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20. 07. 2024 23:10

“Come ti nutri”: una guida per aiutare i giovani. Mendolicchio: «Ecco come riconosciamo i disturbi alimentari»

L'istituto Auxologico IRCCS con questo progetto di educazione alimentare si rivolge a genitori ed educatori

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Quasi 4 milioni di italiani soffrono di disturbi alimentari, il 70% di questi sono adolescenti. Numeri importanti che fanno pensare che sia necessaria una maggiore informazione sul tema, già nella pre-adolescenza. Auxologico IRCCS con “Come ti nutri?”, organizzato grazie alla FOM (Fondazione diocesana per gli Oratori Milanesi), promuove l’importanza dell’educazione alimentare. Il percorso, disponibile su oramiformo.it, vuole aiutare gli educatori a riconoscere i sintomi, favorendo la collaborazione tra famiglia, scuola, sanità, oratorio e società sportive. «Fino all’adolescenza il disturbo alimentare più frequente è l’anoressia, in età più adulta la bulimia, dai 40 anni e oltre è più frequente l’alimentazione incontrollata e compulsiva, con aumento di peso», spiega a Mi-Tomorrow Leonardo Mendolicchio, psichiatra responsabile disturbi alimentari dell’istituto Auxologico.

Disturbi alimentari, Leonardo Mendolicchio: «Intervenire all’esordio dei disturbi rende più promettente l’esito della cura»

 

disturbi alimentari
 

Quali sono i fattori di rischio più frequenti tra i giovani?
«Fattori socio culturali, come esposizione alla cultura delle diete e dell’immagine corporea, questo può portare a un disturbo di anoressia. Ci sono anche ambienti “obesogeni”, che spingono all’iperalimentazione, ad esempio luoghi pieni di cibi calorici che può aumentare la compulsività alimentare. Ci sono poi anche fattori psicologici, come traumi in età vulnerabili come l’adolescenza».

La famiglia può rappresentare uno di questi fattori?
«Le dinamiche familiari sono molto pericolose, come una famiglia molto giudicante, quelle molto attente ai cambiamenti emotivi dei figli invece, dove c’è una genitorialità responsabile, può essere un fattore protettivo».

In cosa consiste il percorso formativo “Come ti nutri”?
«Un’importante attività di prevenzione in collaborazione con FOM dove su una piattaforma abbiamo messo video e materiale didattico per sensibilizzare sul tema, per migliorare la diagnosi precoce. Più velocemente interveniamo all’esordio dei disturbi più promettente, breve ed efficace sarà l’esito della cura. Vogliamo facilitare la consapevolezza delle persone vicine ai giovani ad agire più rapidamente sui ragazzi».

Come cercare di ridurre il numero dei giovani che soffrono di questi disturbi?
«Bisognerebbe far capire che l’immagine corporea non deve essere oggetto di pensieri più del dovuto. E’ importante dare attenzione a come mangiamo e alla nostra immagine ma bisogna fermarsi un attimo prima, non esserne ossessionati».

Quali sono i campanelli di allarme per capire che un giovane soffre di questo disturbo?
«C’è un cambio radicale di abitudini alimentari che si associa ad un cambio della modalità di comunicazione. I ragazzini mangiano meno, oppure di più, diventano tristi e isolati. Quando si associano queste due modalità di cambiamenti alimentazione-relazione bisogna stare attenti».

Quali i consigli per le famiglie per affrontare la situazione?
«Quando c’è un dubbio di disturbo alimentare non tralasciarlo ma rivolgersi subito alle persone specializzate e competenti».

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