Fine dell’estate, inizio dei traumi?

Con la fine dell’estate e l’arrivo ormai prossimo dell’autunno, per la maggior parte degli italiani scatta il momento più difficile: quello che segna la fine delle vacanze e, contemporaneamente, l’inizio di una nuova stagione di lavoro e impegni. Il cambiamento repentino di ritmi non causa solo cattivo umore. Moltissime persone cadono in una condizione di stress, un disagio che può comportare spossatezza, ansia, mal di testa, stordimento, irritabilità, dolori muscolari, inappetenza, sonno disturbato, tachicardia e, nel peggiore dei casi, una lieve depressione.

Questa situazione è stata definitiva sindrome da stress di rientro e ogni anno, in media, compisce circa sei milioni di italiani. Ma perché rientrare da una vacanza può generare frustrazione e ansia? «Fisiologicamente tendiamo a tracciare una linea tra un passato trionfale come quello del periodo vacanziero e un futuro problematico e conflittuale che è quello del rientro al lavoro. Si tratta di una linea che va in picchiata, dal trionfo al declino. E che rappresenta solo la nostra paura e le nostre ansie», spiega Piero Barbanti, neurologo del San Raffaele.

STATO D’ALLERTA • «Lo stress è la risposta neuroendocrina attivata dal sistema nervoso una volta che il cervello ha stabilito di trovarsi di fronte a una situazione di pericolo. Questa risposta attiva, per esempio, manifestazioni fisiche quali tensione muscolari e tachicardia, che agli albori dell’evoluzione della specie umana erano utili all’uomo per prepararsi alla lotta fisica. Ora che non dobbiamo più combattere con animali feroci e non corriamo così come allora pericolo di vita, il cervello attiva ugualmente lo stato d’allerta, talvolta per problemi con il partner, con il capo o per questioni di lavoro».

Questa sindrome può colpire chiunque, ma è particolarmente sentita da chi torna a casa dopo una pausa molto lunga. In quel momento è possibile sentirsi incapaci di concentrarsi, fisicamente appesantiti, psicologicamente non pronti, schiacciati dal senso di responsabilità e dai compiti incombenti. Chi soffre di stress da rientro accusa quindi un malessere generale accompagnato da astenia, irritabilità e sbalzi d’umore repentini.

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Le vacanze: un incubo fino a rinunciarci

Andare in vacanza è uno dei momenti più attesi dell’anno. Ma c’è anche chi decide di non partire, per paura che il rientro rappresenti una fase troppo stressante. Questo fenomeno è stato scoperto dall’indagine State of the american Vacation 2017, condotta su oltre 2.500 statunitensi, secondo cui per il 43% l’idea di dover tornare alla routine è il maggior deterrente alle ferie o un incubo capace di rovinarle.

Per un rientro soft, gli esperti consigliano di scaricare le mail prima di mettere piede in ufficio, per evitare il trauma da casella ingolfata. Meglio poi lasciarsi un giorno o due liberi a casa, per riprendere con più calma il ritmo abituale. La sindrome da rientro è più comune soprattutto fra le persone che hanno un’età compresa fra i 25 e i 45 anni nel pieno dell’attività lavorativa.

GRADUALMENTE • In alcuni casi può compromettere le giornate perché provoca ansia, stanchezza, confusione mentale, malessere. Questa sindrome può però colpire anche i bambini, alla vigilia del rientro a scuola. Per questo gli esperti consigliano di riabituarli ai ritmi normali gradualmente. Fondamentale, per esempio, è anticipare l’orario della nanna e di conseguenza quello della sveglia in modo che siano più simili a quelli mantenuti nel corso dell’anno scolastico.

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Ansia alle spalle in dieci mosse

1. Concediti del tempo all’aria aperta
2. Delega quando è possibile
3. Coltiva il tempo libero
4 . Concediti una pausa per staccare la spina
5 . Segui un’alimentazione sana
6. Rimanda le pulizie di casa
7. Organizza lo spazio per aumentare la produttività
8. Fai sport
9. Sperimenta la meditazione
10. Programma subito un altro viaggio