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17. 09. 2021 18:48

Solidarietà al Corvetto: un fondo per l’emergenza

Pasti a domicilio, tessere per la spese, tablet e una web radio: il Corvetto fa rete contro povertà e invisibilità da coronavirus

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In queste settimane di emergenza sanitaria abbiamo raccontato una città che resiste, provando a non lasciare indietro nessuno: è, d’altronde, nel Dna di Milano. Al Corvetto, uno degli emblemi di quella periferia che non vuole arrendersi a un destino già scritto, in questi giorni di lockdown le strade sono vuote, ma c’è un turbinio che merita attenzione.

 

Solidarietà al Corvetto, il fondo creato dall’associazione Sentieri educativi e sociali

Ercole Giammarco
Ercole Giammarco

Fulcro è l’associazione Sentieri educativi e sociali, nata neanche un anno fa per favorire l’integrazione multiculturale tra italiani e stranieri, sostenere l’alfabetizzazione dei ragazzi e dare una mano a chi, per varie ragioni, è in difficoltà.

«Abbiamo creato un fondo per accogliere donazioni di privati, dall’Italia e dall’estero – spiega il responsabile Ercole Giammarco –. Usiamo questi soldi per dare una mano a persone e famiglie che fino a ieri vivevano alle soglie della povertà e che ora, a causa del coronavirus, vi sono cadute dentro in modo repentino e drammatico».

Perché proprio un fondo?
«Vorremmo trasformare il paradigma di un terzo settore sostenuto da fondazioni e grant in un modello in grado di autosostenersi economicamente. Spesso c’è un atteggiamento culturale che non porta molto lontano: si prendono fondi di vario tipo, si sviluppa un progetto e, quando i soldi finiscono, si spegne anche il progetto. Non deve essere così».

Cosa fate concretamente?
«Siamo in contatto con varie associazioni, che ci segnalano i casi. Facciamo la spesa per chi non può muoversi e forniamo delle tessere preparate dei supermercati in modo che tutti abbiano modo di mangiare e sfamare i propri cari».

Poi?
«Una serie di ristoranti, tra cui Miscusi, Slow sud, Fud Bottega Sicula, Star Zagros Lebabbar e Li Mastri, nonostante non stiano fatturando in questo momento, si sono resi disponibili a fornire pasti pronti e già porzionati, che noi consegniamo a chi non ha letteralmente nulla da mangiare. Domenica faremo la prima “missione”».

Cioè?
«Porteremo una dozzina di pranzi di Pasqua alle famiglie ospitate dalla cooperativa sociale Nocetum, che ci ha contattato tramite la rete, straordinariamente efficiente, che unisce associazioni e cittadini resilienti di Corvetto».

C’è, poi, il sostegno culturale…
«Sì. Distribuiamo anche tablet alle famiglie con figli che non possono studiare da casa perché senza device per farlo. La povertà alimentare e quella culturale sono due facce della stessa medaglia e la cultura è un capitale straordinario di emancipazione sociale».

Come procede la raccolta fondi?
«Abbiamo già raccolto oltre settemila euro grazie a una cinquantina di donatori. La sfida è rendere ognuno di loro una risorsa».

Ovvero?
«Mandiamo settimanalmente un report via e-mail in cui raccontiamo quel che facciamo: numeri, ma anche storie per far conoscere le storie, i volti, i nomi delle persone. “Guardare in faccia” queste situazioni fa crescere la voglia e la disponibilità di mettersi in gioco per dare una mano».

In tutto questo, voi fate da raccordo…
«Sì ed è importante, perché stiamo assistendo alla tempesta perfetta: da un lato c’è il Comune, che, pur muovendosi con efficienza e anche muscolarmente per sostenere chi è in difficoltà, non parte, come ogni macchina amministrativa, in modo istantaneo, lasciando una parentesi temporale scoperta cui ovviare».

Dall’altro?
«Ci sono gli individui: persone non censite come bisognose (anche perché spesso ci si vergogna di ammetterlo) che sono, di fatto, invisibili ai sostegni welfare della pubblica amministrazione. Ecco perché è importante agire, come facciamo, in stretta connessione con i Servizi sociali».

Come sta reagendo il terzo settore?
«Le grandi crisi velocizzano tutto e anche il terzo settore, come accade in un’economia di guerra, si sta riconvertendo velocemente per aiutare, magari in modi diversi, chi ha bisogno. Le criticità non mancano, ma le capacità di reazione e la forza di volontà neppure».

C’è anche Radio Corvetto, via anticipato alle trasmissioni

Sarebbe dovuta partire a fine aprile, ma si è deciso di anticipare, pur se da remoto per il momento, il via alle trasmissioni per “testarsi” in una fase così tosta. Radio Corvetto (radiocorvetto.it) nasce nell’ambito di un progetto culturale ed educativo finanziato dalla Direzione Periferie del Comune.

Obiettivo: dare ai ragazzi fragili e a rischio un luogo, anche fisico, dove trovarsi e mettere in gioco le proprie passioni musicali in un contesto con educatori e professionisti. «Questi obiettivi non verranno disattesi – spiega Giammarco, project manager della radio –, ma offrire al quartiere un mezzo per dare informazioni di servizio e per far sentire la propria voce in questo momento così complicato ci sembrava importante».

Si può scrivere a radiocorvetto@gmail.com per informazioni sul progetto e per contribuire alle donazioni del fondo.

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