6.3 C
Milano
13. 04. 2021 06:17

La storia prima della moda: piccole “chicche” da via Montenapoleone e via Manzoni

Più letti

Guerriglia a San Siro, denunciato il rapper Neima Ezza

Il rapper Neima Ezza è stato denunciato dopo i fatti dello scorso weekend nel quartiere popolare di San Siro:...

Milano, Ibrahimovic al ristorante in zona rossa. L’entourage: «Solo un incontro business»

Polemiche sui social per l'avvistamento di Zlatan Ibrahimovic ieri in un noto ristorante stellato di Milano. L'attaccante rossonero, in...

Fontana: «Apriremo i vaccini alla fascia 60-69 quando avremo certezza delle dosi»

Le prenotazioni dei vaccini per i lombardi nella fascia 60-69 anni saranno aperte quando la Regione avrà contezza precisa...

Uscendo dalla metropolitana alla fermata Montenapoleone, la prima cosa che si nota è la fontana dedicata al Presidente della Repubblica Sandro Pertini: piace, non piace, bella o brutta, i milanesi si dividono al riguardo. Pochi metri più in là, il Grand Hotel et de Milan.

Famoso (anche) perché qui visse e morì Giuseppe Verdi, nasconde nella cantina dei vini un tratto di fondazione della cerchia muraria di età massimanea. Erano le mura che cingevano Mediolanum: oggi al loro posto una delle vie più famose di Milano, proprio la via Montenapoleone.

Dall’altra parte della strada a sinistra ecco la chiesa di San Francesco da Paola. Consacrata nel 1735 era, come da mappe dell’epoca, all’incrocio tra corso di Porta Nuova, l’attuale via Manzoni, e la contrada del Monte (indovinate un po’… l’odierna e già citata Montenapoleone).

Percorrendo un tratto di via Manzoni si arriva in via Romagnosi e poi subito in via Andegari: qui possiamo ammirare la fontana dei Tritoni. Costruita nel 1928 è troppo poco conosciuta, nonostante la posizione centrale. Una curiosità: le due statue ai lati della fontana si chiamano “Previdenza e Risparmio”; d’altro canto sono proprio a ridosso della sede storica della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, la Cariplo. Quali nomi migliori per le statue?

Proseguendo per via Andegari, si arriva in via Verdi e poco avanti ecco Leonardo in mezzo ad una piazza che non ha bisogno di presentazioni: da una parte Palazzo Marino, sede del Comune di Milano e dall’altra parte il Teatro alla Scala. Sulla sinistra invece il palazzo che ospitò un’altra banca, ma che oggi è la sede del Museo Gallerie d’Italia: qui la storia della nostra città la si può ammirare attraverso i tanti meravigliosi dipinti esposti.

CI VEDIAMO IN…
Palazzo Brentani

Palazzo Brentani, così come lo vediamo, è il risultato della ristrutturazione completata nel 1829. La firma del progetto è di Luigi Canonica, nome molto comune a Milano quando si parla di eccellenze architettoniche. Già dalla facciata, misurata ed ingentilita da tondi scultorei, entriamo nel mondo del puro rinascimento: nei tondi troviamo ritratti i grandi uomini italiani, da Leonardo ad Alessandro Volta.

E appena sotto, il balcone centrale: come ogni palazzo nobiliare affacciato sui viali principali da qui era possibile assistere a parate e alle sfilate d’ogni sorta. Ma questo balcone ha qualche cosa in più: tornando indietro nel tempo fino al 4 agosto 1848, dopo la battaglia di Custoza, Re Carlo Alberto è sconfitto ed in ritirata e si appresta a concedere l’armistizio agli austriaci.

Quando si sparge la voce che il Re sabaudo ha preso alloggio qui in Ca’ Brentana, mezza Milano corre a protestare sotto le finestre di via Manzoni. La situazione è rischiosa, tanto da consigliare a Carlo Alberto di affacciarsi sul balcone centrale, nel tentativo di placar la folla. Pessima scelta. Gli sibila accanto un colpo di fucile che lo manca per un soffio. Il resto è storia.

RETROBOTTEGA
Non solo per appassionati di pipa: Al Pascià

A dispetto del nome, la bottega Al Pascià è milanesissima. Passare per via Torino e non entrare qui, al civico 61, è perdere parte di quello che questa zona racconta. E non importa se non siete fumatori o appassionati di pipa: nella bottega trovate anche tanti altri prodotti davvero interessanti, tutti rigorosamente di alta qualità, ma soprattutto troverete le persone che ci lavorano.

Appassionati e coinvolgenti, vi racconteranno storie che vi lasceranno a bocca aperta: la loro e quella della zona, quella del palazzo che li ospita e non per ultimo, la storia di come nasce una pipa. Non bisogna essere necessariamente fumatori per apprezzare questo incredibile viaggio.

SE PARLA MILANES
In cà d’on galantòmm comanda la dòna e minga l’òmm

La traduzione letterale è in casa di un galantuomo comanda la donna e non l’uomo. Ennesima conferma che, al tempo, la moglie aveva la conduzione esclusiva della casa e veniva chiamata “resgiora” ovvero responsabile, reggitrice, dal latino “regere”. Indicazione questa del ruolo preminente che la donna svolgeva in famiglia.


www.mitomorrow.it

www.milanodavedere.it/

In breve

Vaccini, over 75 in coda sotto la pioggia all’ospedale di Baggio

Lunghe code di over 75enni sotto la pioggia, in via Saint Bon 3, fuori dall'ospedale militare di Baggio a...