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06. 05. 2021 12:05

MIlano, un progetto per portare le terapie oncologiche a domicilio

Nasce il progetto “Oncohome” per curare a domicilio i pazienti con tumore metastatico

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L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, in collaborazione con l‘Ospedale San Raffaele e l’ASST di Cremona hanno dato vita al progetto pilota “Oncohome” per la cura dei pazienti con tumore metastatico in terapia con farmaci orali.

Il progetto, patrocinato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), è stato reso possibile grazie a una campagna di raccolta fondi cui hanno contribuito numerose aziende e associazioni e che servirà a sostenere le attività di assistenza e cura che comprendono visite domiciliari da parte di un team di infermieri e oncologi, video-consulti e l’attivazione di un numero telefonico dedicato per richieste e informazioni da parte dei pazienti.

Cure a domicilio. «Il progetto nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e ha trasformato il terribile periodo della guerra contro il Covid, con le problematiche annesse per i pazienti oncologici, in un’opportunità che già era nei nostri pensieri – spiega Filippo De Braud, Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica dell’Istituto dei Tumori – Ci siamo accorti che i pazienti avevano diffidenza nell’accesso agli ospedali, abbiamo dovuto dilazionare i trattamenti e ci siamo resi conto che si potevano trovare alternative nel caso delle terapie orali. Il progetto nasce quindi da esperienza già vissute per limitare il numero di accessi all’ospedale, oggi con covid, ma anche in futuro. Lo studio serve non solo ad abbattere i costi in termini di tempo e denaro per i pazienti, ma a creare la cultura della possibilità del rapporto a domicilio per avere continuità di cura, abbattendo anche i rischi di infezione, non solo da covid, che si possono correre in ospedale».

Cremona chiama Milano. «Questo progetto è partito a Cremona quando l’ospedale è stato chiuso a marzo 2020 e noi come reparto ci siamo posti nelle condizioni di capire come fare a non abbandonare i pazienti a casa – spiega Rodolfo Passalacqua, Direttore Unità Operativa di Oncologia Ospedale di Cremona – Abbiamo deciso di creare un team che andasse sul territorio, la direzione sanitaria ci ha appoggiato senza pensare a costi o burocrazia e dopo una settimana eravamo già fuori ad assistere 7/8 persone al giorno. È partita la richiesta all’AIOM e all’ordine dei medici di supportare questo progetto: in quel periodo anche i medici di famiglia erano abbandonati e senza sistemi di protezione, li abbiamo assistiti nella cura del paziente facendo cure domiciliari e terapie orali, abbiamo proseguito fino a giugno seguendo 71 pazienti. Da giugno in poi abbiamo continuato, includendo altri 80 pazienti, tutti seguiti a domicilio: io non entravo in casa di un paziente da 20 anni e farlo da medico ospedaliero, vedendo lo stupore e la soddisfazione del malato, è un’esperienza bellissima. Questa modalità di assistenza è una necessità ormai ineludibile».

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