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La gioia e la tristezza nascono da ciò che mangiamo e non solo dai condizionamenti psicologici e sociali: sarà uno dei temi al centro di un tour organizzato da Aboca in dieci città, dal titolo “La buona salute. Intestino, alimentazione consapevole e biochimica della gioia”, con il dottor Pier Luigi Rossi, medico e specialista in Scienza dell’Alimentazione, in Igiene e Medicina Preventiva, docente in diversi master universitari. A presentarlo, in chiave briosa, sarà il “turista per caso” Patrizio Roversi.

Dopo la prima tappa a Roma, il tour toccherà La Bologna, Torino, Firenze, Napoli, Salerno, Fano, Trieste, Milano (21 maggio al Teatro Dal Verme) e Como. L’obiettivo è informare sulla relazione intestino-tono dell’umore e accompagnare nella definizione di un’alimentazione sana e consapevole.

Rossi ne parla anche nel suo ultimo libro edito da Aboca Edizioni “L’intestino, Il sesto senso del nostro corpo. Alimentazione consapevole e biochimica della gioia”, il cui contenuto si fa appunto talk show live.

La considerazione di partenza riguarda proprio l’intestino, in grado di influenzare in maniera decisiva il tono dell’umore. In questo organo sono presenti cellule che agiscono sulla produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Per avere più vitalità occorre saper nutrire il microbiota. Nell’intestino sono presenti oltre 100 miliardi di batteri, chiamati appunto micriobiota, che mangiano il cibo che abbiamo mangiato noi.

Le fibre idrosolubili, negli alimenti vegetali, nei cereali integrali, nei legumi e nei semi oleosi, sono ottimi alimenti. I batteri “mangiano” le fibre e producono molecole positive per il corpo: lo stato dell’umore è recuperato. Al tempo stesso, la rivoluzione agricola e industriale ha introdotto profonde modifiche nell’alimentazione attuale, mettendoci più a rischio di sviluppare tristezza.

Da una dieta ad alto contenuto di carboidrati complessi e fibre alimentari si è passati a una con un’alta percentuale di grassi e carboidrati semplici, cereali raffinati, zuccheri e olii vegetali. L’introduzione della zootecnia intensiva ha generato un’offerta di carne con un elevato contenuto di grassi saturi. I grassi saturi, assieme a un eccesso di carboidrati semplici, possono invalidare la salute del cervello aumentando il rischio di malattie mentali e altri disturbi metabolici, compreso il diabete e le malattie cardiovascolari.

Una dieta a base di questi nutrienti ha fatto sviluppare nel microbiota batteri aggressivi, responsabili della produzione di lipopolisaccaride che crea nel cervello depressione, tristezza, tono dell’umore negativo, apatia. Per informazioni sugli incontri basta consultare il sito aboca.com.


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