«Con la riforma sanitaria la telemedicina diventerà realtà»

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«Con la riforma sanitaria la telemedicina diventerà realtà»

L’assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, presenta la nuova riforma sanitaria:
«Siamo pronti ad una enorme rivoluzione, ma il Governo deve aiutarci sulla carenza di medici»

Sarà un autunno “caldo” sul fronte sanitario per la Lombardia. Non perché andremo incontro a particolari emergenze. Al contrario, nelle prossime settimane si compiranno passi decisivi per completare la nuova riforma regionale. Allo stesso tempo l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, lancia un appello al Governo: «Dalla Legge di Stabilità ci aspettiamo risposte al problema della carenza di medici sul territorio», spiega a Mi-Tomorrow.

Assessore, partiamo dalla riforma: che cosa cambierà per i cittadini?
«Il percorso della riforma sta andando avanti e siamo ormai entrati nel vivo. La grande novità riguarderà almeno centomila persone, malati cronici, ai quali sarà garantito un piano assistenziale individuale».

In concreto?
«Elimineremo, per questa categoria, il grande tema delle liste d’attesa. Basterà andare dal proprio medico di base, che provvederà non solo a prescrivere, ma anche a prenotare gli esami necessari presso le strutture disponibili più vicine a casa».

Una rivoluzione…
«E’ una rivoluzione enorme, vuol dire costruire banche dati e far lavorare sistemi informatici. Abbiamo ovviamente già approvato l’adeguamento dei contratti dei medici, riconoscendo risorse anche al sistema delle cooperative».

Come cambierà la figura del medico di base?
«Sarà anche gestore delle prenotazioni, ma in questo modo intendiamo valorizzare la medicina del territorio».

A che punto è la telemedicina?
«Stiamo sperimentando, nell’area del Rhodense, l’invio delle ricette sul proprio smartphone. Vogliamo allargare l’iniziativa ad altri territori, considerando che nel 2019 ci sarà una ulteriore semplificazione».

Quale?
«Oggi la ricetta cartacea è indispensabile per mantenere la fustella che il farmacista rimuove dalla confezione di medicinali. Dal prossimo anno la fustella sparirà, comportando così un risparmio di carta e imponendo un’accelerazione proprio sulle comunicazioni telematiche».

Ci sono altri progetti in campo?
«Guarderemo con attenzione agli adolescenti. Sul tema delle dipendenze, dei disturbi psicologici e dell’autismo stiamo investendo risorse importanti. Entro il prossimo mese avremo ventidue nuovi posti letto (dieci al San Paolo di Milano e dodici a Varese) dedicati alla neuropsichiatria infantile. Anche su anoressia e bulimia abbiamo pronto un piano da strutturare entro fine anno».

Sulle ludopatie il Governo ha annunciato battaglia: ha sentito proposte convincenti da Roma?
«Premesso che la Lombardia è una delle Regioni che ha fatto una legge completa su questo tema, il tema del gioco, come quello relativo ad alcol e tabacco, rientra un po’ nell’alveo delle ipocrisie: si guadagna con la tassazione, poi si limita con la prevenzione. Dopo tanti proclami, mi sembra che si sia fin qui partorito ben poco. Non esistono solo Atlantia e Autostrade, ci sono altri poteri forti con i quali bisognerebbe fare la voce grossa».

Qual è il livello di sicurezza sul fronte dei vaccini?
«Dallo scorso aprile abbiamo iniziato a scambiare i dati con le scuole senza costringere le famiglie a presentare la certificazione. Il percorso è stato avviato, così come siamo intervenuti nel co-pagamento delle vaccinazioni consigliate, ma non obbligatorie. La legge Lorenzin ci ha aiutato molto, tornare indietro sarebbe un errore. Finora il mix tra legge nazionale e nostre delibere ci ha consentito di raggiungere la soglia di sicurezza del 95% di copertura per i bambini fino a 6 anni».

Resta aperta la questione sulla mancanza di medici in alcuni presidi…
«Qui dev’esserci un impegno gigantesco da parte dello Stato. Nei prossimi quattro anni assisteremo ad una riduzione drammatica di professionisti. Se per alcune specialità si potranno fare accorpamenti sui territori, non possiamo certo privarci di punti nascita e pronto soccorso. Basti pensare che nel 2018 i ginecologi in pensione saranno 220 a fronte di 70 assunzioni. E non va meglio sull’urgenza così come per gli ortopedici».

Soluzioni?
«Noi facciamo concorsi in alcuni presidi, ma non partecipa nessuno. Abbiamo parlato con il Governo e ci aspettiamo misure emergenziali nella Legge di Stabilità. Una prima mossa opportuna sarebbe quella di cominciare ad inserire gli specializzandi con almeno due anni di servizio in corsia. Vorrebbe dire avere seimila giovani pronti. O il nodo viene sciolto da Roma oppure ci ritroveremo con le mani legate».

Influenza, conto alla rovescia
Entro ottobre il calendario vaccinale

Entro il prossimo mese, come ogni anno, il Ministero della Salute illustrerà la campagna per la vaccinazione antinfluenzale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica quale obiettivo primario la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave. Le persone alle quali viene raccomandata ed offerta gratuitamente la vaccinazione sono i soggetti di età pari o superiore a 65 anni, i bambini di età superiore ai sei mesi, ragazzi ed adulti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza, donne in gravidanza, medici e personale sanitario di assistenza e personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali (suini e volatili) che potrebbero costituire fonte di infezione. Info su wikivaccini.regione.lombardia.it. CP

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