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22. 09. 2021 13:07

«Una foto per la vita», fotografi contro il coronavirus

È il progetto che coinvolge Chiara Barbieri e oltre 160 fotografi e che punta a sostenere attraverso l’arte gli enti coinvolti nella lotta al virus

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Una foto per la vita. Un’idea, un progetto che punta a sostenere, attraverso l’arte e le immagini, enti e ospedali che in questo momento lottano contro il coronavirus. Protagonisti i fotografi, che mettono a disposizione la propria professionalità. Ne abbiamo parlato con Chiara Barbieri, che a Milano ha deciso di unirsi al progetto.

 

Una foto per la vita, parla Chiara Barbieri

Chiara, come spiega la sua adesione?
«Personalmente avevo già il desiderio di poter fare qualcosa, nella mia vita ho già svolto attività di volontariato. Questa volta è un po’ diverso, perché non posso essere utile sul campo. Noi fotografi non possiamo nemmeno fare reportage, è una situazione nella quale ti senti friggere. E quindi, quando ho incrociato questo progetto, ho aderito subito».

Come funziona?
«Il fotografo si registra sul sito, viene geolocalizzato e propone i suoi servizi. Ad oggi oltre 160 professionisti hanno deciso di far parte di quest’iniziativa».

Cosa ha di speciale questo progetto?
«L’idea è far pervenire i soldi subito agli enti. Noi non prendiamo nemmeno un euro. Ogni fotografo può decidere a chi far pervenire i soldi ricavati dalle prenotazioni dei suoi servizi. Io, ad esempio, ho optato per Protezione Civile e Ospedale Sacco. Una volta acquistato il servizio, il cliente riceve un voucher, che sfrutterà una volta che potremo tornare a fissare incontri e lavorare a regime».

Un’idea originale…
«Noi siamo creativi, in questo caso vorremmo che si potesse celebrare la rinascita, che si arrivi alla soluzione di questo brutto incubo che stiamo vivendo. L’idea è che famiglie, coppie, singoli e tutti quanti possano, con noi, celebrare la gioia dell’aver superato questo momento».

Qual è la foto che vorrebbe scattare alla fine dell’emergenza?
«La vita, il momento della nascita, del parto. Non mi è mai stato possibile farlo, ma è l’immagine che più di tutte può darci il vero senso della rinascita. E poi gli abbracci, quelli mancano a tutti. Vorrei poter fare scatti di reportage quando le persone saranno con me, cercherò di rievocare in loro la brutta sensazione che abbiamo avuto e la forza che abbiamo trovato per superarla. Con musica di sottofondo, abbracci, sorrisi. Abbiamo bisogno del contatto fisico».

Info: unafotoperlavita.it

una foto per la vita
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