integratori
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Probiotici, minerali e regolatori del colesterolo; ancora polivitaminici, ricostituenti, facilitatori del sonno, protettori del sistema immunitario e urinario, prodotti pensati per la cura delle unghie e dei capelli: è davvero sterminata la quantità di integratori alimentari attualmente in commercio. Così come enorme, e in costante crescita, è la domanda da parte dei consumatori.

LA RICERCA • Secondo la multinazionale attiva nei servizi alle case farmaceutiche Iqvia, il giro d’affari nel nostro Paese ha raggiunto la cifra record di 3,3 miliardi di euro nel 2017, con un aumento del sette per cento in due anni. In tutto il mondo il business si aggira sui cento miliardi di dollari l’anno e proprio il nostro Paese è al primo posto in Europa per la spesa pro capite.

Numeri che dimostrano come il fenomeno sia in costante espansione. Ad assumere questi prodotti sono adulti e bambini, spinti dalla promessa di migliorare la propria salute in modo naturale, senza assumere farmaci. Eppure non sempre i consumatori sono sufficientemente informati relativamente ai prodotti migliori da assumere. Ma anche agli eventuali effetti collaterali.

CRITICITA’ • E’ sempre fondamentale parlare con il medico prima di decidere che tipo di integratore prendere, e non affidarsi mai al semplice passa parola. Dietro l’angolo c’è il pericolo di incorrere in possibili reazioni allergiche. Ma anche di andare incontro a qualche inconveniente. Esistono infatti diversi effetti collaterali.

Per esempio, cefalea, vertigini (Vitamina A), nausea, vomito e ipercalcemia (vitamina D), tromboflebite (vitamina E). E poi non tutti possono assumere gli stessi prodotti. Per esempio, un integratore a base di ginko biloba è sconsigliabile in chi sia portatore di alterazioni della coagulazione o assuma anticoagulanti perché può creare complicazioni. Un prodotto contenete iperico potrebbe interagire con altri farmaci, per esempio con la pillola anticoncezionale. Ci sono, infine, molte sostanze naturali che possono scatenare allergie, come il tarassaco, il carciofo e la propoli. E questo vale anche per i bambini.

«Mai affidarsi al fai da te»
Fulvio Muzio (Sacco): «Manca ancora chiarezza»

Gli italiani gli integratori alimentari piacciono sempre di più. E così anche il business sta crescendo in modo esponenziale. «Siamo di fronte a una crescente sensibilità verso il benessere: attività fisica, stili di vita e soprattutto alimentazione, compresi supplementi nutrizionali e integratori salutistici», conferma Fulvio Muzio, responsabile del servizio di Dietologia e nutrizione clinica dell’ospedale Sacco di Milano.

«A questo interesse più che legittimo, però, spesso non corrisponde da parte dei media un’informazione di elevata qualità scientifica. Basti pensare ai blog su internet, alle rubriche in televisione, ai libri che insegnano a cucinare e a dimagrire, che vengono pubblicati a getto continuo spesso promuovendo comportamenti nutrizionali stravaganti e privi di qualsiasi fondamento».

Conclude l’esperto: «Attualmente c’è molta poca chiarezza sulla reale utilità di questi prodotti, anche perché, rispetto ai farmaci, è molto più difficile dimostrarne l’efficacia. Per questo è fondamentale non affidarsi al fai da te. In linea di massima, se una persona si nutre correttamente e sufficientemente non ci dovrebbe essere la necessità di ricorrere agli integratori alimentari. Tuttavia, in caso di carenza con la dieta, di aumentato fabbisogno, o quando non si possa sopperire con i cibi naturali, possono dimostrarsi utili».

I PRO

Sono generalmente di origine naturale

Possono risultare d’aiuto in particolari condizioni fisiologiche

Sono utili quando non si riesca a garantire un’alimentazione adeguata

Possono contribuire al controllo di alcune disfunzioni di origine metabolica di entità lieve

I nutraceutici rappresentano un ampliamento del concetto di integratore: sono naturali e altamente concentrati

I CONTRO

E’ difficile dimostrarne l’efficacia con i metodi tradizionali utilizzati in farmacologia

Sono regolamentati da una legislazione non ancora perfezionata

Alcuni estratti vegetali possono essere allergizzanti

A volte un’assunzione incongrua può determinare effetti collaterali anche di una certa entità

L’efficacia in vitro è superiore a quella reale perché molte sostanze naturali non vengono assorbite bene dal nostro apparato digerente