivolgersi a prodotti meno cari e di bassa qualità. Noi abbiamo soluzioni per tutte le tasche, ma è un peccato, perché una penna attiene al cuore e descrive l’identità e il carattere di una persona».
C’è anche la possibilità di acquistare online? «Sì, abbiamo una vetrina online, anche se consigliamo, se possibile, di fare un salto in negozio, perché una stilografica è da provare: bisogna trovare quella che più si adatta alle proprie esigenze e direi anche alla propria personalità. Abbiamo anche il sito authenticmodelsmilano.it con un’ampia selezione di prodotti d’arredamento e raffinate idee regalo, frutto del connubio ormai più che ventennale con l’azienda olandese Authentic Models».
Qualche chicca? «L’ampia selezione di penne italiane: dalla Montegrappa alla Visconti, dalla Vittorio Martini alla Marlen, azienda campana che a Milano trattiamo solo noi. Puntiamo molto sul Made in Italy, ma abbiamo anche marchi stranieri di eccellenza come Mignon, Pilot e Filofax».
Saranno tanti gli aneddoti in trentacinque anni di attività: ne ricorda qualcuno in particolare? «Avendo avuto il Milan come vicino di casa per tanti anni, da qui passavano un po’ tutti: da Berlusconi a Galliani fino a calciatori e procuratori. Ricordo i festeggiamenti dei tifosi dopo le tante vittorie. Essendo, poi, in una zona centrale e a poca distanza dal Teatro Manzoni, negli anni siamo stati scelti da tanti artisti: da Lucio Dalla a Paolo Bonolis, da Fiorello a Mina, che passò di qui nel 1991 e uscì con quattro grandi agende in pelle».
La Scrittura Ste.Mar.
Via Turati, 3 Orari: dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00 Tel. 02.29.00.37.63, e-mail info@lascritturamilano.com
Per arrivare: M3 fermata Turati, tram linea 1 fermata piazza Cavour lascritturamilano.com