Vent’anni fa al Policlinico di Milano nasceva la prima terapia intensiva pediatrica della Lombardia. Un reparto completamente a misura di bambino. Adesso questa realtà fondata grazie al supporto dell’associazione Bambino Nefropatico Onlus rappresenta un punto di riferimento a livello regionale e nazionale. Ancora oggi un piccolo paziente su quattro viene, infatti, ricoverato in una terapia intensiva per adulti. Senza che siano presenti le competenze pediatriche necessarie. Questo influenza la prognosi, anche in termini di mortalità: quella registrata nei casi di ricovero in terapia intensiva pediatrica è infatti nettamente inferiore.

SICUREZZA • Tra i suoi fiori all’occhiello questo reparto vanta in particolare l’assistenza ai bimbi con patologie respiratorie, che rappresentano il 75 per cento del totale dei ricoveri. In questi anni sono state sviluppate tecniche innovative sia di ventilazione non invasiva (attraverso maschere o caschetti) sia invasive (attraverso il classico tubo endotracheale). Altre attività di rilievo sono l’assistenza ai pazienti con patologie renali, compreso il percorso del trapianto di rene da donatore vivente, e la domiciliazione e il follow up di bambini affetti da patologie croniche complesse che richiedono un supporto respiratorio domiciliare.

PER LE FAMIGLIE • Con il servizio di ventilazione domiciliare pediatrica, in particolare, gli esperti accompagnano le famiglie nell’uso del respiratore sul proprio bambino, mettendoli nelle condizioni di poterlo accudire a casa propria e in tutta sicurezza. Un servizio quindi fondamentale, che attualmente consente di seguire 55 casi. «I nostri sforzi per un’assistenza pediatrica all’avanguardia non si fermano – commenta Simona Giroldi, direttore generale -. Forti di questi primi 20 anni, abbiamo già in atto tre progetti che potenzieranno ulteriormente le cure ai bambini che ne hanno bisogno. Parliamo della Ecmo pediatrica, ovvero della macchina cuore-polmoni indispensabile per il supporto vitale dei casi più critici, con uno specifico progetto di formazione per implementarla. Ma anche dell’individuazione del nostro ospedale come centro di riferimento per il politrauma pediatrico».

«Ecco perché siamo fondamentali»

Edoardo Caderini: «Occorre intervenire in altre zone d’Italia»

«In Italia quasi la metà dei bambini in condizioni critiche viene ricoverata nei reparti di terapia intensiva per gli adulti. Una situazione che determina un aumento della mortalità». L’allarme è lanciato da Edoardo Caderini, direttore della Terapia intensiva pediatrica del Policlinico di Milano. «Così come esiste la pediatria, sono necessari esperti di rianimazione pediatrica – prosegue -. Solo qui i medici hanno le competenze necessarie per intervenire nella maniera più corretta. Inoltre i macchinari, pur essendo simili a quelli utilizzati per gli adulti, sono tarati sul peso e l’altezza dei piccoli pazienti».

In Italia attualmente ci sono 13 reparti al Nord, 9 al Centro è solo 4 al Sud. «Occorre intervenire. In Sardegna, per esempio, non esiste una struttura del genere – conclude Calderini -. Ogni Regione dovrebbe individuare pochi ospedali pediatrici da far diventare punti di riferimento e di eccellenza. E questo vale anche per l’anestesia pediatrica».