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02. 08. 2021 19:58

Obesità, l’8,7% dei lombardi a rischio

Giovanelli (Policlinico San Donato): «I centri migliori sono quelli che affrontano la malattia con approccio multidisciplinare»

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In Italia sempre più cittadini sono colpiti da obesità, spesso già in età infantile. E la Lombardia non fa eccezione, anche se si comporta meglio come spiega Alessandro Giovanelli, direttore dell’Istituto nazionale per la cura dell’obesità al Policlinico San Donato e all’Istituto clinico Sant’Ambrogio di Milano.

Obesità, l’8,7% dei lombardi a rischio

Giovanelli, Policlinico San Donato
Giovanelli, Policlinico San Donato

Com’è la situazione in Lombardia?
«Un’indagine del 2017 della European association for the study of obesity ha rilevato che le persone obese in Lombardia sono l’8,7% della popolazione, contro una media nazionale del 9,8%. Anche fra bambini e adolescenti di età compresa fra sei e 17 anni i dati sono inquietanti: uno su quattro è affetto da eccesso di peso. Nel Comune di Milano una diagnosi di obesità riguarda l’8,6% delle donne e il 12,08% degli uomini».

Chi sono i soggetti più a rischio?
«Sono soprattutto gli uomini: risulta in sovrappeso il 44% dei maschi rispetto al 27,3% delle donne ed è obeso il 10,8% degli uomini rispetto al nove per cento delle donne. La fascia di età in cui si registrano percentuali più alte di persone in eccesso di peso è, sia per gli uomini sia per le donne, quella tra i 65-74 anni».

Quando si parla di semplice sovrappeso e quando di obesità?
«Nell’adulto si considera il valore dell’Indice di massa corporea come misuratore. Il valore si ottiene dividendo il peso in chili con il quadrato dell’altezza espressa in metri. A tali parametri va aggiunta la misurazione della circonferenza vita che dà un indice di gravità dello stato di obesità: secondo le linee guida europee la circonferenza vita non dovrebbe superare i 102 centimetri negli uomini e gli 88 nelle donne».

Quali sono i migliori centri in Lombardia per curarsi?
«I centri cui ci si dovrebbe rivolgere sono quelli che affrontano la malattia con approccio multidisciplinare, con elevato numero di pazienti trattati ogni anno e che offrano tutte le possibili opzioni terapeutiche per controllare il peso. Tali centri sono quelli cui le società scientifiche mediche hanno fornito il bollino d’eccellenza clinica. In Lombardia ci sono centri per la cura dell’obesità che svolgono la loro attività quotidianamente con questi requisiti e hanno avuto questo riconoscimento».

Quali sono i migliori approcci di cura?
«Il concetto di “life style modification” rappresenta un ideale ombrello sotto cui proteggersi dai rischi di sviluppare una malattia grave e invalidante come l’obesità: sane abitudini alimentari, incremento dell’attività fisica, controllo dei parametri metabolici ottenibili con alcuni specifici farmaci o con la chirurgia bariatrica sono i cardini del trattamento che devono spesso essere rinforzati da un adeguato supporto psicologico».

Dieta ed esercizio fisico da soli possono bastare?
«Esercizio fisico e dieta sono la base per un corretto stile di vita sano, ma spesso risultano insufficienti da soli specie quando si sviluppa un quadro di obesità importante e se ad essa si associano malattie gravi come problemi cardiovascolari, diabete e mattie metaboliche, problemi respiratori come le apnee notturne o altre gravi situazioni cliniche determinate dall’eccesso di peso. In tal caso bisogna ricorrere a trattamenti più avanzati come la chirurgia bariatrica e metabolica».

Quali sono le principali cause di questa patologia?
«Si riconoscono fattori come la familiarità, l’aggregazione sociale, le scorrette abitudini di vita e i comportamenti quotidiani inadeguati, le cause metaboliche e i disturbi psicologici e comportamentali».

Quali sono i comportamenti virtuosi per prevenirla?
«I principali aspetti da controllare sono rivolti a migliorare le abitudini alimentari aumentando il consumo di frutta e verdura, evitando di assumere porzioni abbondanti o fuori pasto frequenti o di saltare di pasti, ridurre l’utilizzo di cibi e bevande qualitativamente inadeguate come junk-food, bevande zuccherate, alimenti ipercalorici e ad elevato indice glicemico».

Quali invece quelli assolutamente da evitare?
«In genere i trattamenti estremi come le diete troppo squilibrate o i digiuni prolungati, specie se fuori da controllo medico, rendono spesso vani i sacrifici anche se in apparenza danno risultati: non essendo sostenibili nel tempo espongono ai rischi di recupero di peso con gravi conseguenze sull’assetto metabolico e psicologico della persona. Anche il ricorso o l’abuso di farmaci non indicati specificamente per il controllo del peso possono avere effetti drammatici sullo stato di salute: per fortuna ormai la legge ha regolamentato tali prescrizioni ponendo fuori legge molte delle sostanze usate in passato per controllare il peso».

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