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18. 05. 2022 21:15

Come il tumore batte la chemioterapia: lo svela uno studio made in Milano

In prima linea Stefano Santaguida dell'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e dell'Universita' Statale di Milano

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Uno studio internazionale coordinato da Stefano Santaguida dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e dell’Universita’ Statale di Milano ha svelato come il tumore batte la chemioterapia. Riuscire a scopre questi meccanismi potrebbe portare, in futuro, anche ad una battaglia ancora più vincente nei confronti di molte tipologie di tumori.

Come il tumore batte la chemioterapia 

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Developmental Cell. «Il nostro lavoro offre un contributo fondamentale alla comprensione delle cause della chemioresistenza, un rischio che incombe anche sui farmaci anticancro più efficaci le parole di Santaguida – abbiamo dimostrato che la cellula tumorale è capace di sfruttare la sua instabilità genetica per sopravvivere anche in condizioni di stress, quale l’attacco mortale di un farmaco chemioterapico. Tutto parte dall’aneuploidia, un cambiamento del numero di cromosomi, che risulta in un patrimonio cromosomico (cariotipo) diverso dalle cellule normali e caratterizzato da instabilita’ genetica. Questa instabilità è alla base del ‘caos cellulare’ caratteristico del cancro, che manda in tilt il normale funzionamento della cellula, come se le cellule stessero continuamente ‘rimescolando le carte’. Questo continuo rimescolamento può essere sfruttato da una cellula tumorale per sopravvivere: mettendo continuamente sottosopra il proprio corredo genetico, quando viene attaccata da una molecola di chemioterapico può selezionare meglio il suo ‘poker d’assi’, cioè il cariotipo capace di resistere al farmaco».

Tutta colpa dell’aneuploidia

L’aneuploidia, si legge ancora nella ricerca sostenuta anche da Fondazione AIRC, è presente nel 90% dei tumori solidi e il 75% di quelli ematologici: «Il nostro obiettivo è inserire l’analisi del cariotipo nello studio del profilo del tumore – conclude Santaguida – sarebbe un passo avanti verso una medicina di precisione. Se individuiamo quale cariotipo provoca chemioresistenza, possiamo capire da subito quale combinazione di farmaci utilizzare per evitarla e fornire trattamenti in grado di eradicare le cellule tumorali».

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