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23. 10. 2021 04:32

PizzAut, a Cassina de’ Pecchi solo un rinvio: «Nutriremo l’inclusione»

Domani si sarebbe dovuto aprire il primo ristorante PizzAut. Nico Acampora: «Sarà un’inaugurazione virtuale, il sogno è solo rimandato»

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Il 2 aprile, dopo anni di impegno e sacrifici, avrebbero dovuto aprire la loro pizzeria, ma, in questi giorni, hanno dovuto rivedere i loro piani. Sono i ragazzi autistici di PizzAut – nutriamo l’inclusione “capitanati” da Nico Acampora, il papà di Leo piccolo, che da anni si batte insieme agli altri genitori per realizzare un’opportunità lavorativa che garantisca loro il modo per inserirsi in modo autonomo nella nostra società, non proprio “modulata” secondo i bisogni dei più deboli. «Ma il sogno è solo rimandato – racconta a Mi-Tomorrow -. Domani faremo comunque un’inaugurazione virtuale. Abbiamo legato la giornata mondiale dell’autismo ad un’eccellenza gastronomica italiana, la pizza, appunto, e lanciato un flash mob sulla nostra pagina Facebook».

 

 

PizzAut, l’intervista

Un’idea per stare distanti, ma uniti?
«Sì, con chi ci sostiene, con le famiglie: la pizza è il cibo che lega tutta l’Italia ed in questo modo inoltre si tengono in allenamento».

Chi sono i vostri ragazzi?
«Sono Alessandro, Matteo “il giovane” e Matteo “il gigante buono” (pizzaioli), Leonardo “il conte”, Lollo “il Lory”, Casaà (camerieri), Gabriele “Weekipedia” perché sa tutto ed è appassionato di storia (maitre di sala), Francescone (cameriere e barman), e mio figlio Leo, la mascotte. Tutti ragazzi fra i 18 ed i 24 anni con invalidità dal 70 al 100 per cento».

Come hanno accettato il dover stare a casa?
«Per alcuni è una vera e propria questione fisiologica. Regione Lombardia l’ha capito ed ha appena inserito la possibilità per chi ha gravi disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico e patologie psichiatriche ad elevata necessità di supporto di poter uscire, accompagnato, per brevi passeggiate. Ovviamente a fronte dell’autorizzazione dello specialista di riferimento».

Come vivono queste giornate i vostri ragazzi?
«Al meglio delle loro possibilità. Ho chiesto loro di continuare ad apparecchiare e sparecchiare, cucinare con mamma e papà e tenersi allenati sugli aspetti legati alla ristorazione. Per il resto hanno modificato, un po’ come tutti, le loro abitudini».

Hanno capito che c’è un’emergenza?
«Chi ha un autismo più severo fa più fatica. Spetta a noi genitori trovare la giusta narrazione. Noi per esempio abbiamo paragonato il virus ai Sith, i cattivi di Star Wars di cui Leo è un grande appassionato e ora lui vorrebbe distruggere il virus con la sua inseparabile spada laser».

Che difficoltà…
«Sì, per tutti: doppia per chi ha una persona disabile in casa, tripla per la mia famiglia e per altre famiglie di PizzAut perché ben cinque genitori sono infermieri, come mia moglie. Cerchiamo di affrontare tutto con il sorriso comunque. Abbiamo due figli e ci diamo una mano per lenire questa quarantena, un po’ come fanno tutti».

Perché avevate scelto il 2 aprile per l’inaugurazione?
«E’ la giornata durante la quale si illuminano i palazzi di blu per ricordare la giornata mondiale dell’autismo. Noi non avremmo voluto fermarci ad un gesto simbolico, ma realizzare qualcosa che restasse anche dopo: un luogo di assunzione non temporanea di lavoratori veri per i nostri ragazzi dopo tutto il percorso formativo che hanno affrontato con grande impegno».

E invece…
«Invece con il coronavirus abbiamo scelto di fermarci a fine febbraio, prima delle ordinanze governative, e chiesto a chi ci sta sostenendo in maniera continuativa di volgere temporaneamente la loro generosità all’emergenza sanitaria, agli ospedali. Riprenderemo tutto, tutti insieme, dopo».

C’è rammarico?
«Noi siamo abituati a lavorare per l’inclusione e siamo ben consapevoli che ora le priorità sono cambiate. Come sempre troveremo il modo per adattarci e allo stesso tempo dare il nostro sostegno dove ce n’è più bisogno».

La specialità dei ragazzi di PizzAut è la pizza “fuori di zucca”, la vostra? Fatela e pubblicatela domani sulla loro pagina Facebook: la sfida è lanciata.

PizzAut
PizzAut

Domani è la giornata mondiale dell’autismo

Per il tredicesimo anno torna domani, 2 aprile, la giornata mondiale dell’autismo istituita nel 2007 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per prendere consapevolezza su una malattia più diffusa di quello che si pensi (in Italia 1 bambino su 77 nella fascia di età 7-9 anni – dati Ministero della Salute) in grado di modificare totalmente la vita delle famiglie che ne sono “colpite” e per la quale non esistono cure definitive. Simbolo una luce blu con la quale quel giorno verranno illuminati i Palazzi istituzionali.

Come sostenere PizzAut

PizzAut – si legge sulla loro pagina Facebook @pizzaut – è un laboratorio di inclusione sociale che prenderà forma a Cassina de’ Pecchi attraverso la realizzazione di un locale gestito da ragazzi con autismo affiancati da professionisti della ristorazione e della riabilitazione. Per questo è stata lanciata la campagna di crowdfonding su pizzaut.starteed.com/it/Crowdfunding. 

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