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12. 05. 2021 23:51

Al mezzanino una “spa” per la mente: il progetto di assistenza psicologica Relief

Relief é il punto di assistenza psicologica nel sottopasso della fermata Isola della M5

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In mezz’ora fai la piega dal parrucchiere, ti fai un bagno o guardi una puntata di una serie su Netflix. Nel sottopasso della fermata Isola della linea M5 in mezz’ora, senza appuntamento, puoi fare una seduta al pronto soccorso psicologico. Si chiama “Relief”, letteralmente “sollievo”, da ottenere in questa clinical lounge che punta alle tecniche della psicologia d’emergenza per far fronte alle urgenze emotive e al benessere quotidiano.

Una giornata storta, è successo qualcosa, l’emergenza covid ti sta turbando oltre misura oppure ti senti semplicemente triste, arrabbiato o in ansia, da Relief puntano a trasformare lo stato emotivo in mezz’ora. Ma si può accedere anche ad un colloquio online, senza spostarsi da casa.

Inaugurato il 21 dicembre scorso e aperto 365 giorni l’anno dalle 8.00 alle 20.00, è un progetto ideato dal milanese Alessandro Calderoni, 46enne psicologo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, che insieme ad altri tre soci (una psicologa, un giornalista e un industriale) ha messo in piedi questa startup nel 2019, dopo aver raccolto i fondi con un crowdfunding sotto l’egida dell’Università di Milano Bicocca, con l’intento di ideare e lanciare un pronto soccorso psicologico (già in epoca pre-Covid) dai tratti tecnologici, urbani e facilmente accessibili.

Ad accogliere i pazienti dieci psicologhe dai 27 ai 35 anni, che hanno ricevuto una formazione specifica su questo tipo di intervento.

Che tipo di utenza si rivolge a Relief?

«Tre tipi di pubblico: persone cui effettivamente è successo qualcosa di sgradevole e traumatico nell’immediato passato; quelli che hanno avuto un intoppo nella giornata (mi ha lasciato il partner, ho fatto un incidente, un brutto voto a scuola, ho una giornata storta, sono triste); queste due tipologie sono composte da persone che si avvantaggerebbero di un percorso psicologico, ma non hanno tempo o risorse economiche per intraprenderlo: noi gli offriamo un sollievo immediato. La terza tipologia rappresenta coloro i quali vorrebbero dedicarsi al relax come alla spa, una spa per la mente».

Come è nata l’idea?

«Dall’evidenza che per moltissimi pazienti che incontro in studio nella normale psicoterapia la richiesta tipica è la rapidità: in quanti minuti guarirò? Oltre a spiegare loro che guarire la mente è come imparare un linguaggio nuovo, ci vuole del tempo, ho provato a cercare di venire incontro a questa esigenza iniziando il percorso di cura con una terapia del sollievo, lavorando sui sintomi per ridurre l’ansia e generando una maggiore fiducia in se stessi e una migliore alleanza terapeutica».

Come si interviene da Relief?

«Secondo l’OMS la salute mentale nel 2030 diventerà la maggiore causa di spesa sanitaria e le indicazioni sono quelle di saper localizzare e la regolarizzare le emozioni, insegnare che i propri contenuti mentali sono fatti passeggeri che è possibile modulare. Da qui ho pensato di ideare un luogo dedicato al sollievo, un tipo di intervento 7 giorni su 7, rapido in 30 minuti, che si suddivide in una prima parte di terapia d’emergenza che segue il protocollo internazionale (quello messo in atto per i grossi shock, come dopo un terremoto ad esempio), poi a seconda del tipo di paziente vengono scelte una o più tecniche effettuate con lo scopo di girare un interruttore emotivo: entro in ansia, ne esco più tranquillo. Alla fine della seduta la psicologa installa sul cellulare del paziente una app da personalizzare con alcuni esercizi in linea con quelli fatti in sede e da rifare a casa».

Com’è stata la risposta del pubblico?

«Noi stiamo andando a cercare una nicchia di mercato che si basa sullo sdoganamento del trattamento psicologico, vorremmo renderlo normale, addirittura “figo” e siamo partiti da Milano, che è la città più aperta in tal senso. La risposta della cittadinanza è stata ottima, le persone hanno iniziato ad arrivare da subito. Per questo il prossimo passo è declinare il nostro intervento anche nelle aziende: sia con una convenzione per i dipendenti, sia portando il team di Relief all’interno dell’azienda un giorno alla settimana o al mese: vorremmo avvicinare il concetto di sollievo individuale al mondo del lavoro, perché un lavoratore più sereno è più produttivo e magari tornando a casa contribuisce all’armonia familiare».

Le richieste più frequenti dei milanesi?

«Innanzitutto gli stati ansiosi e depressivi generati dall’emergenza covid, sia per il timore della malattia, che per l’ansia da lockdown o di carattere economico e a pari merito il lutto amoroso generato dall’interruzione di una relazione. Al secondo posto c’è lo stress lavorativo: svariate persone arrivano alle 8 prima di andare al lavoro o subito dopo l’uscita».

È possibile intraprendere un percorso terapeutico?

«No, il limite massimo è di 8 interventi, ma di solito le persone vengono una o due volte. Se c’è bisogno di un supporto più strutturato, le nostre psicologhe suggeriscono una psicoterapia, che però non può essere fatta da Relief».

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