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18. 09. 2021 01:35

Coronavirus, il caso dei piccoli pazienti oncologici: come vengono curati?

l'Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica è in prima linea

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Con gli ospedali e gli operatori sanitari in costante emergenza sul fronte coronavirus, le persone colpite da altre patologie rischiano di vedere compromesso l’accesso alle cure. Un problema che riguarda tutti, ma che diventa fondamentale gestire al meglio nel caso dei bambini oncologici.

 

 

Il caso dei piccoli pazienti oncologici

Per questo l’Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica è in prima linea per fare in modo che i propri centri siano impegnati al massimo nell’identificare i percorsi e le strategie migliori al fine di prevenire la diffusione dell’infezione di Covid-19 fra i piccoli pazienti, il personale medico-infermieristico e i genitori in assistenza.

Prevenzione. Le misure adottate spaziano dal contenimento del rischio di diffusione dell’infezione mediante restrizione degli accessi da parte di accompagnatori e genitori, all’eliminazione degli accessi nei reparti da parte di volontari e insegnanti, passando anche per l’implementazione delle misure igieniche previste per pazienti, operatori e genitori, con particolare attenzione al lavaggio delle mani. Grande attenzione è rivolta anche all’uso di dispositivi di protezione (mascherine chirurgiche) da parte del personale, dei pazienti, degli operatori e del genitore in assistenza.

Pazienti oncologici. Non meno importante è l’identificazione di percorsi separati di gestione per i pazienti già colpiti dal virus o sospetti tali, in accordo con il centro di malattie infettive di riferimento, ma anche il differimento di accessi ospedalieri per esami o visite non urgenti o indispensabili e l’eventuale screening preventivo dei bambini prima di cure chemioterapiche o di trapianto di cellule staminali emopoietiche. «Le misure di prevenzione messe in atto sono in accordo con le linee guida ufficiali del ministero della Salute e le direttive delle direzioni aziendali e sono costantemente aggiornate in base all’evoluzione della situazione epidemiologica regionale e locale, tenendo anche conto delle caratteristiche peculiari dei nostri pazienti», conferma Marco Zecca, direttore dell’unità operativa complessa di Oncoematologia pediatrica del policlinico San Matteo di Pavia e presidente di Aieop.

Più tutela. A ulteriore tutela dei piccoli malati oncologici l’associazione prevede che, qualora vengano richiesti turni Sars-CoV-2 anche ai pediatri che svolgono attività assistenziale ai pazienti emato-oncologici, si consideri di assegnare i turni ad alcuni medici dedicati anziché trasversalmente a tutti quelli del team, così da preservare i pazienti fragili. Gli sforzi della società scientifica vanno inoltre nella direzione di sensibilizzare le famiglie e le associazioni di genitori impegnate nella gestione di case alloggio e altre comunità, in modo da mettere in atto tutti i provvedimenti igienico-sanitari utili al contenimento della diffusione delle infezioni.

Cosa succede? Ma cosa succede se un paziente viene colpito dal virus? Anche in questo caso l’Aieop ha stabilito un preciso protocollo cui attenersi rigidamente. Il paziente sintomatico deve essere gestito secondo le modalità regionali e aziendali previste. Il trattamento specifico deve essere condiviso con il medico infettivologo di riferimento, mentre i coordinatori di ciascun protocollo Aieop sono a disposizione per condividere le decisioni sulla modalità di prosecuzione delle cure oncologiche.

Protocollo. In caso di soggetto positivo al virus, ma asintomatico, viene considerata infine l’opportunità di posticipare la somministrazione della chemioterapia per un periodo di due settimane, possibilmente fino all’ottenimento di due test negativi a 24 ore di distanza. «Tale rinvio andrà valutato in base alla fase della terapia e ai dati che emergeranno nel corso dell’epidemia e che verranno prontamente condivisi – conclude Zecca -. Si tratta comunque di una decisione che potrà essere discussa con i responsabili di protocollo.

Scheda. Abbiamo stabilito infine che ogni caso di positività da Sars-Cov-2 debba essere registrato mediante l’apposita scheda predisposta dal gruppo di lavoro Infezioni e terapia di supporto Aieop, così da avere dati epidemiologici che possano aiutare a ottimizzare gli interventi di gestione del paziente pediatrico onco-ematologico positivo. Insomma, è nostra intenzione non compromettere in alcun modo l’ottenimento della guarigione di ogni nostro paziente con la consapevolezza che tutti questi sforzi permetteranno di uscire ancora più forti dal terribile momento che stiamo vivendo».

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