17.3 C
Milano
27. 10. 2021 18:20

Manifestazioni No Green pass, Andrea Crisanti: «Risultato di messaggi e approcci contradditori»

Il virologo punta il dito contro le nuove norme sulla certificazione verde emanate dal governo definite contradditorie e per questo poco comprensibili dalla popolazione

Più letti

Il virologo del Dipartimento di Microbiologia di Padova, Andrea Crisanti, ha espresso durante un’intervista a Radio 24 tutte le sue perplessità sull’attuale applicazione del Green Pass.

Andrea Crisanti: «Certe misure non sono giustificate»

Le nuove indicazioni del Ministero della Salute non convincono il virologo, in particolare il prolungamento della validità dela certificazione verde ad un anno. «Sicuramente il Green pass è un’anomalia – ha dichiarato Andrea Crisanti -, perché la protezione del vaccino dall’infezione decade dopo sei mesi, passando dal 95% al 40%. Quindi, aver protratto la validità del vaccino da 6 mesi ad un anno non ha nulla di scientifico».

Anche sull’efficacia dei tamponi è dello stesso avviso. «Ogni 2 o 3 giorni non è giustificabile – ha aggiunto -, perché va fatto ogni 24 ore: una persona si può infettare il giorno dopo oppure essere infetta a livelli bassi quando fa il tampone per poi avere una carica virale pazzesca dopo 3 giorni».

Il green pass per indurre alla vaccinazione

Il virologo ha sottolineato poi quanto il Green pass sia una misura più utile a spingere i cittadini a vaccinarsi, che a limitare la trasmissione del virus. «Come ho già detto, il Green pass è una misura per indurre la popolazione a vaccinarsi e in effetti abbiamo raggiunto livelli importanti di vaccinazione – ha ribadito Andrea Crisanti -. Ma perché abbia un impatto sulla trasmissione del virus, il green pass dovrebbe essere limitato a quelli che hanno fatto la seconda dose entro sei mesi e a chi ha fatto il tampone dopo le 24 ore. É chiaro che questa non è una cosa praticabile».

La scelta di adottare certe norme non realmente in sintonia con i pareri scentifici ha prodotto per il virologo pericolose incomprensioni sfociate nelle tante manifestazioni, come quella vista a Milano lo scorso sabato. «Questo produce delle contraddizioni che sono poi un varco per tutti quelli che sono contro il Green pass e che hanno manifestato due giorni fa – ha concluso -. Quelle proteste sono la testimonianza di una certa insofferenza. Quello che impressiona è il numero delle persone che hanno manifestato, sicuramente superiore a quello registrato nelle precedenti occasioni. Ma questo è anche il risultato di messaggi e di approcci contradditori».

 

In breve

Start up innovative, un quinto delle italiane è milanese

Start up, l'innovazione parla sempre di più milanese. E' questo il dato che ci suggeriscono le statistiche di ottobre...