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24. 07. 2021 01:23

Bassetti: «Variante inglese? Forse sarebbe meglio parlare di variante milanese»

L'infettivologo Matteo Bassetti analizza la diffusione della tanto temuta variante inglese

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L’infettivologo del San Martino di Genova, Matteo Bassetti, in una lunga intervista rilasciata ad Open ha cercato di fare chiarezza sulle nuove varianti Covid che stanno preoccupando particolarmente la Lombardia.

Le dichiarazioni. L’esperto punta il dito sulla mancanza di analisi preventive. «Abbiamo scoperto di avere il 20% di variante “inglese” quando potevamo scoprirlo tre mesi prima analizzando il virus nei laboratori – ha dichiarato Bassetti -. Ora la chiamiamo “inglese” e ci spaventiamo ma non escluderei che all’inizio non fosse stata una variante milanese, brianzola o bergamasca. Quello che è successo a Milano tra ottobre e novembre con una prevalenza paurosa di casi probabilmente poteva essere già legato a una situazione di mutazione».

Tuttavia Bassetti è convinto che la suddivisione in fasce di colore sia ancora la soluzione migliore per fronteggiare il virus in questa fase. «Sono convinto che un lockdown nazionale sia una misura barbara – ha aggiunto l’esperto -: mette sullo stesso piano situazioni molto differenti non considerando una soluzione più mirata al problema. È bene ribadire che la variante “inglese” non uccide di più né si mostra più resistente ai farmaci, ha esclusivamente una potenza maggiore di contagiosità. Per questa ragione la strada giusta da percorrere è quella di chiusure estremamente localizzate e soprattutto rapide»

 

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